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4.7.10

Quick Investigation: Inquinamento in Trentino

Da http://current.com/shows/senza-censura/92519851_quick-investigation-inquinamento-in-trentino.htm



A seguito delle inchieste Tridentum, Ecoterra, ma soprattutto dell'ultimo filone, riguardante le emissioni delle Acciaierie Valsugana, denominato Fumo negli Occhi, la Giunta Provinciale di Trento, in data 10 dicembre 2009, dà disposizione all'Agenzia Provinciale Protezione Ambientale di eseguire una vasta campagna di controllo della situazione ambientale in relazione alle attività della fonderia.
Per tale scopo la Giunta stanzia 56.000 euro, da ripartire tra i tecnici Appa e gli esperti consulenti chiamati a dare lettura e validazione dei dati raccolti. I consulenti sono tra i collaboratori dell'Istituto Superiore di Sanità, da questo ente viene pertanto la valutazione ai risultati di tale campagna, che nella data del 4 marzo 2010 stabilisce come la situazione ambientale complessiva della Valsugana non presenti situazioni di rischio per la salute pubblica.
Per presentare tali risultati il 10 marzo Lorenzo Dellai, Presidente Provinciale, con Pacher, Ass. all'Ambiente, e Berlanda, Dir. Gen. Appa, incontra pubblicamente i cittadini di Borgo Valsugana. Dall'incontro però non scaturisce l'augurata nuova intesa tra istituzioni e cittadini. Oltre al pubblico del palazzo dello sport di Borgo, a non essere convinti dalle analisi Appa ci sono anche i Comitati di cittadini che da tempo si battono per conoscere la reale situazione. Con loro i Medici per l'Ambiente, associazione che fa parte dell' International Society of Doctors for the Evironement (ISDE), organizzazione che ha, tra gli altri, un rapporto consultivo permanente con l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Comitati e Medici contestano le analisi Appa sin dal metodo con il quale sono stati scelti i campioni da raccogliere.
Caso esemplare è quello del campione animale, effettuato da Appa su di una trota che vive in cattività, in una troticoltura collocata in un tratto di torrente a monte dell'Acciaierie e delle sue discariche. Medici per l'Ambiente e Comitato Barbieri Sleali si autofinanziano una nuova raccolta dati e le analisi degli stessi, rivolgendosi ai tecnici del Corpo Forestale dello Stato e ad un laboratorio certificato con sede in Germania. Spendono per questa operazione 8.000 euro.
Raccolgono 14 campioni, di ogni matrice. Campioni animali, vegetali, latticini, suoli, ed anche un campione insolito per questo tipo di analisi, le polveri. Questo campione non è previsto dal legislatore, perché significherebbe andare a cercare la materia pura, cosa che non è contemplata trattandosi di ricerche di diossine e metalli pesanti in centri residenziali.
I risultati di queste analisi sono sconvolgenti: tutti i 14 campioni risultano positivi, sul tetto delle scuole elementari di Borgo la polvere accumulata presenta valori di diossine due volte e mezzo superiori ai livelli di legge. Le diossine riscontrate con queste rilevazioni hanno la stessa matrice, l'impronta digitale costituita dalla distribuzione dei 14 cogeneri, di quelle riscontrate nella torre di abbattimento dei fumi dell'Acciaieria Valsugana.

3.7.10

Inquinamento in Valsugana. Che ruolo ha avuto Dellai?

di Marco Rigo, 29 giugno 2010

Sono emerse dai giornali in questi giorni le divergenze tra il presidente Kessler e l’assessore Pacher circa l’opportunità di depositare un disegno di legge, teso ad abrogare il comma 2 quater dell’articolo 51 del tulp ambientale con il quale si permette all’acciaieria, unica azienda in Trentino, di lavorare in deroga alle emissioni per quanto riguarda gli inquinanti, si noti a proposito che tali limiti non sono stati alzati, cosa di per sé discutibile, ma sono stati addirittura tolti.

Detta legge, come si evince dalle mail in mano alla procura è stata messa a punto dal proprietario Leali e messa nelle mani direttamente di Dellai. Non si può dire che sia una bella pagina politica.

Alla luce delle complesse vicende ambientali che hanno interessato la Valsugana nel corso di quest’anno, questa operazione appare molto grave, se si pensa che tale comma è stato inserito mediante l’approvazione di una legge finanziaria, in periodo natalizio (vacanza), senza alcun dibattito specifico in Consiglio e, soprattutto, senza che sia stata fatta nessuna valutazione di impatto ambientale sulle conseguenze di tale provvedimento di deroga, ovvero senza nessun parere da parte dell’azienda sanitaria sui potenziali effetti sulla salute pubblica.

Se si considera il carattere riservato e privatistico di tale iter legislativo si può ipotizzare un utilizzo dell’organo istituzionale (il consiglio provinciale) per promulgare una legge che procura un vantaggio indubbio e insolito (cioè poter lavorare inquinando, con grande risparmio di denaro) per un soggetto privato, che ne ha curato oltretutto personalmente la stesura. Mi chiedo se la vicenda non assuma la connotazione di un abuso d’atti d’ufficio, perché un politico non può fare leggi per compiacere un privato, ma diventa ancora più grave se questo atto politico espone la popolazione a un rischio potenziale per la salute, dal momento che è dimostrato che le emissioni dell’impianto siderurgico contengono sostanze altamente tossiche e che richiedono un attentissimo controllo circa il loro rilascio nell’ambiente.

Alla luce di quanto esposto risultano incredibili le tergiversazioni fatte dall’assessore Pacher di fronte alla proposta di Kessler di sanare questa situazione scabrosa e incomprensibile; risultano sospette le resistenze messe in campo dai funzionari Appa che accampano problematiche pseudo tecniche ovvero affermando che applicando i limiti in vigore per tutte le altre realtà in Trentino, l’azienda «inquinerebbe maggiormente con emissioni illegali».

La realtà è che con questa vicenda si è andati al nocciolo del problema, ovvero quali rapporti intercorrono e sono intercorsi tra la proprietà dell’acciaieria Valsugana e il presidente Dellai?

Domanda che se non erro è stata anche posta dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul traffico di rifiuti illeciti, ma la cui risposta non è stata molto soddisfacente.


Marco Rigo

Referente Isde per il Trentino

15.5.10

Adesso basta! Chiudiamo le acciaierie di Borgo Valsugana

Partecipata mobilitazione durante la seduta del Consiglio Provinciale


Adesso basta! Ecco lo slogan che ha accompagnato la mobilitazione di questa mattina sotto il palazzo della Regione a Trento durante il Consiglio Provinciale per chiedere nuovamente la chiusura dell’acciaieria, la riconversione dei posti di lavoro e la bonifica delle aree inquinate e dei terreni contaminati da discariche.

A promuovere la manifestazione le Mamme di Borgo Valsugana, sostenute dal gruppo delle Mamme Bionike, attive per una reale alternativa all’inceneritore e contro le nocività che sempre più colpiscono soprattutto i bambini.

Assieme alle mamme anche un’ampia rappresentanza dei comitati locali trentini, da quelli per l’acqua come bene comune, al Coordinamento Trentino Pulito, ad altri gruppi che si battono per uno progresso sostenibile in difesa dell’ambiente e dei beni comuni.

I partecipanti al presidio, con qualche difficoltà, sono riusciti ad assistere alla seduta del Consiglio Provinciale, fischiando a più riprese l’assessore all’ambiente Pacher che pubblicamente aveva espresso la necessità di chiudere l’acciaieria senza poi mantenere la promessa, nonostante l’inchiesta della magistratura e le analisi indipendenti dei medici per l’ambiente avessero provato che l’inquinamento causato dalla fonderia è presente nell’aria, nell’acqua, nei terreni e persino sui davanzali delle scuole. Non sono state risparmiate dure critiche nemmeno ai partiti di centrodestra , in particolare alla Lega, che per i propri fini elettorali alza la voce sulla tutela dell’ambiente e della salute in Trentino, mentre riempie il Nord Italia di inceneritori o di opere insensate e a livello nazionale vota compatta per il ritorno dell’industria nucleare e per la fine delle gestioni pubbliche dell’acqua.

Le Mamme Bionike e i comitati che hanno aderito al loro comunicato - che a fine presidio è stato consegnato ai consiglieri provinciali da una delegazione di donne - hanno voluto mettere in chiaro di non aver accettato nessuna bandiera partitica perché credono che la salute – e la sua tutela – non abbiano colore e che solo attraverso un movimento ampio e dal basso è possibile incidere sulle scelte di oggi e del futuro.

Per questo si dà appuntamento a venerdì 4 giugno alle ore 20.30 a Pergine Valsugana per un incontro-confronto dei vari comitati trentini che lottano per la salvaguardia della salute, delle persone, la tutela dell’ambiente e del territorio.

12.5.10

Il comitato acqua bene comune di Trento sull'inquinamento dell'acciaieria di Borgo


L’INQUINAMENTO DELL’ACCIAIERIA A BORGO VALSUGANA.
A FIANCO DEI CITTADINI E DEI COMITATI, CONTRO LA STRUMENTALIZZAZIONE DEI PARTITI.

Abbiamo aderito all’iniziativa del 14 maggio per manifestare davanti al Palazzo della Regione a Trento la protesta anche nostra di fronte alle minacce alla salute prodotte dai gravi e diffusi inquinamenti provenienti dall’acciaieria di Borgo Valsugana, segnalati dalle analisi indipendenti; e protesta per l’indifferenza arrogante con cui la Provincia di Trento tratta l’impegno autonomo di indagine condotto da cittadini e Comitati sostituendosi alle strutture provinciali latitanti che vogliono ignorare il principio di precauzione.

La classe dirigente di questa Provincia, fingendo di voler discutere nei tavoli, gira in realtà le spalle alla popolazione semplicemente perché fa parte integrante di un meccanismo, di un modello di produzione e di consumo, che in nome del profitto di pochi prevede come esito necessario anche l’assalto all’ambiente, la riduzione a merce dei beni comuni che sono la base della vita, l’attacco alla salute. Perciò non le rivolgiamo appelli.

In Trentino molti stanno cominciando a comprendere che sono tutti aspetti del medesimo sistema: gli inquinamenti mortali dalle fabbriche senza regole, l’inceneritore di Trento, le grandi opere inutili (il progetto per la nuova ferrovia del Brennero), la privatizzazione dei servizi pubblici locali (quelli idrici per primi), lo sfruttamento spinto delle acque provinciali, l’agricoltura dei pesticidi, la cementificazione del territorio ancora disponibile, gli impianti di risalita devastanti e diseconomici, e così via.

Per questo appare promettente quella rete di Comitati locali impegnati contro le singole nocività che sta cominciando a prendere forma nelle valli e che potrebbe tra non molto tempo portare ad un coordinamento provinciale.

Alla vitalità consapevole di questo movimento si contrappone il tentativo che alcuni partiti stanno compiendo in Valsugana per strumentalizzare a proprio vantaggio il rifiuto popolare dell’acciaieria. Pensiamo in particolare alla Lega che per i propri fini elettorali in Trentino alza la voce sulla tutela dell’ambiente e della salute mentre riempie il Nord Italia di inceneritori o di opere insensate e a livello nazionale vota compatta per il ritorno dell’industria nucleare, per la fine delle gestioni pubbliche dell’acqua, per la “valorizzazione” (cioè la vendita per cassa) dei patrimoni locali. E pensiamo nello stesso tempo ai partiti del governo provinciale che utilizzano la presenza della Lega per ipotizzare lo sviamento delle analisi indipendenti.

Ai Comitati della Valsugana domandiamo di vigilare sulle ingerenze di qualsiasi partito.

Saremo al loro fianco in questa lotta, che dovrebbe coinvolgere anche i lavoratori dell’acciaieria. Crediamo che la chiusura di questo impianto aiuterebbe l’opposizione che facciamo alla privatizzazione dell’acqua trentina perché le lotte contro le devastazioni ambientali e le appropriazioni dei beni comuni possono e devono essere collegate.

Il Comitato acqua bene comune di Trento
12 maggio 2010

7.5.10

Adesso basta! venerdì 14 maggio ore 9.30 presidio davanti la Regione


ADESSO BASTA! lo hanno detto genitori e nonni di Borgo Valsugana, che mercoledì sera si sono trovati per discutere dei rischi per la salute dei bambini, esposti quotidiamente ad inquinanti come la diossina, i pcb, il piombo e forse anche a radioattività (sui giornali - è stato ricordato - si parlò addirittura di rottami da Chernobyl) provenienti dalle locali acciaierie.
Mamme, papà, nonni e nonne (c'erano anche le Mamme BioNike Trentino) hanno deciso di essere presenti in consiglio provinciale VENERDI' 14 MAGGIO ALLE 9:30 (Palazzo della Regione, Piazza Dante - Trento) quando si discuteranno le mozioni sul caso Valsugana presentate dalle opposizioni.
Per evitare strumentalizzazioni politiche, il gruppo non utilizzerà pullmann messi a disposizione da partiti politici, ma utilizzerà il treno o mezzi propri per raggiungere il capoluogo.
Tutti coloro - singoli o comitati - che hanno a cuore la tutela dell'ambiente trentino (dalle emissioni industriali all'inceneritore, dai pesticidi alle discariche gestite con "approssimazione" ecc.) e vogliono chiedere alla Provincia di Trento maggiore attenzione sul tema, sono invitati a partecipare indossando una MAGLIETTA BIANCA con la scritta "ADESSO BASTA!"
Ognuno potrà anche personalizzare la maglietta aggiungendo una o poche parole allo slogan.
(Es.: ADESSO BASTA - BUGIE; ADESSO BASTA - DIOSSINA; ADESSO BASTA - AVVELENARE I NOSTRI FIGLI...)
Eventuali adesioni ufficiali possono essere inviate alla mail:
adessobasta14052010@gmail.com

Rassegna stampa:

BORGO - L'appuntamento è a Trento, venerdi prossimo alle 9.30 davanti al Palazzo della Regione. La sintesi dell'incontro di giovedì sera delle mamme di Borgo riunitesi al bocciodromo è questa: mobilitazione in massa fino al consiglio provinciale, per chiedere la chiusura delle acciaierie e la bonifica di tutti gli edifici pubblici di Borgo. Un dibattito senza slogan e senza ideologie. Mamme, qualche papà, e nonni hanno portato in assemblea la preoccupazione, direttamente proporzionale ai dati delle analisi dei Medici Isde e alla mancanza di certezze. Le accuse all'indirizzo di Dellai, Rossi e Pacher hanno lasciato il posto a domande difficili. «Cosa fare con i nostri figli? Il mio bimbo è al nido - interviene Annalisa - ho sempre invocato le uscite all'aria aperta. Adesso devo sperare che non esca mai?». Dal tavolo dei relatori una maestra in pensione, Adriana Armellini , pacatamente invita a riflettere: «Il nostro interlocutore è una corazzata - ammonisce -. È indispensabile che a parlare siano i numeri». I numeri grandi li fanno i comitati: genitori, Barbieri Sleali, Valsugana Pulita, Trentino Pulito, Mamme Bionike con le valli trentine, in un movimento trasversale, che dalla Valsugana arriva fino in valle di Non. Si faranno sentire il 14 maggio, quando il Palazzo discuterà le mozioni di sfiducia dei suoi rappresentanti. «Nessuno deve permettersi - interviene Rosa Finotto dei Barbieri Sleali - di appendere il cappello alla nostra causa». Nessuno salirà sugli autobus del consigliere della Lega Nord Alessandro Savoi . A nessuno - dice - sarà permesso di strumentalizzare i bambini. Nella scuola, ai consigli di classe, saranno portate le preoccupazioni dei genitori. C'è chi tra le mamme ha pensato al 2 giugno per festeggiare in piazza a Borgo una Repubblica speciale, quella degli onesti. Gli interventi delle mamme sono di una praticità sorprendente, al bando i tavoli tecnici: «Sono solo mediatici. Troppi gli invitati per trattare un argomento lungo 30 anni, da dibattere magari in sole due ore». Gente buona di Valsugana che ha deciso di rimettersi in pari con altre valli del Trentino, più tutelate: «Non abbiamo un peso politico - dice Bruno Donati di Valsugana Pulita - e ne stiamo pagando il prezzo. Da Monte Zaccon alle acciaierie, una storia lunga di anni. Nella nostra valle è stato commesso un crimine e guarderemo in faccia i colpevoli solo se a muoverci saremo in tanti». Giuliana Wasserman , una nonna: «Dellai alla testa del corteo dei sindaci passando con fare sprezzante ci ha detto: "Siete sempre i soliti". Anche lui è il solito, in tutti questi mesi non ha avuto il coraggio di dare alla gente della Valsugana la sola cosa davvero importante: la verità».

Nicoletta Brandalise, l'Adige del 7 maggio 2010

30.4.10

Relazione sui risultati delle analisi ambientali in Valsugana

Di Marco Garavelli · 29 aprile 2010

www.trentoattiva.it/2010/04/relazione-sui-risultati-delle-analisi-ambientali-in-valsugana/

Relatori della serata:

  • Dott.ssa Maria Elena Di Carlo – Medico ISDE
  • Dott. Marco Rigo – Medico Isde
  • Dott. Roberto Cappelletti – Medico ISDE
  • Prof. Pier Giorgio Iobstraibizer – Geochimico

Prevedibile e prevista la massiccia affluenza di pubblico alla serata di presentazione delle analisi ambientali, dalla gente stessa commissionata e pagata; così tanta affluenza da indurre Rosa Finotto dei Barbieri Sleali ad annunciare una nuova serata probabilmente nel corso di questa stessa settimana.

Immagine tratta dalla presentazione dei medici per l'ambiente

Immagine tratta dalla presentazione dei medici per l'ambiente

Analisi che ribaltano ancora una volta lo scenario ambientale in Valsugana, dopo le rassicurazioni della Provincia tramite le analisi APPA.

La diossina in Valsugana c’è… eccome!!! E non solo quella, ma anche metalli pesanti come il cadmio (5 volte superiore ai termini di legge), il cromo (3 volte superiore), lo zinco (7 volte) e lo stagno (13 volte maggiore) ¹. Come si può vedere dalla tabella a fianco (click sull’immagine per ingrandire), la diossina è il doppio o il triplo del consentito in via Liverone, alle scuole elementari e in piazza Romani: tutte zone residenziali!

Sbalorditivo inoltre come “l’impronta” inquinante mostrata dal grafico sottostante coincida perfettamente con quella delle analisi al camino dell’ AcciaieriaValsugana. Un impronta che lascia davvero pochi dubbi su chi sia il responsabile di questo danno ambientale.

Immagine tratta dalla presentazione dei medici per l'ambiente

Il dott. Roberto Cappelletti ha fatto notare che la fonderia di Borgo produce dai 3 ai 5 grammi di diossina all’anno, un dato esageratamente alto se pensiamo che la diossina prodotta dal riscaldamento a legna di tutto il Trentino è quantificabile in 0,3 g all’anno. Per quello che riguarda il traffico: per raggiungere i livelli di emissioni giornaliere di un’acciaieria occorrono circa 700 milioni di automobili che percorrono 10 km. Dati che tolgono decisamente credibilità alla tesi secondo la quale il problema inquinamento in Valsugana non sia dato dalla fonderia ivi presente.

Il sindaco di Borgo Fabio Dalledonne ha informato i cittadini che recentemente è stata sua premura incontrare il Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente a cui ha consegnato un dossier sulla Valsugana e una rassegna stampa degli avvenimenti di questi ultimi anni (in merito alla questione ambientale). Il ministero ha garantito che farà valutare la quantificazione del danno dall’Avvocatura di Stato e dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e valuterà se costituirsi parte civile per i danni ambientali subiti dallo Stato. Proprio ieri il Ministero dell’Ambiente ha contattato la Procura di Trento. Il sindaco ha ribadito che azioni concrete volte alla chiusura della fonderia non potranno essere intraprese dall’amministrazione comunale perchè non competente in materia di inquinamento dell’aria; Laura Zanetti (ex infermiera del reparto oncologico dell’ospedale di Borgo ed ex assistente sanitaria di medicina scolastica) ha commentato che con quei dati di contaminazione da diossine nell’area delle scuole elementari il comune avrebbe il dovere e l’autorità di chiudere la struttura (decreto presidenziale n. 1518 del 1967).

Mario Casna ha iniziato il suo intervento dichiarando di vergognarsi di essere membro del Consiglio Provinciale. Molto contestato l’intervento di Giovanni Kessler (Presidente del Consiglio Provinciale), che inizialmente sembrava voler usare il solito trucco del politichese per calmare le acque in sala. Egli ha fatto poi notare che da parte sua e del PD c’è stata, già ad inizio legislatura, la richiesta di una commissione d’indagine sul caso Monte Zaccon e sul tema ambientale in Valsugana, sottolineando la necessità di maggiori controlli. Kessler ha riconosciuto la grave situazione ambientale in zona e ha chiaramente detto che, utilizzando il sistema del bastone e della carota nei confronti della proprietà, sarebbe bene procedere verso la chiusura dell’acciaieria. Non ci sono strumenti legislativi per togliere gli incentivi all’azienda e né tanto meno per chiudere d’autorità un’azienda privata.

Bruno Dorigatti, ex sindacalista CGIL (ora consigliere provinciale del PD n.d.r.) e strenuo difensore degli operai della fonderia, dopo aver assistito alla relazione dei medici è sembrato voler “scendere dai tetti della protesta”, dicendo che occorre fare pressione nei confronti dell’azienda perchè rispetti in maniera assoluta le più severi norme anti-inquinamento; in mancanza di collaborazione da parte dell’azienda, la fonderia va chiusa per il bene degli stessi operai. Diversamente sarebbe opportuno tenerla aperta.

Giuseppe Filippin (consigliere provinciale per la Lega Nord) ha voluto evidenziare che la fabbrica dovrebbe pagare non solo per l’inquinamento che eventualmente stia causando oggi, ma per il danno che ha causato in 30 anni.

Importante il messaggio venuto da un agricoltore della zona che ha denunciato la necessità che i cittadini si attivino per fare politica dal basso in prima persona, seguendo l’esempio valoroso dei comitati della Valsugana.

A questo link potete scaricare la presentazione dei medici: Presentazione risultati con fondo analisi Valsugana 27 aprile 2010

E’ d’obbligo un sincero ringraziamento ai medici per l’ambiente, ai comitati, al dott. Massimo Cecconi e a tutti i volontari che si sono adoperati per la causa ambientale in Valsugana.

Questa la registrazione integrale dell’evento²:

Per motivi tecnici il filmato è composto da 5 video riuniti in un’unica playlist: alla fine di un filmato viene caricato automaticamente il successivo. Se si desidera passare direttamente al video seguente si può premere in qualsiasi momento il tasto “forward” vicino al tasto “play”.

Per connessioni lente si possono verificare frequenti interruzioni del filmato; per non incorrere in questo noioso inconveniente si consiglia di mettere in pausa la riproduzione per una decina di minuti per permettere al video di caricarsi (buffering del video), dopodichè si può avviare la riproduzione che risulterà così fluida. L’operazione è da ripetersi per ognuno dei 5 video. Questo è dovuto al fatto che il filmato è appositamente stato creato in definizione piuttosto alta per dar modo di leggere i testi della presentazione proiettata nel corso della serata e per avere una buona qualità di visione.

¹Valori riscontrati nella polvere del tetto di un edificio in Piazza Romani a Borgo.

²Al minuto 15.00 del primo video, a causa di un errore di montaggio dello stesso da parte mia, la slide mostrata non è coerente con la spiegazione del dott. Marco Rigo. Si prega di fare riferimento invece a questa slide (click sull’immagine per ingrandire):

27.4.10

Le analisi ambientali indipendenti della Valsugana

Di Marco Garavelli, TrentoAttiva

Martedì 27 aprile alle ore 20.30 al polo scolastico di Borgo, i medici ISDE della Valsugana con i comtitati “Barbieri sleali” e “Valsugana pulita”, presenteranno i risultati delle analisi ambientali finanziate dai cittadini. E’ sorta infatti non poca confusione tra la popolazione quando la Provincia ha divulgato i risultati delle analisi APPA, dati che contrastavano quelli allarmanti del 2001 e del 2008.

Le notizie che già si sono diffuse sono davvero preoccupanti e ribaltano completamente i risultati dell’APPA. Visto poi il coinvolgimento di alcuni funzionari della stessa nell’inchiesta della Procura, la gente terrà sicuramente in seria considerazione ciò che emerge dalle analisi indipendenti.

A poco è servito il recente “regalino” della Provincia all’APT della Valsugana (145.000 €) a titolo di risarcimento ambientale. Per risollevare un’area costantemente offesa e torturata da diverse fonti di inquinamento (fonderia, discariche e traffico pesante in primis) ci vuole ben di più ed è quello che da anni i Valsuganotti chiedono e che solo un intervento extra-provinciale del Corpo Forestale di Enego ha reso più probabile: la chiusura e riconversione della famigerata Acciaieria Valsugana.

Registreremo il video della conferenza di martedì sera e lo potrete visionare su questo blog a partire da giovedì pomeriggio.

14.3.10

Acciaieria: le registrazioni dell'incontro al Palazzetto

Qui sotto trovate la registrazione¹ dell’incontro tra la Provincia e la Popolazione della Valsugana. Al tavolo dei relatori erano seduti:

  • Fabio Berlanda – Direttore dell’APPA
  • Fabio Dalledonne – Sindaco di Borgo Valsugana
  • Lorenzo Dellai – Presidente della Provincia Autonoma di Trento
  • Alberto Pacher – Vice Presidente della PAT e Assessore ai lavori pubblici, ambiente e trasporti
  • Alberto Betta – Direttore della direzione promozione educazione alla salute, Azienda Provinciale per i Serivzi Sanitari, Trento



¹ Per motivi tecnici il filmato è composto da 4 video riuniti in un’unica playlist: alla fine di un filmato viene caricato automaticamente il successivo. Se si desidera passare direttamente al video seguente si può premere in qualsiasi momento il tasto “forward” vicino al tasto “play”.


Per connessioni lente si possono verificare frequenti interruzioni del filmato; per non incorrere in questo noioso inconveniente si consiglia di mettere in pausa la riproduzione per una decina di minuti per permettere al video di caricarsi (buffering del video), dopodichè si può avviare la riproduzione che risulterà così fluida. L’operazione è da ripetersi per ognuno dei 4 video. Questo è dovuto al fatto che il filmato è appositamente stato creato in definizione piuttosto alta per dar modo di leggere i testi della presentazione proiettata nel corso della serata e per avere una buona qualità di visione.

Si ringrazia Marco Garavelli di Trentoattiva per l'ottimo lavoro.

12.3.10

Acciaierie di Borgo: Due interventi sulla serata pubblica con Dellai, Pacher e APPA.

Pubblichiamo le registrazioni della serata pubblica di mercoledì - grazie a Marco Garavelli di Trentoattiva (a breve sarà disponibile un video di qualità superiore - e due lettere che ben sintetizzano la serata al Palazzetto e analizzano la preoccupante situazione politica e ambientale in Valsugana.
Segnaliamo l'interessante dibattito su Facebook:
Sani in un ambiente sano in Valsugana



INCONTRO Acciaieria, a Borgo figuraccia della Provincia.

Sono appena tornato a casa dall’incontro pubblico tra la popolazione valsuganotta e i vertici provinciali. Devo dire che mi ritengo veramente soddisfatto. Non sicuramente per le rassicurazioni (che non ci sono state) dei nostri cari vertici, ma dall’aver percepito la rabbia dei miei concittadini presenti in sala, che non si sono certo fatti abbindolare da vane e vacue rassicurazioni, ma che hanno fatto intendere la loro determinazione nel tenere aperta la questione ambientale in Valsugana.
Per quanto riguarda i “provinciali” presenti sul palco non si può sicuramente dire che abbiano fatto una bella figura. Il buon dirigente dell’Appa Berlanda ha snocciolato un bel po’ di slide, molto belle e variopinte a vedersi, ma che non hanno nascosto la sua totale impreparazione.
Difatti non ci ha messo molto un attento studente universitario a smascherare il trucco che ha usato l’Appa per non far risultare la diossina nei terreni. Probabilmente non si aspettavano che qualcuno notasse una piccola riga nascosta in una slide (del resto l’unica che Berlanda ha saltato molto velocemente!) nella quale si affermava che prima di effettuare i carotaggi i terreni sono stati lavati in superficie. E il bravo studente ha messo il dito nella piaga, chiedendo al dirigente come mai la superficie del terreno è stata lavata se è proprio lì che si trova la diossina?
In quel momento posso solo immaginare cosa sia passato nella mente dei luminari presenti sul palco... per uscire dalla situazione il preparatissimo dirigente non ha potuto che affermare che quelle erano questioni troppo tecniche per entrare nel merito in questa serata!
Complimentoni, per la bella figura. Per non parlare poi del buon Dellai, impegnatissimo per tutta la serata con il suo cellulare fregandosene altamente del minimo di rispetto che dovrebbe portare a tutti quei cittadini presenti in sala preoccupati della loro salute. Pacher non se l’è cavata meglio, con la sua voce tremante ha tentato di sviare, senza del resto riuscirci, con il suo buon politichese le domande piccanti e mirate che gli venivano rivolte...
E il buon Betta? Dopo un monologo di venti minuti senza alcun senso, per quasi tutta la serata è rimasto pressocché muto... forse pensava agli straordinari e all’indennità che mamma Provincia generosamente verserà nelle sue tasche per la serata. E di tutte le domande che i cittadini rivolgevano ai provinciali a pochissime ho sentito fornire risposte concrete o per lo meno qualche tipo di risposta, per la maggior parte la risposta consisteva in una sconcertante scena muta. L’unico presente che si sforzava di rispondere era il sindaco Dalledonne che a quanto pare era l’unico che non aveva niente da nascondere.
Ma la chicca viene alla fine quando i presenti sul palco senza il minimo preavviso e senza nessun discorso di chiusura finale si alzano, girano le spalle a tutta la gente senza lasciare i comitati fare il loro ultimo discorso. L’esponente di questi ultimi si è ritrovato così a parlare con le spalle dei nostri cari provinciali, che non si sono nemmeno presi la briga di voltarsi durante il suo discorso.
Quest’ultimo comportamento da parte loro ha riassunto pienamente lo spirito della serata... ai nostri cari Dellai, Pacher, Betta e Berlanda (aggiungo anche Olivi e Dorigatti ecc...) non interessa un bel niente di questa valle e dei suoi problemi, hanno solo in mente i loro rendiconti, i loro guadagni e alla Valsugana basta come sempre voltare le spalle. Non resta che ringraziarli quindi per aver compattato la valle contro mamma Provincia e rafforzato i comitati cittadini! E come ha saggiamente riassunto in un bell’intervento un pensionato presente in sala... se questi sono i frutti della tanto sbandierata autonomia speriamo veramente che abbia vita breve.

Alessandro Bazzanella

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Lettera di
Marco Rigo medico ISDE

Egregio Assessore
con la comunicazione dei dati sull’inquinamento In Valsugana, abbiamo letto dei giudizi netti e conclusivi sulla questione ambientale fino ad oggi pesantemente alla ribalta sulle cronache trentine. Non è questa la sede per argomentare i particolari tecnici di questa ormai annosa questione, che ha visto arricchirsi sempre più il carnet dei dati via via che passavano le settimane, dati spesso in contraddizione e certamente molto controversi tra loro, si da creare una vera confusione nell’opinione pubblica.
Sono certo che potendo affrontare l’argomento con pacatezza liberi da condizionamenti politici e giudiziari anche lei potrebbe concordare che in situazioni del genere è molto difficile trarre giudizi definitivi e certi vista la complessità delle variabili in campo. Prendo quindi le distanze dalla sua sicurezza sul fatto che i gravi fatti accaduti in Valsugana non abbiano determinato effetti precisi ( tonnellate di materiale tossico a Monte Zaccon, emissioni dell’acciaieria solide liquide e gassose pesantemente fuori norma, bonifiche agrarie palesemente finte e a solo scopo speculativo, il tutto innestato su una valle gravata da traffico pesante da un fondo naturale di per se ricco in metalli potenzialmente pericolosi e da una disposizione orografiche che determina per gran parte dell’anno la stagnazione dell’aria).
Sorge subito spontanea la domanda alla luce delle sue affermazioni come mai l’acciaieria sia ancora sotto sequestro e con sentenza anche del tribunale del riesame. Utile è ricordare che nel procedimento penale in corso sono indagati anche alcuni funzionari dell’Appa, lo stesso Ente al quale si attribuisce il compito oggi di svelare le eventuali criticità del territorio dovute a mancati o inadeguati controlli ambientali oltre che a scelte politiche inadeguate e miopi .
Dopo le trionfalistiche e a mio parere un po’ premature dichiarazioni di assoluta inconsistenza di un problema di salute pubblica, nonostante i disastri ambientali noti, invita i medici dell’ambiente (così ormai ci hanno etichettato) a fare autocritica; su questo vorrei soffermarmi chiedendo esattamente su cosa nel nostro documento presentato pubblicamente dovremmo fare autocritica.
In questo momento alla luce dei dati presentati non mi sentirei di smentire una virgola di quanto sottoscritto da cinquanta colleghi al termine di un ponderato studio durato mesi. L’invito poi a fare dell’autocritica mi viene spontaneo rimandarlo al mittente, non ricordando affatto che Lei abbia ritenuto opportuno la benché minima autocritica allorchè è stata posta in evidenza la clamorosa autorizzazione in vigore fino al 2009 ad emettere valori di diossina in quantità 1000 volte maggiori dei limiti previsti dalle BAT europee, limite che Lei ha più volte tentato di giustificare senza riuscirci riferendolo ad una legge che essa stessa ammetteva di non essere applicabile là dove fosse necessaria un’autorizzazione ambientale.
Nessuna autocritica ricordiamo di aver sentito quando la gente della Valsugana si è resa conto che l’Appa non solo non controllava ma quando lo faceva non trovava niente tanto che l’indagine in corso è stata possibile mediante l’intervento di organi extraprovinciali. Invece che criticare gli allarmismi ingiustificati (secondo il suo punto di vista) potrebbe sforzarsi di capire perché la gente in Valsugana ha paura e non crede più a nessuno.
Ad avvalorare questa sfiducia e questi timori vi sono innumerevoli espressioni rassicuranti da parte delle istituzioni preposte, che stridevano con quanto percepito quotidianamente dalla popolazione borghigiana, rassicurazioni che sono culminate con un fenomeno paradossale ovvero che i dati forniti alla procura tramite il corpo forestale dello stato sono stati raccolti dalla stessa Appa e hanno determinato l’inchiesta in corso e l’allarme per l’inquinamento ambientale, la stessa Appa esegue campionamenti in forma autonoma qualche mese dopo nei stessi luoghi e i risultati sono capovolti (non c’erano in questo caso ufficiali di polizia giudiziaria a sorvegliare tutte le fasi dei campionamenti).
Ecco perché anche nel caso dei suoi ultimi annunci che per l’ennesima volta negano ogni problema e riconducono tutto ai “soliti limiti di legge” non ci trova particolarmente ne sorpresi ne rincuorati ma semplicemente consapevoli che se vogliamo la verità dovremo contare pressoché solo su noi stessi.

26.2.10

Sabato 27 febbraio: Proiezione di "Discariche in Trentino" a Borgo

Sabato 27 febbraio 2010 ore 20:30
presso l'Auditorium del Comprensorio a Borgo Valsugana, Piazzale Ceschi 1


Proiezione del documentario "Discariche in Trentino" andato recentemente in onda su Current TV (Canale 130 di Sky).

A seguire dibattito pubblico.

31.1.10

Acciaeria: salute pubblica a rischio, il dossier e la conferenza stampa dell'ISDE

Proponiamo dal sito Ecceterra.org la relazione medico scientifica a cura dei Medici per l'ambiente e il video (da sito di TrentoAttiva) della conferenza stampa di presentazione, durante la quale i relatori, la dott.ssa Patrizia Gentilini, la dott.ssa Maria Elena Di Carlo e il dott. Marco Rigo, hanno illustrato i rischi sanitari sulla popolazione che l'acciaieria crea.

Rischi potenziali sulla salute correlati all’inquinamento industriale in Valsugana.
Il ruolo dell’acciaieria nel contesto generale

La presente relazione medico scientifica vuole evidenziare possibili rischi sanitari dovuti alla presenza di un impianto impattante come l’acciaieria di Borgo Valsugana che fonde rottame (rifiuto ferroso) contenente plastiche e vernici. Due sono i principali inquinanti sui quali si è soffermata l’attenzione: le diossine e il particolato o polveri sottili (PM10).
L’acciaieria di Borgo emette una grossa quantità di polveri, diossine, metalli pesanti, IPA. Le emissioni sono dell’ordine del milione di metri cubi ora.
Le polveri emesse contribuiscono sicuramente ad innalzare i livelli di PM10 (Borgo sfora i limiti annuali per quanto riguarda i giorni di supero, più di 35 gg/anno). Inoltre dalle analisi qualitative a Borgo si riscontra un tenore di metalli 10 volte superiore ad altre realtà dove è presente un’attività industriale. Il particolato fine e ultrafine è particolarmente pericoloso per la salute.Per legge i limiti della concentrazione di diossina emessa dai camini per le acciaierie è 5 volte superiore agli inceneritori (0,5 ng/m3 verso i 0,1 ng/m3).
Clicca qui per scaricare il dossier in pdf



Watch live streaming video from grillitrentini at livestream.com

Ringraziamo Marco Garavelli di TrentoAttiva per l'ottimo lavoro di informazione.

30.1.10

Discariche in Trentino



Trentino: nel dicembre 2008 scoppia lo scandalo sulla gestione illegale di alcune discariche. La vicenda, ignorata dai media nazionali, pone il problema delle responsabilita'. Soprattutto fa emergere una verita' inquietante.

29.1.10

Non nascondiamoci dietro i limiti di legge

Pubblichiamo su segnalazione di Virgilio Rossi del comitato diritto alla salute della Val di Non un'interessante lettera dei medici dell'ISDE del Trentino.

Virgilio aggiunge: "Vorrei cogliere l'occasione per spendere alcune parole sull' Associazione ISDE sezione italiana. E' formata da medici provenienti da tutte le specialità mediche che dedicano gratuitamente il loro tempo alle tematiche sulla salute ed ambientali. L'associazione vive con il sostegno dei cittadini che credono nelle prevenzione primaria (eliminare le cause che generano i problemi) e non continuare ad operare con la prevenzione secondaria (cura dei sintomi) in cui è importante l'applicazione del principio di precauzione indipendentemente che una sostanza sia sotto i cosiddetti limiti di legge, creati dall'industria alimentare e farmaceutica al fine di usare sistematicamente addittivi, conservanti, pesticidi,ecc.
Sostanze queste che interagiscono negativamente sia da sole che complementariamente sul metabolismo umano anche a dosi infinitesimali. E' perciò fondamentale sostenere questo tipo di associazioni perchè vanno a snidare e combattere le cause dei nostri problemi di salute e non convivono lucrosamente con esse. Se qualcuno vuole diventare socio ecco i loro recapiti: www.isde.it"

Scriviamo a proposito della risposta (o meglio «non risposta») dell'assessore all'agricoltura Tiziano Mellarini al «Comitato per il diritto alla salute» della Val di Non. Crediamo non sia fuori luogo affermare che la politica dovrebbe dare risposte piú pertinenti ai puntuali rilievi dei cittadini, a maggior ragione se ci sono le prove di una contaminazione con i pesticidi nei bambini.
Il vero problema è che l'assessore Mellarini (ma anche Alberto Pacher, Ugo Rossi e Lorenzo Dellai per quanto riguarda le vicende legate all'inquinamento in Valsugana) hanno mostrato di avere un atteggiamento riduzionista verso la tutela della salute pubblica. Essi si trincerano dietro il rispetto dei limiti di legge per sostanze pericolose quali pesticidi e diossine, non considerando che stiamo vivendo in una vera e propria epidemia di tumori e malattie cronico-degenerative (diabete, Alzheimer, Parkinson, allergie, asma etc) malattie che sono terribilmente in aumento anche nel nostro Trentino. Anzi, per quanto riguarda i tassi grezzi di tumori, il Trentino è ai vertici nella classifica nazionale.
Nel quadriennio 1999-2002 i tumori infantili sono raddoppiati rispetto al quadriennio 1995-1998 a riprova che qualcosa che non va nell'ambiente c'è, eccome. Occorre dunque un atteggiamento molto più prudente, applicando più frequentemente il principio di precauzione recepito dalla stessa Unione Europea.
La risposta di Mellarini dimostra invece come alcune elaborazioni statistiche delle analisi sulle mele siano usate per negare qualsiasi problema sanitario dei pesticidi. Invece, nonostante per Mellarini le analisi dei pesticidi sulle mele siano ampiamente entro i limiti di legge (a tal riguardo Legambiente non è affatto d'accordo), i pesticidi sono tati trovati nelle urine di soggetti innocenti quali i bambini attraverso il cosiddetto «effetto deriva», inteso quest'ultimo come la dispersione nell'ambiente dei prodotti utilizzati nelle irrorazioni.
In questo caso i trattamenti dovrebbero essere fatti a distanze adeguate dalle abitazioni e proprietá altrui. Al contrario, con delibera n.400 del 3 marzo 2006 prot. 4554 proposta dall'assessore Mellarini, le distanze dalle abitazioni sono state azzerate ammesso che venissero impiegati uggelli antideriva o altri dispositivi della cui reale efficacia non esiste alcuna prova concreta.
Questa delibera doveva rispondere ad una mozione del Consiglio provinciale (n.6/2004), che impegnava la Giunta ad emanare un protocollo di norme di comportamento sull'utilizzo dei fitofarmaci in prossimità dei centri abitati che tenesse conto sia dell'esigenza di tutelare la salute dei cittadini, sia delle necessità agro-colturali. Evidentemente quest'ultime sono state privilegiate rispetto alla salute dei cittadini e quello che sconcerta di piú è che queste scelte sono state premiate dagli stessi elettori alle ultime elezioni provinciali.
Vorremmo inoltre far notare che l'effetto di ogni sostanza, anche sotto i limiti di legge, si somma ad altre centinaia (forse migliaia) di sostanze cancerogene che assumiamo con la dieta (sottoforma di conservanti, coloranti, etc...) o che respiriamo.
Questo vale specialmente per i pesticidi in quanto con la dieta assumiamo in media 4 pesticidi a pasto (dati Appa). Ognuno di esse è sì entro i limiti, ma nessuno ha mai studiato l'effetto combinato di piú sostanze. È infatti probabile che vi sia un effetto cumulativo, se non addirittura un aumento della potenzialitá tossica. Infine, e questo è particolarmente vero per sostanze quali le diossine, non esistono concentrazioni al di sotto delle quali non si osservano effetti sulla salute, ma con l'aumentare della concentrazione si assiste statisticamente ad un aumento dei casi di malattia (le diossine sono correlate tutte le malattie degenerative e tumorali conosciute). È vero che i limiti di legge sono dei paletti oltre ai quali non è lecito andare, ma si presume che un politico accorto dovrebbe fare in modo di mirare, quanto piú possibile, al limite zero.
La politica non puó ignorare i possibili effetti sulla salute di una fonte quale l'acciaieria di Borgo Valsugana che non riesce nemmeno a rispettare i (pur ampi) limiti di emissione di diossine. Gli effetti negativi sulla salute ci saranno indipendentemente dall'incapacitá di trovare le diossine nei terreni. È pur vero che la nostra civiltá del benessere porta qualche minimo rischio che dobbiamo accettare. Ma quando i rischi sono evitabili, come nel caso dei pesticidi, con direttive piú restrittive per le distanze o, meglio ancora, passando al biologico, o quando interessi privati ed un centinaio di posti di lavoro (per i quali si potrebbe sicuramente trovare un'alternativa) non giustificano eccessivi rischi per la salute di una popolazione, come nel caso dell'acciaieria di Borgo, allora crediamo che sia giunto il momento di scelte coraggiose e responsabili da parte delle istituzioni.

Roberto Cappelletti, Maria Elena di Carlo, Marco Rigo
Medici per l'Ambiente (ISDE-Trentino)

23.1.10

L'Acciaieria dei veleni, presidio a Borgo

Iniziativa dei comitati locali per chiedere l'immediata chiusura

- [ galleria fotografica ]

Nel pomeriggio di sabato 23 gennaio più di cinquecento persone sono scese in piazza aderendo all’appello dei comitati locali per la chiusura dell'acciaieria di Borgo Valsugana, che da trent'anni inquina l'aria, l'acqua e il suolo della valle. Gli abitanti sono stufi e dopo il sequestro cautelativo ad opera della magistratura, che ha scoperto che l’azienda manometteva i risultati delle analisi di produzione delle diossine, scaricava abusivamente nelle discariche della zona e causava continui sforamenti per i livelli di diossina e di metalli pesanti come piombo e cromo, sono tutti d’accordo nel chiedere l’immediata chiusura, la riconversione dei 117 posti di lavoro e la bonifica del terreni inquinati.

Nella fonderia, infatti, viene bruciato un po' di tutto, compresi residui di oli, plastiche e vernici: ci sono testimonianze di operai che non hanno avuto timore di inimicarsi gli altri lavoratori e, sorretti dai comitati, hanno deciso di denunciare i misfatti che l’azienda compie da oramai troppo tempo.

Rosa Finotto, portavoce del Comitato Barbieri Sleali di Borgo Valsugana, dal microfono rilancia gli obiettivi della manifestazione: "...intanto raccogliere firme per contarci e capire quanti sono gli abitanti della valle che vogliono la chiusura dell'acciaieria e la riconversione ad una produzione meno inquinante, raccogliere fondi per pagarci, autonomamente, analisi certe sulle diossine; poi, il motivo più importante di questa manifestazione, continuare a coinvolgere la popolazione in altre iniziative di protesta, magari spostandoci anche a Trento in piazza Dante".
Il suo intervento si è concluso con l’appello distribuito all’interno del dossier prodotto dal coordinamento dei comitati.

Appello alla mobilitazione.

C’è qualcosa di inaccettabile nelle torbide vicende, recenti e lontane, che hanno portato al sequestro dell’Acciaieria Valsugana. Da un lato, una gestione andata oltre il limite dell’accettabilità di un industrialismo rapace, che vede nell’intesa e nella contrattazione al ribasso tra la proprietà e la Provincia di Trento un insulto ad una regolare e legale pratica produttiva, sia aziendale che pubblica. Dall’altro, una gestione e una produzione d’assalto che ha abusato ove possibile dei silenzi su carenze e omissioni di una struttura industriale e della sua scadente e vetusta tecnologia.

La documentazione riportata in questo elaborato, a cui ne seguiranno altri, dimostra infatti che le diffuse inadempienze e illegalità, tollerate dall’ente provinciale, erano e sono diventate regola e necessità.

Regola e necessità per trarre il massimo profitto dentro un reciproco circolo vizioso dove il sistema dei controlli è saltato e che probabilmente è soggetto ad inaccettabili pressioni o ricatti. Tutto ciò a scapito della nostra vita di cittadini e di lavoratori.

E’ dal paziente lavoro di ricostruzione di eventi e di misfatti, operata sia dal Corpo Forestale dello Stato, sia dalla procura della Repubblica di Trento, che possiamo definire crimine ambientale ed attentato alla salute di donne uomini e bambini quanto è avvenuto in questo territorio per trent’anni. Qualcuno sostiene che la produzione dell’acciaio trova la sua ragion d’essere nella necessità anche per il Trentino di farsene responsabilmente carico. Se questa fosse la vera e unica ragione a supporto della presenza in Trentino di questa acciaieria, proponiamo all’attenzione di cittadini e amministratori la sua equa ricollocazione in altro sito “idoneo” del territorio provinciale.

Attraverso un sondaggio da sottoporre all’attenzione e ai diffusi interessi di trentini e lombardi, si potrebbe valutare se non sarebbe saggio e doveroso ricercare altri siti più idonei, dopo il prezzo intollerabile pagato dalla Valsugana, alla realizzazione di un impianto con le più moderne tecnologie (BAT - Best Available Technologies, o MDT - Migliori Tecnologie Disponibili). E non certo quello realizzato con una spesa di 7 milioni di Euro dall’ azienda utile solo a diluire il quantitativo delle emissioni nocive, nel tentativo di illudere o tacitare i cittadini della valle.

E tutto quanto accaduto prima o nel corso degli ultimi due anni, è tanto più inaccettabile perché è finalmente emerso, non da parte di chi dovrebbe tutelare territorio e salute, che cosa realmente si nasconda dietro la produzione di 30 anni di veleni di questa Acciaieria.

22.1.10

L’acciaieria tossica che nessuno ha fermato


il manifesto - Paola Bonatelli, 22 gennaio 2010

Che l’impianto industriale di Borgo in provincia di Trento, producesse “strani fumi” lo sapevano da trent’anni. Ma c’è voluta la determinazione delle associazioni per far aprire un’inchiesta. Domani, una manifestazione in valle.

Borgo Valsugana (Trento) - In questi giorni il procuratore della Repubblica di Trento Stefano Dragone, e il governatore del Trentino, Lorenzo Dellai, detto “il principe” dai suoi concittadini/sudditi, sono volati a Roma, convocati per un’audizione dalla commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti, sollecitata da due parlamentari trentini della Lega Nord, Maurizio Fugatti e Sergio Divina, che l’ha anche promossa, insieme al senatore Giacomo Santini (Pdl), autore di un’istanza sugli stessi fatti alla Corte di Strasburgo.
Nel mirino due vicende che travolgono imprenditori, politici, enti locali, macchiando l’immagine del Trentino insula felix: la situazione dell’Acciaieria di Borgo Valsugana, attualmente sotto sequestro e controllata da un custode giudiziario, e la discarica di Monte Zaccon, pure sequestrata su ordine della magistratura, in località Marter di Roncegno, paese turistico-termale dall’architettura liberty, in cui si trova il prestigioso Palace Hotel, che fu meta di tutta l’alta aristocrazia europea.
La commissione bicamerale non s’è evidentemente ritenuta soddisfatta di ciò che ha ascoltato, visto che il presidente Gaetano Pecorella ha annunciato una sua visita in Trentino verso marzo-aprile, per verificare sia la situazione ambientale che le eventuali “disattenzioni locali”. Mentre il procuratore Dragone si è limitato alla narrazione dei fatti – tra cui uno particolarmente significativo, l’affidamento delle indagini per la discarica e per l’acciaieria non all’Appa (l’azienda locale di protezione ambientale), ma ad un ente fuori provincia, il Corpo forestale dello Stato di Enego, cui si erano rivolti gli stessi cittadini, delusi dagli enti locali – il “principe” Dellai e il suo vice, l’ex sindaco di Trento e attuale assessore all’Ambiente Alberto Pacher, hanno sostenuto (e sostengono) che è tutto sotto controllo.
In Valsugana la presenza di diossina risulterebbe sotto i limiti di legge, il latte non è inquinato e neppure la lettura del registro tumori induce a pensare che in Valsugana ci siano più casi di malattia che altrove.
Due affermazioni, queste ultime, smentite dai medici valsuganotti (vedi box).
Se la “scoperta” della discarica di Monte Zaccon è relativamente recente – l’indagine portò all’arresto di otto persone il 10 dicembre del 2008 - la situazione a forte rischio ambientale, provocata dai fumi emessi dall’acciaieria di Borgo, preoccupa da trent’anni sia le istituzioni civili, in primo luogo i Comuni, che quelle sanitarie, gli ambientalisti, i cittadini.
Domani tutti i comitati della Valsugana, che nei mesi scorsi sono saliti alla ribalta della cronaca per le loro iniziative dirompenti, si sono dati appuntamento a Borgo – alle 15 in piazza Degasperi - per una manifestazione che vuole essere “un contributo alla ricerca della verità”
.
In prima fila ci sarà il sindaco del paese Fabio Dalledonne, in carica da appena dieci mesi, che, con la sua coalizione di liste civiche di “orientamento moderato di centro”, si trova una pesantissima eredità da gestire. Tuttavia, nella tragedia ambientale della valle, ferita a morte non solo per aver realizzato di aver respirato per anni e anni, con ogni probabilità, aria contaminata, mangiato cibo e bevuto acqua e latte inquinati da diossina e metalli pesanti, ma anche per aver capito che i controlli e le rassicurazioni degli enti preposti - in primo luogo Provincia e Appa, inquisiti insieme ai dirigenti dell’acciaieria - erano fumo negli occhi, qualcosa di positivo c’è.
Il risveglio degli accomodanti (finora) abitanti, i valsuganotti, che, dopo le battaglie condotte negli anni ’80 e ’90 dal Wwf trentino, sembravano dormienti. Lei, l’acciaieria, compare immediatamente a destra della strada che immette a Borgo Valsugana, stagliata da una parte contro le pareti calcaree del monte Lefre e dall’altra sui verdi pendii che salgono verso l’altopiano del Tesino, ai piedi del Lagorai. Un enorme complesso dall’aria decadente e rugginosa, un’immagine più da vecchia ferriera che da moderno stabilimento, costruito lungo un fosso putrido e luccicante in modo sospetto (si dice che l’acqua ogni tanto si colorava di rosso e che ci furono varie proteste dell’Associazione Pescatori a riguardo).
Di là dalla strada, il fiume Brenta con la sua famosa pista ciclabile, e poi campi di mais autoctono – una delle varietà originali – di foraggio, di fagioli (al cadmio, si dice ancora), e le stalle degli allevamenti zootecnici (produzione di latte e formaggi).
Se questa epopea dovesse avere una data di inizio, sarebbe il 19 marzo del 1979. In quel giorno, a Borgo - paese noto, negli ultimi anni, anche per i frequenti “sforamenti” dei livelli di Pm10 (polveri sottili), addebitati di solito alla famigerata statale 47 su cui transitano circa 44.000 veicoli al giorno - tra boschi e pascoli che si inerpicano da una parte verso i monti fatati del Lagorai, e dall’altra verso l’Ortigara e l’altopiano dei Sette Comuni – tutte zone ad altissimo valore aggiunto, dalle zone termali di Roncegno, Levico e Vetriolo alla Val di Sella, con le manifestazioni artistiche internazionali di ArteSella – si diede l’avvio alle lavorazioni dell’acciaieria.
La fabbrica apparteneva allora a tal Oscar Comini di Brescia, inquisito all’epoca, dalle sue parti, come inquinatore. Del resto il processo di insediamento dell’acciaieria non era stato indolore, anzi. I dubbi e le contestazioni sull’opportunità di realizzare una simile industria nella valle - interessata, come tutte le vallate alpine, dal fenomeno dell’inversione termica, cioè la formazione, per una questione di correnti, di uno strato di aria stagnante in cui ogni emissione si concentra – erano sorti immediatamente. La vicenda era rimbalzata dalla Valsugana a Trento e poi a Roma, con la presentazione di varie interrogazioni e interpellanze, tanto che a metà settembre del 1973 (dal quotidiano Alto Adige, 18 settembre 1973), l’allora assessore provinciale all’Industria Enrico Pancheri aveva ritenuto opportuno incontrare a Borgo i notabili della Democrazia cristiana locale “per calmare le acque e ridimensionare la questione”.
Nessun problema di inquinamento, assicurò allora l’assessore, perché “il Comini si è assunto degli impegni precisi in merito all’installazione dei più moderni ed efficienti sistemi di depurazione”. In realtà il Comini vendette la fabbrica prima che iniziasse la produzione al gruppo Leali, con sede a Odolo (Brescia), azienda che affonda le radici nelle tradizioni dei “maestri di ruota” della Val Sabbia. Furono i due figli dell’artigiano Luigi Leali, Nicola e Dario, attuale presidente della società, a trasformare nel dopoguerra l’azienda artigiana in attività industriale nel settore dell’acciaio per cemento armato. L’Acciaieria Valsugana, uno dei quattro stabilimenti del gruppo, produce tutte le principali tipologie di acciai al carbonio e legato mediante un forno elettrico fusorio ad arco voltaico, giudicato da più parti assolutamente “obsoleto”. Anche perché nei forni ci finiscono i rifiuti ferrosi, rottami che contengono ogni sorta di contaminante, ad esempio vernici e plastica, fusi senza pre-trattamento, in barba ai richiami della Comunità Europea, che ha più volte bacchettato l’Italia perché li considera “materia prima”, quindi soggetta a minori controlli.
I problemi cominciarono subito. Già nel gennaio 1981 il Wwf denuncia il grave pericolo di inquinamento derivante dalle emissioni dell’acciaieria, non ancora dotata di un impianto di captazione dei fumi. Per non parlare delle scorie, fanghi e polveri derivati dai fumi abbattuti, che, secondo gli ambientalisti, l’acciaieria scaricherebbe un po’ dappertutto, anche nei greti dei torrenti. I risultati delle ricerche del Wwf, che trova quattro discariche abusive sul territorio e un’alta percentuale di piombo nei residui dei fumi abbattuti, vengono segnalati in un esposto al pretore di Borgo alla fine di gennaio dello stesso anno. Qualcosa si muove, ci sono promesse riguardo all’installazione di depuratori e alla localizzazione di discariche appropriate, ma le analisi chieste dal Wwf vengono effettuate per conto dell’acciaieria e su campioni forniti dalla stessa.
Nel 1983 il Wwf torna all’attacco, accusando Provincia e Comune di gravi inadempienze e false promesse, mentre su Borgo staziona in permanenza una nube rossastra dal pessimo odore. L’acciaieria ha installato un impianto di filtraggio, ma probabilmente è sottodimensionato. Nel gennaio 1989 il Wwf denuncia nuovamente la situazione. Questa volta il pretore di Trento Fabio Biasi dispone la chiusura della fabbrica perché le emissioni non rientrano nella norma. Il sequestro dura dal dicembre 1989 al febbraio 1990, anno in cui viene realizzato il primo sistema di abbattimento dei fumi.
Passano nove anni, l’acciaieria continua la sua attività, anche grazie ai sussidi della Provincia, che sborsa, tra il 1984 e il 1992, 16 miliardi di lire a fondo perduto per l’erogazione dell’energia elettrica, oltre a vari altri contributi. Tra il 1999 e il 2000 l’azienda dichiara lo stato di crisi e mette gli operai in cassa integrazione, mentre il Wwf e gli abitanti di Roncegno organizzano la prima raccolta di firme per la chiusura dell’acciaieria. Ma la produzione riprende con settanta operai (i “più tranquilli”) e una nuova denominazione dell’azienda che diventa “Siderurgica Trentina”, affittata ad un altro imprenditore.
Tra i circa cento licenziati c’è Saverio, che denuncia il comportamento dell’azienda: ”Ho vinto la causa di reintegro – racconta l’ex dipendente di Leali – ma il giorno stesso mi sono licenziato, rifiutando i soldi che l’azienda mi offriva”.
Non solo, da quel momento diventa un ambientalista convinto e sarà lui a denunciare la collusione tra l’acciaieria e l’APPA, che non effettuava i controlli a sorpresa ma avvisava prima delle visite (particolare recentemente confermato dal contenuto delle intercettazioni disposte dalla magistratura).
Nel 2005 entra in vigore il decreto n. 59, che prevede la concessione dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale). Nell’ottobre 2007 viene rilasciata la prima autorizzazione, rinnovata nell’agosto 2009: “Una grossa anomalia – denuncia Rosa Finotto dei “Barbieri Sleali” – soprattutto perché l’APPA, per fare un piacere a Leali, ha alzato di mille volte i limiti imposti dall’Europa per le emissioni di diossina. L’azienda, dal canto suo, truccava le analisi, con la complicità di un laboratorio (della società Ramet, di cui uno degli azionisti è proprio Dario Leali, ndr), oppure, in vista dei prelievi, fondeva materiale “nobile”. E non è finita. L’indagine odierna ha aperto anche un fronte sul destino delle scorie dell’acciaieria, per scoprire che, oltre ad essere sparpagliate in giro, venivano mescolate con inerti per produrre materiale per l’edilizia, il che ha prodotto altri quattro indagati”.
Il 4 dicembre 2009 il pm Alessandra Liverani chiede il sequestro totale della fabbrica. Il gip Marco La Ganga però preferisce il sequestro cautelativo, affidando l’azienda a un custode giudiziario, misura riconfermata pochi giorni fa.
In questo “pasticciaccio alla trentina”, i cittadini sabato torneranno a chiedere non solo la chiusura dell’acciaieria e la sua riconversione ma anche l’avvio di uno studio sugli effetti dell’esposizione ai fumi, la bonifica dei terreni, campagne di screening gratuite, nuovi investimenti non inquinanti e infine il coinvolgimento dei cittadini in qualsiasi iniziativa che riguardi la valle.

Lo studio: Secondo i medici la diossina nel latte c’è.
Sono stati i cittadini a segnalare il viavai di camion alla discarica di Monte Zaccon, e sempre loro si sono rivolti ad enti extraterritoriali per far luce sui fatti e avere giustizia. Sono loro infine, insieme ad alcuni professionisti della salute, i veri artefici del “risveglio” della Valsugana. Ma anche della Val di Non, dove lottano contro l’inquinamento da pesticidi.
Dietro il nome che uno dei gruppi si è scelto, i “Barbieri Sleali della Valsugana”, ci sono due storie, una antica e una attuale, e qualche sfumatura. I barbieri della valle erano i preferiti dell’imperatore Francesco Giuseppe, che li riteneva affidabilissimi per la reale rasatura, compiuta con affilatissimi rasoi. Leali alla corona, dunque, ma Leali è anche il cognome del proprietario dell’acciaieria di Borgo.
Sabato i “Barbieri” saranno in piazza con gli “antipuzza di Campiello”, che hanno recentemente vinto la loro battaglia contro un impianto di compostaggio, Valsugana pulita, Parco Piazza di Novaledo, Osservatorio Valsugana, Osservatorio Grigno Tezze, Antidiscarica di Carzano, il CeDIP di Borgo Valsugana, il Wwf di Trento e l’associazione Medici per l’Ambiente, che sta per pubblicare uno studio sui rischi potenziali dovuti all’inquinamento industriale nella valle, esaminando il ruolo dell’acciaieria. Il documento, firmato da una cinquantina di professionisti, è di per sé un segnale d’allarme.
La percezione della comunità medico-scientifica è che ci sia un’incidenza importante di patologie correlate all’inquinamento, da verificare con indagini mirate anche sulla ricaduta dei fumi. I dati disponibili, vecchi di otto anni, non permettono di capire la situazione complessiva. Una cosa però è sicura: dai primi rilievi a campionamento, affidati a laboratori universitari extranazionali (per cui si stanno raccogliendo fondi), risulta che nel latte prodotto in valle la diossina è presente, con composizione identica in tutti i campioni esaminati e con vari cogeneri, di cui uno, l’ectafurano, è un derivato specifico delle emissioni industriali.
(pa. bo.)

17.1.10

Sabato 23 gennaio ore 15: Manifestazione a Borgo Valsugana



Vi comunico che sabato 23 gennaio 2010 dalle ore 15 ci sarà una grande manifestazione in Piazza Degasperi a Borgo Valsugana per salvaguardare la nostra salute, il nostro ambiente, il nostro territorio.
I poteri forti stanno disorientando la gente? Bene.
Troviamoci per dimostrare loro che le idee ce le abbiamo ben chiare e che, comunque, VOGLIAMO renderle ancor piu' chiare !
PARTECIPIAMO TUTTI e DIFFONDIAMO l'evento sostenendo l'importanza di parteciparvi ! Lottiamo oggi per salvare il domani..
(tratto dal gruppo facebook "Sani in un ambiente sano in Valsugana" per visitare o iscriversi al Gruppo cliccare qui)

16.1.10

Borgo Valsugana: Comitati pronti a tornare in piazza

BORGO. Una manifestazione in piazza Degasperi, per invitare la popolazione della Valsugana a dar mandato ai comitati spontanei di proseguire nella loro battaglia ambientale. Andrà in scena sabato 23 dalle 15, mentre nel chiostro del municipio si raccoglieranno fondi per le analisi sulle diossine nel latte ma anche nomi e numeri di telefono della gente che darà la propria disponibilità a manifestare ancora. Questa la decisione emersa dall’incontro dei direttivi dei comitati presenti: Antipuzza di Campiello, Valsugana Pulita, Barbieri Sleali, Gruppo Medici per l’ambiente, Osservatorio Valsugana, Comitato Oltrebrenta, Osservatorio Grigno Tezze, Comitato per la difesa dell’ospedale e Wwf. Si attendono più di 400 persone e c’è già l’adesione dell’Associazione CeDIP (Centro di documentazione e informazione sulla pace) di Borgo. «Abbiamo bisogno del supporto e del consenso della gente, a loro chiederemo se dobbiamo continuare o meno. Con un mandato morale potremmo anche intraprendere azioni sopra le righe», hanno spiegato Bruno Donati e Rosa Finotto. La Finotto ha ipotizzato anche altre iniziative: andare in treno da Borgo a Trento per poi protestare in piazza Dante, continuare con sistematicità con i cortei lumaca o inondare di cartoline dalla Valsugana (con immagini di Acciaieria, Monte Zaccon e discariche) la scrivania di Lorenzo Dellai. Donati vorrebbe andare a Roma o Strasburgo, visto che in Provincia tutto viene cestinato, e ha ipotizzato di bloccare una seduta del consiglio provinciale. I Barbieri e Valsugana Pulita si stanno muovendo anche sui media per far conoscere a livello nazionale quanto sta succedendo in valle: ieri l’incontro con un giornalista del Manifesto, la prossima settimana usciranno su l’Espresso e hanno già girato un video che andrà in onda il 26 o 28 gennaio su Current Tv (canale 130 di Sky), network creato da Al Gore. Da Angelo Fiemmazzo la proposta di organizzare serate nei 21 Comuni mentre Giorgio Zuppel chiede di incontrare i sindaci, molto criticati per la loro latitanza sul tema. Anche il dottor Marco Rigo chiede ai sindaci una proposta unitaria e concreta di riconversione dell’Acciaieria con salvaguardia dei posti di lavoro, documento che anche Sat e pescatori dovrebbero sottoscrivere, e di diffondere a tutti i dati in mano a Fabio Dalledonne e Flavio Pacher, visto che non sono più coperti da segreto istruttorio. Rigo infine ha spiegato che l’università di Lione sta analizzando gratuitamente 50 campioni vegetali per verificare la presenza di metalli pesanti mentre le analisi su latte e diossina condotte dall’istituto Mario Negri di Milano andranno integrate: ma servono fondi per pagarle.

Marika Caumo

13.1.10

Guerra alle Acciaierie, comitati pronti a tutto


VALSUGANA - Nessuna marcia indietro dei comitati ambientalisti della Valsugana dopo la sentenza del Tribunale del Riesame che ha scongiurato, almeno per ora, la chiusura delle Acciaierie di Borgo Valsugana (è pendente il ricorso in Cassazione presentato dalla Procura). Si sono susseguiti in questi giorni gli incontri tra Barbieri Sleali, Valsugana Pulita, Discarica Sulizzano, Antipuzza di Novaledo, Osservatorio Grigno-Tezze e da Fonzaso il Comitato Pra' Gras, solo per citarne alcuni. Cosa è stato deciso? «Ci dobbiamo trovare questa sera alle 20,30 al Bocciodromo di Borgo - informa la portavoce dei Barbieri Sleali Rosa Finotto - contiamo sulla presenza di tutti i comitati per calendarizzare le iniziative dei prossimi giorni». La guerra contro le Acciaierie è ormai dichiarata, non vi fermerete davanti a nulla? «Noi ci proveremo. Dobbiamo anche capire quante persone avranno il coraggio e la disponibilità di aderire alle nostre proposte. Dalla nostra posizione non si transige di una virgola. Quanto abbiamo già dichiarato e manifestato in occasione delle riunioni aperte al pubblico dei mesi scorsi è valido ora più che mai. La fonderia di Borgo deve chiudere». Sembra che dall'Acciaieria sia arrivato un segnale di distensione, un tentativo di confronto da parte di alcuni operai che hanno chiesto di interloquire con i tanto vituperati comitati ambientalisti. «Non propriamente dagli operai, ma dal segretario provinciale di Rifondazione comunista, Francesco Porta, che vorrebbe coinvolgere anche i rappresentanti di fabbrica. In questo senso stiamo ancora valutando come muoverci». State raccogliendo dei fondi. A quale scopo? «Lo stiamo facendo di concerto con i medici ambientalisti che ci hanno supportato in tutto questo tempo. Cerchiamo finanziamenti per portare avanti ricerche più approfondite e mirate, allo scopo di avere finalmente dati certi ed un'univoca versione su quanto e come le Acciaierie stanno inquinando aria, terra e acqua». I cortei lumaca sulla statale della Valsugana, ci era parso di capire, sarebbero continuati sistematicamente. «Anche se non sappiamo quando, i cortei lumaca riprenderanno eccome! E posso anticipare che il 23 o il 30 gennaio prossimi manifesteremo in piazza a Borgo. Lo faremo per spiegare a quanti vorranno intervenire anche la finalità della raccolta fondi». La decisione di tenere aperte le Acciaierie è partita da Trento, voi vi fermerete a Borgo? «Abbiamo intenzione di andare fino in fondo. E se questo significa arrivare a Trento ebbene ci arriveremo».

di Nicoletta Brandalise, l'Adige del 13.01.2010

11.1.10

Chiudere subito le Acciaierie Valsugana, riprendere la mobilitazione

Striscioni sui cavalcavia della SP47

Questa mattina, giorno in cui le acciaierie Valsugana riprendono l’emissione di diossine nocive dopo la pausa natalizia, sono apparsi sui cavalcavia della SP47 da Levico a Borgo Valsugana numerosi striscioni di denuncia per pretendere l’immediata chiusura della fonderia.

La scelta della SP47 non è casuale: proprio su questa strada si è svolta l’ultima iniziativa di protesta lo scorso 23 dicembre, quando una quarantina di persone incolonnate con le proprie auto hanno inscenato un corteo lumaca provocando rallentamenti del traffico per un'intera mattinata.

Oltre alla denuncia gli striscioni appesi vogliono simbolicamente essere uno stimolo, per tutte le persone che credono in una Valsugana pulita e libera dalle nocività mortali, a riprendere il percorso di mobilitazione e farlo diventare permanente, fino a quando non sarà smantellata e bonificata l’intera zona pericolosamente inquinata.

Dopo l’assemblea pubblica con più di 400 persone che stanche di sterili rassicurazioni o promesse non mantenute ne chiedono la chiusura con l’immediata riconversione dei posti di lavoro, non si può pensare che le acciaierie verranno chiuse solo grazie alla magistratura o delegando al sindaco la richiesta, oppure rifugiandosi nella raccolta fondi per nuove analisi.

In questo momento è necessario riprendere la discussione cercando il coinvolgimento delle persone, promuovendo la partecipazione diretta sulle scelte del proprio territorio senza avere il timore di agire con determinazione. La scommessa è aperta e mai come ora c’è l’urgenza e la possibilità di immaginare che il Trentino che vogliamo sia un territorio libero da coloro che avvelenano e distruggono l’ecosistema.

Centro sociale Bruno