Visualizzazione post con etichetta cittadella militare a Mattarello. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cittadella militare a Mattarello. Mostra tutti i post

17.6.10

Che fine farà la base militare di Mattarello?

Incontro pubblico del Comitato "Cittadella militare? No grazie!"

Dichiarazioni del Presidente Lorenzo Dellai fanno pensare a dei passi indietro

Il progetto della base militare di Mattarello verrà rivisto e sicuramente ridimensionato. Questo è emerso dall'incontro pubblico organizzato dal Comitato “Cittadella militare? No Grazie!” svoltosi martedì 15 giugno nel sobborgo di Trento in cui è prevista l'opera.

I temi sono sempre gli stessi: dal costo ambientale di trentatré ettari di terreno agricolo che diventano una colata di cemento, l'enorme costo economico di una struttura imponente ma inutile, e comunque il fatto che la base avrà il segreto militare (cosa verrà stoccato all'interno sarà top secret) e sarà utilizzata da 1600 militari professionisti che devono sfogarsi dopo essere stati in scenari di guerra.

La vera novità sono le dichiarazioni del Presidente della Provincia Autonoma di Trento che in un'interrogazione in Consiglio Provinciale ha spiegato che per le attuali necessità dell'esercito italiano una base militare di 33 ettari non serve e costerebbe troppo anche mantenerla.

Queste dichiarazioni anche se positive non hanno fatto calmare gli animi di chi da più di due anni si sente rispondere che le proteste sono “tardive”. Non è e non era vero che il progetto non poteva essere rivisto, non è vero che l'accordo Stato-Provincia è conveniente per noi cittadini, non è vero che una base anche se coperta da segreto militare non debba essere sottoposta alle procedure V.I.A. (Valutazione d'Impatto Ambientale). In questi due anni sono stati sperperati milioni di euro pubblici e sono stati distrutti decine di ettari di terreno agricolo. Ancora pesano su molti attivisti le denunce per il tentativo di bloccare coi propri corpi le ruspe al servizio di un'opera illegittima.

Nell'aula del Consiglio Provinciale la discussione è rimandata ad ottobre quando verrà discussa una mozione firmata da vari consiglieri che si sono “svegliati tardi” (ma meglio che mai) che può offrire la possibilità ai cittadini di vigilare sul presunto “ridimensionamento” e magari anche di proporre idee dal basso su come destinare quei 33 ettari verdi ad appena 10 chilometri dal centro di Trento.


29.5.10

I “tardivi” avevano ragione, a cura del comitato di Mattarello "Nuove Caserme No Grazie! "


Il presidente della provincia Lorenzo Dellai dichiara ufficialmente che ci sarà un ripensamento del progetto di costruzione della cittadella militare a sud di Trento. Quei cittadini che non si sono arresi ma si sono organizzati e che hanno provato a dimostrare l'insensatezza del progetto e la scarsa trasparenza di tutto il progetto da parte della provincia, esultano.

Il comitato spontaneo di cittadini nato a Mattarello quasi due anni or sono ha raccolto e depositato più di mille firme in aprile 2009 al Consiglio Provinciale ed attende ancora una votazione sulle 9 questioni sollevate.

Il comitato ha dimostrato :
·che il patto di scambio Stato-Provincia non è vantaggioso per la comunità ma lo è solo per una piccola parte di essa;
·che tutta l'operazione è stata condotta con scarsa trasparenza da parte della Provincia autonoma di Trento che ha esagerato usando il segreto di stato come “copertura” per eludere al legittimo controllo dei cittadini;
· la Provincia non sta rispettando le norme ambientali sulla Valutazione Impatto Ambientale.

Nonostante questi argomenti non c'è stata una minima apertura al dialogo da parte dell'esecutivo che ha definito il comitato “tardivi”. L'azione nonviolenta e documentata del comitato di cittadini di Mattarello si è concretizzata quando la reale portata del progetto è uscita allo scoperto.

Ebbene, la dichiarazione del 25 maggio 2010 del presidente Dellai dimostra due cose:
• il progetto si può ripensare, quindi non è tardi
• forse qualche argomento sollevato ha dei fondamenti e merita un approfondimento.
La propaganda governativa fin'ora diffusa dava per intoccabili i patti tra Stato, Provincia e Comune di Trento ora invece, quando i fondi iniziano a scarseggiare e fa comodo alla Provincia alzare la posta nella trattativa nazionale, si rimettono in discussione. Questo dimostra la menzogna nascosta nella propaganda della Provincia.
Ora che si ripenserà il progetto (solo la progettazione è costata 2 milioni di euro) allora la cittadinanza non sarà tardiva nel chiedere:
• controllo dei costi /benefici
• rispetto delle normative di tutela ambientale
• ridimensionamento dell'impatto militare su suolo trentino
• utilizzo dell'autonomia a tutela del territorio
• trasparenza e partecipazione reale alle scelte dell'esecutivo.
Per fare il punto della situazione e per valutare le prossime azioni di pressione e controllo giunta della Provincia Autonoma di Trento la cittadinanza è invitata lunedì 14 giugno presso la sala polivalente , centro S. Vigilio a Mattarello alle 20.30.
In questa serata il comitato dimostrerà come 1 milione di euro per spese militari sfuggono al controllo democratico.

Alla riunione sono invitati i consiglieri provinciali che intendono muoversi per qualsiasi iniziativa per il controllo o contrasto della cittadella militare.

Trento 27 maggio 2010
Comitato spontaneo di cittadini nato a Mattarello

8.12.08

9.10.11 dicembre, Piazza Lodron: Tenda NoWAR / Contro la base militare di Mattarello

Tre giorni in piazza contro la base militare di Mattarello, per portare al centro della città il NO alla guerra che spesso è dimenticato e troppe volte è subordinato al "ma" e al "se".
Riflessioni e dibattiti, azioni e manifestazioni che vogliono spiegare, per l’ennesima volta, che la costruzione di una nuova cittadella militare significa sostenere le guerre globali che vedono implicato anche l’esercito italiano; significa un esborso di spesa a carico della Provincia (400 milioni di Euro - metà della manovra anti-crisi del confermato presidente della Provincia Dellai) in un momento di crisi economica che toccherà anche il Trentino; significa distruzione ambientale, paesaggistica e urbanistica...
Tre giorni che sapranno parlare alla città e che vorranno coinvolgere il movimento trentino che scenderà in piazza il 12 dicembre per lo sciopero generale, dalle scuole ai comitati che lottano per un Trentino migliore.

Scarica la locandina

9.10.11 dicembre Tenda NoWAR / Contro la base militare di Mattarello @ piazza Lodron - Trento

Martedì 9 dicembre:

ore 16.30: Conferenza stampa / presentazione della tenda

ore 17.00: Assemblea di movimento verso la manifestazione del 12 dicembre: La vostra crisi non la paghiamo noi!

ore 20.30: Presentazione musicale del libro "I dimenticati della Grande guerra", ed. Il Margine.
Sarà presente l’autore Quinto Antonelli [ vedi ]

Mercoledì 10 dicembre:

ore 14.30: Assemblea studenti medi verso la manifestazione del 12 dicembre

ore 17.30: Iniziative/azioni

ore 20.30: c/o Barycentro piazza Venezia, 38 - Carta Est Nord presenta: [ vedi ]
Noi la crisi non la paghiamo, la crisi economica e il modello nordest: risposte e resistenze possibili
ne parliamo con:
Mario Simoni, Trentino Arcobaleno
Federico Zappini, Centro Sociale Bruno
Maddalena Di Tolla, Legambiente
Marco Niro, Questo Trentino
Luigi Casanova, Mountain Wilderness
Paolo Tonelli, Federazione trentina della cooperazione
coordina Gianni Belloni, Carta Estnord

Giovedì 11 dicembre:

ore 17.00: Presentazione della petizione popolare contro la base militare di Mattarello

ore 17.30: Appello per una reale obiezione di coscienza. Chi è realmente contro la costruzione della base militare?

Approfondimenti:
Il contro-pieghevole sulle nuove caserme

24.10.08

Comunità autonome e patti territoriali: la terza giornata di Costruire Autonomia

La rassegna di incontri e dibattiti, svoltasi al Centro sociale Bruno e intitolata "Costruire Autonomia", si conclude con la giornata "Comunità autonome e Patti territoriali". Un approfondimento sul territorio e sul movimento che ha visto la partecipazione di molti comitati trentini e delle comunità in lotta di Vicenza e Chiaiano.

Stefano Bleggi, del Centro sociale Bruno, introduce l’assemblea della mattinata "Patti territoriali, nuove reti per la costruzione di lotte comuni".
Nella prima parte dell’incontro ciascuna realtà narrerà brevemente la propria esperienza locale, per poter conoscere i diversi comitati che si sono creati in Trentino. All’assemblea partecipano anche i comitati del bellunese e dell’alto vicentino.
L’intervento di Virgilio Rossi e Marco Osti dalla Val di Non. Il Comitato contro i pesticidi ha svolto molte ricerche scientifiche e approfondite rispetto ai danni causati dai pesticidi alle persone, al terreno, a tutto l’ecosistema.
Il lavoro portato avanti dal Comitato consiste in raccolte firme, mobilitazioni, formazione tecnico-legale, ma è ostacolato dal Consorzio Melinda.
Il Comitato chiede che le regole vengano rispettate: se i pesticidi utilizzati sono velenosi, la Melinda si deve preoccupare che le persone non vengano intossicate.
Tiziano del Comitato Prà Gras di Fonzaso (BL) spiega che il comitato è nato come uno spazio aperto contro l’insediamento di una fonderia nel mezzo delle case, causa di malattie alle vie respiratorie.
Il lavoro fondamentale del comitato consiste nell’informare i cittadini, attraverso volantinaggi porta a porta e attraverso incontri con altri comitati.
Roberto Segalla del comitato di Schio contro l’inceneritore.
Nonostante qui la raccolta differenziata funzioni molto bene, è stato approvato un piano per raddoppiare la portata dei rifiuti da incenerire, il tutto in modo arrogante e senza consultare i cittadini, i quali chiedono che non sia l’incenerimento il metodo utilizzato per smaltire i rifiuti.
Il comitato si riunisce insieme al comitato di vigilanza e ai Genitori Preoccupati per creare una mobilitazione popolare.
Lorenza Erlicher fa parte del comitato contro la base militare di Mattarello, vicino a Trento, e ripercorre le ultime iniziative e mobilitazioni contro la costruzione della base, dalla presentazione di un contropieghevole che spiega le ragioni del no, illustra come la base ospiterà militari professionisti e svela i reali costi molto elevati delle strutture, fino alla recente manifestazione del 4 ottobre nelle strade di Trento.
Daniele Gubert del Primiero: qui è nato un comitato che è riuscito a fermare il progetto della diga in Val Cortela e del campo da golf in Val Canali e attualmente è impegnato a fermare un altro progetto idroelettrico.
Si batte inoltre contro la devastazione della riserva integrale Paneveggio - Pale di San Martino, che vuole essere cancellata per costruire un assurdo sistema di funivie, che deturperebbero il bellissimo paesaggio dei Laghetti di Colbricon.
Rispetto a questo il Comitato PrimieroViva sta preparando un dossier da presentare a Bruxelles.
Arturo e Francesca Manzini di Folgaria spiegano la situazione di questa zona: l’industria dello sci progetta impianti di risalita per 70 milioni di euro, causa di enormi consumi idroelettrici e che andrebbero a devastare l’unica porzione dell’altopiano ancora non invasa da piloni e cemento.
Qui si è creato un movimento di opposizione a queste problematiche, che intende ribellarsi al forte clima di controllo sociale imposto dal Comune e favorevole invece ad uno sviluppo sostenibile del territorio.
La seconda parte della mattinata continua con un giro di voci dei comitati presenti per presentare proposte concrete di mobilitazione e per creare una nuova rete di comitati.
Sono intervenuti: Gianfranco Poliandri del Comitato No Tav del Trentino, Federico Zappini del Centro Sociale Bruno, Maurizio Barrella di Officina Ambiente, Roberto Segalla del Comitato di Schio contro l’inceneritore, Sergio Deromedis del Comitato contro i pesticidi in Val di Non, Tiziano Comitato Prà Gras di Belluno, Antonio Marchi di Officina Ambiente.
Le conclusioni di Stefano Bleggi del Centro sociale Bruno.

“Tre aspetti importanti sono emersi: il primo è una visione comune che il comitato non può bastarsi e divenire così una realtà autoreferenziale, ma deve essere un luogo inclusivo di nuova partecipazione e di lotta;
l’altro aspetto è quello che i comitati non possono essere legati semplicemente a dei “No” ma propensi anche alla definizione e costruzione di proposte alternative;
l’ultimo riguarda la volontà di divenire un’altra istituzione a salvaguardia dei beni comuni.
Da qui la proposta di creare un patto territoriale, una rete di solidarietà per costruire dei percorsi comuni, con la voglia di rivedersi, scambiarsi stimoli e suggestioni e far partecipare altri comitati a questo percorso comune.”

Vedi anche:
Ambiente e devastazione: la prima giornata di Costruire Autonomia

"Fermiamo il bando di gara della base militare di Mattarello!"

Di seguito il testo letto durante la serata organizzata, martedì sera, dal Comitato di Mattarello durante la quale sono state presentate le posizioni dei vari candidati alle elezioni provinciali sulla questione della base militare.

"Parlo a nome di chi ha creduto, crede e crederà sempre che per fermare la base militare di Mattarello sia necessaria una presa di coscienza collettiva, che per opporsi a questa decisione sia importante l’impegno e la partecipazione di tutti, con pratiche e percorsi diversi, ma con un unico obiettivo.
Questa sera il Comitato di Mattarello ha reso pubbliche le posizioni dei candidati alle prossime elezioni provinciali rispetto alla costruzione della base di Mattarello. Ma non possiamo però accettare il comportamento di chi ha organizzato questa serata che decide di mettere nelle mani dei candidati le sorti di una lotta importante come quella dell’opposizione a quest’opera devastante.
Questo percorso, quello della delega ai partiti e della ipocrisia elettorale, tralascia per l’ennesima volta la possibilità di costruire dal basso un’opposizione reale, consegnando nelle mani del candidato di turno il futuro del nostro territorio.
Se ci sono qui consiglieri comunali o circoscrizionali, chiedete cosa hanno detto in questi anni, quali iniziative, quale intervento hanno mai fatto contro la costruzione di una base militare in città. Se qui ci sono consiglieri provinciali, dicano quante parole hanno speso in consiglio provinciale per opporsi a quest’opera.
A tutti i candidati - pacifisti e nonviolenti, ambientalisti e sedicenti no-global – chiedete che garanzie offrono, a parte il tragicomico tentativo di conquistare gli ultimi pacchetti di voti. Voti a perdere, senza che siano sottoposti un giorno a verifica del loro operato.
Non possiamo accettare un percorso ricco di ambiguità, incoerenza e ipocrisia.
Abbiamo letto di candidati che rispondono alla richiesta del comitato dicendo di essere nonviolenti, ma senza dire chiaramente se Sì o se No.
Ricordiamo che la nonviolenza è una nobile pratica, non un bla bla bla. La nonviolenza è uno strumento, che mette in gioco il proprio corpo: se si crede che una cosa sia sbagliata, il nonviolento arriva a fare sciopero della fame, non si limita a spazzolare consensi.
Se un candidato sbandiera la sua qualifica di obiettore di coscienza, sia capace di trovare nuove forme per rinnovarla, non basta ad apparire candido, riesce solo ad umiliarsi come candidato semplice.
Ognuno faccia la sua parte, al servizio di un solo obiettivo: impedire la costruzione di una base militare che significa finanziamenti alla guerra, cultura militarista e distruzione di territorio. Ma nessuno usi strumentalmente questo argomento per propri interessi personali o di bottega (quando le botteghe sono diventate partito o lista o corrente interna al PD). E nessuno usi la questione di Mattarello per dare la possibilità ai sepolcri imbiancati della politica trentina di mettersi in mostra, chi lo fa è semplicemente meschino.
Da parte nostra, continueremo ad offrire il nostro contributo, con chiarezza e senza ipocrisia, per permettere che un sogno si realizzi: non vedere nelle campagne di Trento un mostro di 30 ettari di cemento che contiene armi e addestra i militari alla guerra.
Lo faremo, entro novembre – data in cui sarà ufficializzato il bando di appalto – con una iniziativa partecipata e comunicativa, radicale e nonviolenta, dentro gli uffici che decideranno su questi appalti.
Lo faremo per fermare la base e per imporre alla politica di rimettere in discussione il progetto.
Lo faremo con chiarezza, la chiarezza che qui non c’è.
Questa sera di politici in realtà se ne sono visti pochi, ma in un luogo senza chiarezza, soffocato dall’ipocrisia, che si affida alla grancassa del "Votantonio", noi non ci stiamo, non è posto per noi."

4.10.08

Trento – Manifestazione contro la costruzione della base militare

Sabato 4 ottobre manifestazione
ore 14.30 in Piazza Dante, davanti la stazione FS

A Mattarello, sobborgo sud di Trento, continuano giorno e notte i lavori di assestamento del terreno sul quale è prevista la realizzazione delle nuove caserme.
Un progetto contestato dalla popolazione del sobborgo e da molte persone che vedono la costruzione di un nuovo polo militare, sottoposto a segreto militare, come un avamposto della guerra globale.

In giugno, pochi giorni dopo l'allestimento da parte dei manifestanti di un presidio permanente con conseguente blocco dei primi lavori accessori, la Provincia di Trento ha voluto far capire, attraverso l’uso della polizia e lo sgombero forzato del presidio, che la base militare deve essere realizzata ad ogni costo e senza intoppi.
Risulterebbe difficile, di fronte all’opinione pubblica, giustificare il costo dell’opera interamente pagato dai cittadini e le decisioni calate dall’alto senza una reale partecipazione alle scelte del proprio territorio, come viene evidenziato nel contro-pieghevole distribuito in tutto il Trentino dal comitato contro la base.

L’appello del movimento contro la base militare è rivolto a tutti coloro che credono ancora in un futuro senza basi di guerra e vogliono difendere la propria terra dalla devastazione ambientale:

Se non vogliamo che la terra in cui viviamo diventi parte di un ingranaggio di guerra accettando passivamente la costruzione di un nuovo polo militare a Mattarello, capace di ospitare 1600 soldati di professione.
Se non vogliamo che il silenzio di oggi possa essere complice un domani del dolore, della morte e della devastazione provocati alle popolazioni colpite dagli eventi bellici.
Se non vogliamo che la Valle dell’Adige perda in questo modo altri 30 ettari di terreno fertile e venga ulteriormente cementificata.
Se non vogliamo che gli interessi politici e speculativi abbiano sempre il sopravvento sui reali bisogni della gente, sostituendo con basi militari le aree da sempre destinate all’agricoltura, provocando inquinamento e sperpero di denaro pubblico, con conseguenti tagli ai servizi sociali.

Siamo ancora in tempo, uniamoci e manifestiamo insieme!

15.9.08

Il contro-pieghevole sul progetto delle nuove caserme di Mattarello

Questo pieghevole è il frutto di un lavoro collettivo di ricerca e di studio del comitato di Mattarello che propone delle argomentazioni contro la costruzione delle nuove caserme militari che graveranno sul territorio di Mattarello. Ventisette ettari di terreno lasceranno il posto a una "cittadella" dove verranno concentrate tutte le strutture militari di Trento. A servizio dei militari saranno realizzate anche residenze e infrastrutture ricreative. Tutto a carico della Provincia Autonoma di Trento. In cambio lo Stato ci darà le aree delle caserme in via di dismissione...

  • Visualizza il pieghevole in formato jpg [ fronte ] [ retro ]

_______________________________________________________

UNA DECISIONE CONDIVISA?

Siamo in una provincia dove l’autonomia dovrebbe essere a tutela della Terra contro la speculazione dall’alto. Dovrebbe significare contatto con la gente da coinvolgere nelle problematiche che la toccano. Dovrebbe garantire la programmazione politica, la condivisione con la popolazione, l’ascolto delle diverse istanze.
La comunità di Mattarello, per non dire quella dell’intero comune di Trento, non sono state coinvolte in questa scelta. Il Consiglio Circoscrizionale del sobborgo non ha mai espresso un parere sul valore sociale e culturale del progetto. Il Consiglio, dal canto suo, con le scarse informazioni ricevute, non ha coinvolto la popolazione in maniera proporzionale alla portata dell’opera. Solo dopo forti pressioni della popolazione sono state presentate sommariamente le immagini del progetto all’assemblea del marzo 2008 e il Presidente della Provincia ha confezionato, per gli abitanti di Mattarello, un pieghevole illustrato di propaganda. Sempre più spesso la politica locale scambia la promozione per partecipazione.
Il diritto del cittadino di conoscere tutti i dettagli di un opera pubblica e di vigilare così i propri amministratori è negato. Quei cittadini che hanno richiesto informazioni più dettagliate sul progetto hanno ricevuto solo un pieghevole.

IMPATTO ECONOMICO

La Giunta Provinciale di Trento, alla fine di accordi preparatori iniziati nel 2000 [1], il 7 febbraio 2002 autorizza il presidente Dellai alla sottoscrizione dell’intesa Governo-Provincia [2]. La firma di Dellai è apposta a Roma, in data 8 febbraio 2002 [3]. In questo accordo, la Provincia Autonoma di Trento si impegna a realizzare, contro la cessione da parte dello Stato di beni quantificati in 106 milioni di euro, strutture per 111 milioni di euro. Fra queste, per un importo di 64,5 milioni di euro, “infrastrutture necessarie alla difesa logistiche alloggiative e funzionali[4]: le nuove caserme in località S. Vincenzo di Mattarello.
Nel 2007 l’importo generale dell’opera “nuove caserme” arriva a 194,230 milioni di euro [5]: il costo in 5 anni è aumentato del 300%. Contando le spese non ancora preventivate come la bonifica delle aree dismesse (le 5 caserme in città), i costi effettivi del progetto si possono stimare con un aumento del 600% rispetto a quanto previsto inizialmente.
Facciamo notare come il valore dei beni ceduti in scambio dallo Stato, quantificato nel 2001 [6] in 106 milioni di euro, sia passato nella stima del 2002 a 239 milioni di euro [7] più che raddoppiando il costo dell’operazione per noi.
Puntando l’attenzione sugli alloggi per i soldati, sempre l’Accordo di programma quadro prevede la costruzione di “N. 8 + 3 palazzine alloggi collettivi[8] all’interno della cittadella militare. Inoltre, “qualora si rendesse necessario mettere a disposizione del Ministero della Difesa ulteriori unità abitative, fino alla concorrenza di 200 alloggi, la Provincia si impegna altresì ad individuare, sulla base di specifica convenzione con il Ministero della Difesa, nell’ambito del patrimonio pubblico esistente, idonee strutture[9].
Per questo nel 2004 sono state acquistate a Mattarello, dalla ditta Edilbeton, due intere palazzine, di 36 appartamenti, per un importo complessivo di 11.433.800 euro (costo medio del singolo alloggio 317.600 euro); 12 alloggi sono stati ceduti l’anno stesso alla Difesa [10] e, nel 2006, gli altri 24.[11]
Tutto questo elenco di cifre - si badi bene soldi pubblici, provinciali, nostri - vorremmo facesse riflettere sull’effettiva convenienza dell’operazione. In cambio cosa abbiamo ricevuto? Che ne sarà dei terreni liberati dalle caserme cittadine?
La ricaduta economica locale in termini di lavoro sarà limitatissima in quanto poche sono le nostre aziende in possesso dell’apposita certificazione per poter partecipare alle gare d’appalto bandite dal Ministero della Difesa.

Note:
1_ Verbale Consiglio Comunale di Trento: adunanza del 26.02.2008
2_ “Intesa istituzionale di programma tra il Governo della Repubblica italiana e la Provincia autonoma di Trento approvazione dell’Accordo di programma quadro n. 1 – Interventi per la razionalizzazione delle sedi e delle strutture statali e provinciali nella città di Trento” Delibera della Giunta Provinciale n. 133 del 07.02.2002
3_ Delibera della Giunta Provinciale n.453 del 13.03.2006
4_ Delibera della Giunta Provinciale n.41 del 12.01.2001 nella quale le cifre sono espresse in lire
5_ Delibera della Giunta Provinciale n. 674 del 30.03.2007
6_ Delibera della Giunta Provinciale n.41 del 12.01.2001
7_ “238.801.743 euro” in “Intesa…” art. 4 comma 2, in Delibera della Giunta Provinciale n. 133 del 07.02.2002
8_ Bando di gara per pubblico incanto, Ministero della Difesa, Direzione Generale dei Lavori e del Demanio, pubblicato il 11.08.2004
9_ Delibera della Giunta Provinciale n. 453 del 13.03.2006
10_ Delibera della Giunta Provinciale n. 1901 del 20.08.2004
11_ Delibera della Giunta Provinciale n. 453 del 13.03.2006

IMPATTO SULLA COMUNITA'

Il progetto di una “cittadella militare” comporterà l’inserimento nel tessuto urbano di un corpo separato, una sorta di “ghetto”. Questa nuova comunità finirà per vivere a sé, come nelle basi USA, dove la gente trascorre anni in un paese senza nemmeno conoscerlo.
Nemmeno la scelta di realizzare all’interno dell’area militare impianti sportivi e spazi culturali può trasformare un luogo militare in uno civile. Inoltre, anche se usufruibili dalla cittadinanza, questi impianti sportivi-culturali rappresentano un ingente investimento di risorse ad uso privilegiato di una categoria che già gode di altre corsie preferenziali come alloggi e accesso a determinate carriere. Infine queste nuove strutture possono essere la premessa alla chiusura di quelle esistenti come ad esempio la piscina Fogazzaro .[12]
L’intervento porterà un aumento pari al 28% della popolazione di Mattarello senza che sia stata fatta la benché minima previsione di un congruo aumento delle infrastrutture sociali. Sono state spese molte parole sui luoghi ricreativi ma nemmeno una su scuole, asili e servizi sociali. Certo non è pensabile che tutto gravi sull’attuale dotazione della popolazione di Mattarello, che a malapena soddisfa le esigenze del sobborgo. Anche a fronte delle richieste di potenziamento dei servizi scolastici presentate dalla Circoscrizione [13], il Comune non ha previsto per questi ulteriori stanziamenti.
Il personale militare di stanza a Trento che ritornerà da missioni che avvengono in territori di guerra sarà, come frequentemente accade, portatore di veri e propri traumi emotivi, spesso causa di disagi psicologici e comportamentali, un carico sociale che verrà a concentrarsi su tutta Trento Sud.
Mattarello e Trento Sud diventeranno, in caso di conflitto, “obiettivo bellico” grazie alla creazione di un nodo militare ben definito, sicuramente individuabile e di rilevanza strategica, data la concentrazione di risorse militari in termini di uomini, mezzi e strumenti.
Il rischio di un conflitto non ci sembra così remoto ma se volessimo pur considerarlo inesistente allora a che scopo potenziare la dotazione militare di stanza a Trento?

Note:
12_ Cfr. Franco Gottardi, Destino segnato per la piscina Fogazzaro, in L’Adige del 26.08.2007, p. 21
13_ Circoscrizione 08 Mattarello, delibere n. 22 del 27/07/2004 e n. 31 del 29/07/2005

IMPATTO AMBIENTALE

Durante i lavori (quindi per almeno i 5 anni programmati) continuerà il consistente sollevamento di polveri, risultanti dal sostanzioso movimento di terra e dallo spostamento degli inerti con mezzi di trasporto pesanti, l’inquinamento atmosferico e quello acustico generato dai mezzi stessi.
Ancora più impattanti dal punto di vista ambientale ci sembrano le problematiche a lavori conclusi. La nuova regimazione delle acque sarà totalmente modificata per poter mettere in sicurezza una zona di naturale esondazione dell’Adige. Data la natura delicata degli edifici, si è ecceduto in prudenza volendo rendere la zona a prova di alluvione tramite l’innalzamento, con materiale di riporto, del livello del terreno. Ciò comporterà però che le zone immediatamente a Nord e a Sud della cittadella militare, diventeranno di fatto più vulnerabili dal punto di vista idrogeologico. Se l’Adige non si potrà sfogare in campagna lo farà sull’abitato.
Dobbiamo pure considerare che il Trentino ha solo l’1% di territorio pianeggiante e l’utilizzo di 27 ettari di terreno agricolo primario per le nuove caserme ci sembra uno sperpero. La preoccupazione per la sottrazione di territorio utile per l’agricoltura è condivisa dall’Unione contadini [14] e dalla Coldiretti [15] provinciale.
Non dimentichiamo poi che i 43 ettari di terreni che verranno dismessi dai militari non sono soggetti a verifiche delle agenzie protezione ambiente, come un qualsiasi terreno civile, e che quindi non sappiamo quanto e cosa comporterà la loro bonifica. Certo è che sarà a intero carico della collettività.

Note:
14_ Cfr. Silvia Ceschini, Agricoltura minacciata dalla città, in L’Adige del 19.01.2003, p. 24
15_ Cfr. Trento, questa città che spreca la sua terra, in Trentino del 04.03.2005, p. 9

TRENTINO TERRITORIO DI PACE?

Ogni grande progetto richiede una valutazione che va al di là dell’impatto economico e ambientale, tanto più se si tratta di un’opera non civile ma militare a carico della nostra provincia.
Ci troviamo ad essere una delle poche province ad avere nel proprio bilancio un capitolo dedicato alle spese militari. La domanda che ci poniamo è quale sia la finalità ultima della destinazione di ingenti risorse finanziarie e di territorio.
Questa nuova struttura non può essere paragonata alle vecchie caserme perché sono cambiate le finalità del “sistema difesa” in Italia e il contesto internazionale in cui esso è inserito. Il nuovo modello di difesa, che si sta delineando dagli anni ’90, afferma esplicitamente l’obiettivo di difendere gli interessi nazionali ovunque siano minacciati. In questo quadro si inserisce la professionalizzazione dell’esercito e l’investimento in costosi sistemi d’attacco. Le missioni internazionali, a cui anche l’Italia partecipa, sono spesso finalizzate al controllo di risorse e aree strategiche per l’economia dominante. Ammettendo che lo scopo sia la pacificazione di queste aree, dobbiamo interrogarci, di fronte a tanti esempi tragici noti, dall’Iraq all’Afghanistan, sulla loro efficacia.
La professionalizzazione dell’“arte bellica” ha fatto diminuire le vittime militari nei conflitti degli ultimi 100 anni, ma ha fatto aumentare le vittime civili.
Anche il personale militare di stanza a Trento è in parte impiegato in queste operazioni internazionali.
Il Trentino è impegnato nella promozione della cultura di pace anche attraverso iniziative istituzionali ed educative. Diamo merito a questo impegno, ma dove è la coerenza se allo stesso tempo sceglie di costruire opere che si inseriscono in un meccanismo di guerra?

Siamo ancora in tempo per il futuro della nostra Terra e contro la guerra.
Richiedi informazioni, pretendi la trasparenza, fai sentire la tua voce!
Solo se diventiamo protagonisti del nostro futuro possiamo impedire decisioni prese ignorando il bene comune.
Non è mai troppo tardi!

11.9.08

Caserme di Mattarello: manca la democrazia, sospeso il consiglio comunale

I mugugni e i bavagli dei No Base causano la sospensione del consiglio-farsa

E’ durato pochi minuti il consiglio comunale di Trento che doveva assistere all’audizione dei tecnici della provincia sul progetto delle nuove caserme di Mattarello.
Nei giorni scorsi il comitato che si batte contro la costruzione della base militare, aveva ricevuto oralmente il divieto di poter intervenire con un proprio esponente all’interno del consiglio comunale. Addirittura, nemmeno i consiglieri sarebbero potuti intervenire nel merito del progetto, ma avrebbero dovuto limitarsi ad ascoltare il resoconto dei tecnici provinciali.
Per questi motivi gli attivisti No Base hanno deciso di presentarsi in via Belenzani ed entrare nell’aula in un nutrito numero per assistere, imbavagliati, al finto dibattito e consegnare un opuscolo informativo contro la base militare di Mattarello e un bavaglio ai consiglieri.
La polizia ha però perquisito i manifestanti impedendo loro di entrare con volantini e bandiere, ma tollerando i bavagli che, una volta iniziata la seduta, sono stati posizionati sulla bocca. I mugugni che riecheggiavano come simbolo di una democrazia fatta tacere sono riusciti nell’intento di far sospendere la farsa.
"Oggi siamo riusciti a salvare la faccia alla finta democrazia del consiglio comunale e dopo questa sospensione chiederemo ufficialmente che si svolga un vero consiglio comunale, con all’ordine del giorno la questione della base militare, e dove tutti, compreso il comitato, possano intervenire per informare la cittadinanza su un progetto che coinvolge un intero territorio e che sostiene le politiche di guerra."
Il prossimo appuntamento dei No Base è per giovedì 11 settembre ore 20.30 alla sala Clarina per la presentazione del contro-pieghevole con la partecipazione dell’editorialista Franco de Battaglia del quotidiano locale "Trentino".

Link:
Approfondimenti sul progetto delle nuove caserme

10.9.08

Nuovi appuntamenti dei No base di Mattarello

Mercoledì 10 settembre ore 19.30 in via Belenzani

Tutti/e al consiglio comunale di Trento.
Dibattito in consiglio comunale sul progetto delle nuove caserme a Mattarello


Giovedì 11 settembre ore 20.30 a Trento, sala della Clarina via Clarina 2

Presentazione del contro pieghevole sul progetto delle nuove caserme a Mattarello.

Interverranno:
il Comitato di Mattarello e l'editorialista del Trentino Franco de Battaglia


Il pieghevole che sarà presentato è il frutto di un lavoro collettivo di ricerca e di studio che propone delle argomentazioni contro la costruzione delle nuove caserme militari che graveranno sul territorio di Mattarello.
Ventisette ettari di terreno lasceranno il posto a una "cittadella" dove verranno concentrate tutte le strutture militari di Trento. A servizio dei militari saranno realizzate anche residenze e infrastrutture ricreative. Tutto a carico della Provincia Autonoma di Trento. In cambio lo Stato ci darà le aree delle caserme in via di dismissione...

Info:
[ trentomilitarenograzie.blogspot.com ]
[ Officina Ambiente]

6.9.08

Manifesta7 - Contro la guerra, contro la base militare di Mattarello

E se tutto questo lo avesse fatto un soldato partito dalla base militare di Mattarello?

Le Nazioni Unite hanno detto di essere in possesso di prove che dimostrano che nei raid aerei condotti la scorsa settimana dalle forze della coalizione NATO a guida USA in Afghanistan - di cui fanno parte anche Italia, Inghilterra, Germania e molti altri paesi europei - sono morti 90 civili afghani, la maggior parte dei quali bambini.

"Le indagini di Unama (la missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan) hanno trovato prove, che si basano sul racconto di testimoni oculari e di altri, secondo le quali circa 90 civili - tra cui 60 bambini, 15 donne e 15 uomini - sono stati uccisi", ha spiegato in una nota l’inviato speciale dell’ONU in Afghanistan, Kai Eide.

(Fonte: Reuters - Martedì 26 agosto 2008 - ore 17.29)

23.8.08

Sabato 23 agosto Apocrifi live a Mattarello


Approfondimenti:

[ Blog ] del comitato di Mattarello contro la base militare
[ Officina Ambiente ]

Info Apocrifi:
[ Sito internet ]
[ MySpaces ]

19.6.08

Base militare: Consegnate le firme al sindaco tra il frastuono di fischietti e padelle

200 in piazza contro la base militare. Portata l’istanza che richiede il blocco immediato dei lavori
Non si sono fermate le iniziative contro la Base Militare di Mattarello: dopo lo sgombero forzoso del presidio e le trentasei denunce erano in tanti nel pomeriggio di oggi a manifestare la propria contrarietà sotto le finestre del sindaco Pacher.
Il "popolo delle pentole" che abbiamo conosciuto a Vicenza ha fatto capolino anche nella nostra città. Uomini e donne di tutte le età impegnati nella produzione di decibel per attirare l’attenzione su una questione importante: la costruzione di una base militare a Trento
"Oggi pomeriggio abbiamo consegnato al sindaco più di settecento firme" - dice Franco Tessadri del comitato - "che vanno ad aggiungersi a quelle depositate assieme all’istanza presentata nelle settimane scorse che chiede al sindaco di bloccare i lavori per rivalutare l’impatto economico, sociale, culturale e ambientale della costruzione della base militare".
Una delegazione infatti ha incontrato il capo dell’amministrazione per portare le ragioni del no alla base. Fra questi, oltre alla gruppo storico del comitato di Mattarello, Stefano Bleggi del Centro Sociale Bruno, che racconta come è andato l’incontro.
"L’incontro di oggi ha dimostrato che la città è governata da un sindaco pavido che non ha coraggio nemmeno di difendere la sua città dal rischio della militarizzazione. Anche il sindaco di Trento riduce la questione della base militare ad una semplice questione urbanistica, omettendo il suo dovere di tutelare la città di fronte all’incognita di un segreto militare calato sul territorio e alla devastazione ambientale che trenta ettari di cemento arrecano alla nostra città."
Stefano continua spiegando che "in tutti i modi abbiamo cercato di argomentare le nostre ragioni trovandoci di fronte però un muro di gomma difficile da scalfire."
L’amarezza dell’incontro con il sindaco rimane però in secondo piano rispetto alle duecento persone che per più di un ora, ininterrottamente, hanno suonato fischietti e percosso pentole con cucchiai di legno. Rumorosi per più di un ora nella via principale della città, per dire a tutti che la base militare non verrà costruita né a Mattarello né altrove.

  • Guarda la galleria d'immagini
  • Ascolta il resoconto del pomeriggio dalla voce di Stefano Bleggi, Assemblea Permanente No Base. [ audio ]

17.6.08

Mattarello: "Non costruiamo basi di guerra, coltiviamo la nostra terra"

Piantati alberi da frutto davanti al cancello della futura caserma militare

Dopo i fatti di ieri - lo sgombero violento del presidio, il fermo e la denuncia per 36 persone che si opponevano alla continuazione dei lavori - l’Assemblea Permanente Contro la Base Militare di Mattarello si è data appuntamento oggi nei pressi del cantiere.
Sulla strada statale che costeggia la futura base militare è stato allestito per la giornata di oggi un simbolico presidio, con gazebo e striscioni, tavolini e bandiere. Un modo per dire che "l’obiettivo è quello di non mollare, di dimostrare che è possibile ritornare a presidiare la zona per impedire che i lavori abbiano veramente inizio". Quello che le ruspe hanno potuto realizzare a seguito dello sgombero, infatti, è un pezzo di strada di accesso verso il cantiere per permettere ai camion di depositare materiale, ma fermare la costruzione della nuova installazione è ancora possibile.
Oggi, come gesto simbolico, sono stati piantati tre alberi davanti al cancello del cantiere che chiude l’area destinata alla costruzione della base. Un melo, una vite e un ciliegio. "Rappresentano la speranza - spiega una signora mentre osserva Pierino che scava con un badile - , se mangeremo di quei frutti vorrà dire che la base saremo riusciti a fermarla". "E questi alberi rappresentano la natura che 30 ettari di base vorrebbero sottrarci, rappresentano la pace che cresce al posto di una base militare." Antonio porta al collo un cartello, c’è scritto "Contro le basi di guerra, coltiviamo la nostra terra". Molte le bandiere con scritto "No alla base militare, nè a Mattarello nè altrove". Su uno striscione vergato al momento con scritte rosse e blu c’è scritto "Contro la guerra e contro lo scempio ambientale non è mai troppo tardi": la risposta dell’Assemblea Permanente al sindaco Pacher che nei giorni scorsi ha dichiarato "L’opposizione alla base ormai è tardiva, è già stato tutto deciso".
Dopo aver rallentato momentaneamente il traffico, il presidio si è sciolto per darsi appuntamento stasera al parco di Mattarello, per discutere le prossime iniziative.
Già fissato l’appuntamento di giovedì alle ore 17.00 in via Belenzani. In quell’occasione si consegneranno al sindaco le firme raccolte in calce all’istanza che chiede il blocco dei lavori, mentre in strada si cercherà di fare rumore il più possibile - con fischietti e padelle - affinchè tutti si accorgano che la base militare di Mattarello significa guerra e distruzione ambientale.

  • Federico Zappini spiega come si è svolta l’iniziativa del pomeriggio e lancia i prossimi appuntamenti: [audio]


Vedi anche
:
Don Gallo: No alle caserme a Mattarello
Solidarietà da Don Andrea Gallo al presidio di Mattarello
Solidarietà alle sorelle ed ai fratelli di Trento
Solidarietà ai No Base di Mattarello dal Presidio Permanente No Dal Molin

Mattarello - Sgomberato violentemente il presidio contro l’inizio dei lavori di costruzione della base militare

Mercoledì scorso i cittadini di Mattarello avevano dato vita ad un presidio per bloccare l’inizio dei lavori di costruzione delle nuove caserme militari, fermando di fatto la ruspa che stava spianando la strada per far passare i primi camion.
La volontà era quella di mantenere il presidio e i lavori bloccati fino a giovedì, quando verrà presentata al sindaco la richiesta di sospensione e rivalutazione dei lavori, accompagnata da centinaia di firme.
Ma questa mattina il presidio è stato sgomberato dalle forze dell’ordine in modo violento.

Ore 9.30: anche questa mattina molti attivisti e residenti di Mattarello si sono dati appuntamento per continuare a bloccare l’inizio dei lavori di costruzione della nuova base militare di Mattarello.
Al loro arrivo hanno però trovato già le ruspe al lavoro e le forze dell’ordine a presidiare la zona.
In molti sono saliti in cima alle macchine escavatrici per fermarle con i propri corpi, ma non c’è stato nemmeno il tempo di spiegare che si tratta di una questione politica, che si vuole portare avanti il blocco fino a giovedì, giornata in cui si vuole portare al sindaco di Trento l’istanza con le centinaia di firme raccolte contro la costruzione delle caserme: la polizia infatti ha violentemente allontanato i manifestanti, tanto che un ragazzo, a causa delle spinte dei poliziotti, è caduto da una ruspa ed è stato portato all’ospedale.
Altri manifestanti hanno raggiunto il presidio e la volontà è quella di resistere e rimanere seduti per terra e sulle ruspe senza abbandonare il presidio.

  • La prima corrispondenza con Donatello Baldo: [audio]

Ore 10.00: tutti i compagni che si sono mobilitati si trovano seduti a terra e sulle ruspe, ed intorno le forze dell’ordine sono schierate in assetto antisommossa.
"In questo momento si sta chiedendo per l’ennesima volta che ci sia una responsabilità politica rispetto a quello che sta succedendo oggi, si sta cercando, attraverso questa presenza, di aprire il canale di dialogo con l’amministrazione comunale", spiega Federico Zappini.
Tuttavia l’amministrazione continua a negarsi, e la risposta che oggi ci si è trovata davanti dimostra in che modo tali questioni vogliono essere risolte: presenza massiccia di forze dell’ordine per difendere un cantiere e permettere l’inizio dei lavori di costruzione di una base di guerra.

Ore 11.00: i carabinieri e la polizia hanno violentemente sgomberato il presidio degli attivisti: più di 30 sono le persone adesso fermate che vengono trasportate in questura per procedere all’identificazione.
Federico Zappini, dall’interno di una macchina della polizia che lo sta conducendo in questura, spiega che tutti si trovavano seduti in resistenza passiva e la polizia, con calci e pugni, ha sgomberato i manifestanti.

  • Federico chiede quindi la solidarietà attiva di tutti quelli che possono raggiungere la questura di Trento: [audio]

Ore 11.30: dall’interno della questura Stefano Rubini spiega che sono stati raccolti i documenti e presto si procederà con l’identificazione di tutti coloro che si trovavano al presidio per bloccare i lavori. Sono 36 le persone che si trovano in stato di fermo.

  • Stefano ripercorre i momenti più importanti della mattinata: [audio]

Ore 12.00: all’interno della questura l’ufficio stranieri è stato liberato per far posto ai manifestanti fermati: tutti identificati e in attesa di sapere su quali reati a loro carico la questura procederà, probabilmente manifestazione non autorizzata, violenza privata, resistenza.
Il compagno che si trova all’ospedale sta bene.
"La procedura di identificazione non ci spaventa - spiega Donatello Baldo - perché l’intenzione di tutti è ritornare a riproporre l’iniziativa di blocco dei lavori, perché non è possibile andare avanti con i lavori quando c’è un’istanza, con più di 500 firme raccolte, che chiede al sindaco di bloccarli per rivalutare l’impatto ambientale, economico, sociale e culturale della costruzione della base militare , un’istanza fatta con tutti i crismi della democrazia: questa è la nostra forza, superiore all’atteggiamento repressivo della polizia che abbiamo visto, incredibile, questa mattina".

ore 16.30: i manifestanti sono stati tutti rilasciati con le ipotesi di reato di: manifestazione non autorizzata, violenza privata, invasione di terreno e blocco di lavori di pubblica necessità. In una nota ai giornalisti la questura di Trento fa sapere che il ragazzo caduto dalla ruspa si è gettato da solo, quando in realtà è caduto per le spinte dei poliziotti.
Il ragazzo nel pomeriggio è stato rilasciato dal pronto soccorso con la diagnosi di una contusione alla schiena che verrà rivalutata nei prossimi giorni.

Vedi anche:
Mattarello: Bloccati i lavori e allestito il presidio
Comunicato del secondo e terzo giorno di Presidio

13.6.08

Secondo e terzo giorno di presidio a Mattarello

Comunicato stampa dell’assemblea permanente contro la base

Ieri, dopo che alcune persone hanno fermato la ruspa che operava all’interno dell’area del cantiere della costruenda base militare di Mattarello, è di fatto iniziato un presidio permanente che ha lo scopo di impedire la prosecuzione dei lavori.
Il presidio è formato da uomini e donne che, indipendentemente dalle loro appartenenze politiche o associative, vogliano sciogliersi all’interno di un’assemblea permanente che discuta i modi e le strategie per la costruzione di un’opposizione alla base militare di Mattarello.
Il presidio manterrà la sua presenza sul cantiere fino alla sera di venerdì, per riprendere lunedì mattina e continuare almeno fino alla giornata di giovedì 19 - ore 17 - quando ci recheremo in via Belenzani per portare al sindaco le ragioni della nostra contrarietà alla costruzione della base.
Uno degli strumenti di opposizione, che continua tuttora, è la raccolta di firme in calce all’istanza che chiede all’amministrazione la sospensione dei lavori affinché non sia ridiscusso l’impatto ambientale, economico, sociale e culturale della nuova opera in cantiere.

Sulla stampa di oggi abbiamo letto le parole del Governatore Dellai. Parole che riteniamo semplicistiche e colpevolmente superficiali, che non rispondono assolutamente alla richiesta di democrazia e trasparenza che da molto tempo il Comitato di Mattarello chiede alle istituzioni.
Ricordiamo che le caserme di Mattarello hanno una gran parte di area sottoposta a segreto militare, quindi impenetrabile dalle istanze democratiche del controllo, impermeabili all’esercizio civile di indagine: nessuno può escludere ufficialmente che le caserme non diventino una base operativa con all’interno armi, ma è invece chiaro che le caserme di Mattarello diventano di fatto una base che perlomeno addestra e ospita reparti che - per mansioni - producono guerra (il cui contrario è la pace, che in modo ipocrita viene tanto auspicata e celebrata dalle istituzioni trentine).
La nostra opposizione non è "localistica" o ideologica: crediamo infatti che la difesa dei nostri territori non sia di retroguardia ma sia invece l’unica possibilità per permettere al nostro Trentino di avere un futuro migliore.
La base militare occuperebbe 30 ettari sottratti alla campagna, si inserirebbe tra autostrada e nuovo svincolo, tra la ferrovia storica e la futura linea ad Alta Velocità. L’area di Mattarello - se non si riusciranno a fermare le grandi opere - risulterebbe strozzata e mortificata, e tutto il Trentino ne pagherebbe le conseguenze in termini ambientali e di vivibilità.
Siamo contro la Base, ma soprattutto siamo a favore della nostra terra!

Assemblea permanente contro la base militare di Mattarello

Vi ricordiamo che in questi giorni ci stiamo turnando per mantenere il presidio: al gazebo è possibile segnare la propria disponibilità oppure contattate il 3289173733


PROSSIMA ASSEMBLEA: martedì 17 giugno ore 20.30 al parco di Mattarello

12.6.08

Blocco del cantiere: la reazione di Dellai

Pubblichiamo di seguito il commento del Governatore Dellai in risposta all'occupazione del cantiere per la realizzazione della base militare di Mattarello. Le sue parole sono, per l'ennesima volta, dimostrazione dell'arroganza del potere di fronte alle lecite preoccupazioni di normali cittadini che non accettano di reagire passivamente di fronte alla trasformazione della propria terra da campagna coltivata a frutteto ad avamposto della guerra globale permanente. Non fa che sottolineare l'illegalità delle nostre azioni il Governatore Dellai, ma a queste accuse noi rispondiamo chiedendo: "Quale legalità c'è nell'operato di un'amministrazione che procede ciecamente alla cementificazione del territorio senza confrontarsi con chi ha - finora nella piena legalità - più volte chiesto di bloccare l'iter di realizzazione del progetto almeno finché esso non sarà stato discusso con la popolazione coinvolta? Non è questa la democrazia, Signor Presidente!".

I no global hanno occupato gli spazi espropriati per le future caserme di Mattarello, come reagirà la Provincia? «Penso che siano questioni che riguardano il signor Questore. Sono azioni di palese reato. Un conto penso che sia l'ascolto e la discussione e la partecipazione democratica e anche il giusto e naturale diritto di minoranze particolarmente sensibili su una serie di temi di manifestare anche con iniziative particolarmente clamorose, come durante il festival Trentino Clima 2008 quando è stata chiesta la parola in maniera molto irrituale. Altro fare queste scorribande prive di qualsiasi senso di legalità e legittimità». Ma farete denuncia? «Non ho approfondito gli aspetti legali. Quello che mi interessa è la sostanza di questa iniziativa. Stiamo arrivando ad una commedia dell'assurdo perché penso che se andiamo a intervistare un qualsiasi cittadino di qualsiasi città d'Italia e d'Europa e gli chiediamo: "tu cosa pensi del fatto che nella tua città oggi l'esercito occupa x ettari di aree militari ed attraverso questo progetto ne occupa x diviso due per le stesse identiche funzioni?" Penso che nessun cittadino di nessuna città al mondo potrebbe rispondere che non è contento. E questo accade a Trento: si liberano 50 ettari in città per occuparne circa 24 a Mattarello e per fare le stesse identiche attività». I no global parlano di basi militari, temono il «salto di qualità». «Quando sento queste sciocchezze mi viene veramente da pensare che l'onestà intellettuale è totalmente fuori squadra. L'abbiamo spiegato in mille maniere, con diverse iniziative pubbliche e di divulgazione. Mi sembra ridicolo, una follia assoluta. Ma siamo nel momento delle follie e quindi avanti così».

L'Adige, 12/06/2008

11.6.08

Blocco dei lavori a Mattarello: allestito un presidio permanente

Il comitato ha allestito un presidio nell’area del cantiere per impedire i lavori

Ha scavato ben poco la ruspa che a Mattarello dava il via - questa mattina - all’inizio dei lavori della nuova caserma militare: alle otto in punto l’escavatore è stato circondato da una trentina di persone del comitato contro la base. Qualcuno si è seduto dentro la benna, altri si sono arrampicati sul mezzo raggiungendo la cima del braccio issando una bandiera con scritto "No alla base di Mattarello".
All’operaio non è rimasto che uscire dall’abitacolo e accettare l’interruzione - di fatto - dei lavori.
"Ieri sera - ci racconta Stefano Bleggi - passando di qui per recarci all’assemblea del comitato abbiamo visto la ruspa dentro il terreno. Perciò abbiamo deciso di darci appuntamento stamattina per verificare e, nel caso fossero iniziati i lavori, bloccarli. Così è stato".
Il blocco dei lavori era stato chiesto tramite un’istanza al sindaco di Trento, raccogliendo molte firme che tuttora si aggiungono numerose. "Abbiamo chiesto la sospensione dell’iter di costruzione fino a che non fosse rivalutato l’impatto non solo ambientale, ma anche economico, sociale e culturale di una base di guerra sul territorio trentino", ci spiega Milo Tamanini di Mattarello.
A metà mattina tutti gli operai se ne vanno, lasciando l’escavatore immobile e agghindato di bandiere No Base. "Rimaniamo qui tutto il giorno - dicono quelli del comitato - e sicuramente tutti i giorni fino a giovedì".
Giovedì 19, infatti, per le ore 17 è stato lanciato un happening in via Belenzani - sotto le finestre del palazzo del Comune - per chiedere al sindaco di bloccare definitivamente i lavori della base di Mattarello.

  • Ascolta la prima corrispondenza con Stefano Bleggi, Comitato contro la costruzione della base militare a Mattarello.
  • Ascolta l'intervento di Pierino Piffer, residente a Besenello, che spiega come 30 ettari di terreni pregiati siano stati svenduti: meli e viti verranno distrutti per fare posto alle nuove caserme.
  • Ascolta l'opinione di Antonio Marchi, da molti anni in prima fila nelle lotte no-war, che spiega che adesso, con l’inizio effettivo dei lavori di costruzione della base, è fondamentale anteporre i propri corpi alle ruspe per fermare il cantiere. La volontà degli attivisti e dei cittadini di Mattarello che stanno bloccando i lavori è quella di difendere la terra e di dire no alle basi militari: non essere contro le basi significa legittimare la guerra.

Abbiamo deciso di allestire un presidio permanente per controllare che i lavori non ricomincino, dandoci una turnazione anche per la giornata di domani e le prossime.
E' possibile raggiungere il presidio (dalla rotatoria del Mc Donald's prendere la vecchia strada per Mattarello e fermarsi 200 metri dopo la concessionaria Dorigoni) e lì concordare con i compagni le proprie disponibilità a far dei turni.

Per qualsiasi cosa potete contattarci al 328-9173733.
Vi chiediamo di far girare questo appello.

Assemblea permanente contro la base militare di Mattarello

2.6.08

2 giugno: Contro le guerre, no alle basi militari.

2 giugno ore 9.00 piazza Pasi, Trento
Contro le guerre, no alle basi militari.
No alla militarizzazione dei nostri territori e della festa della Repubblica!

In Italia vi sono oltre 100 basi ed installazioni militari che vanno da Bolzano a Lampedusa: strutture che non servono a difendere la popolazione ma che costituiscono invece un grave pericolo per la sicurezza dei cittadini.
Territori sottratti alla vita civile che si trasformano in aree destinate al sostegno della guerra globale permanente.

Portaerei, cacciabombardieri, sottomarini, aerei, elicotteri, missili, bombe, macchine di morte di ogni specie possibile passano e stazionano nelle installazioni militari. Senza trascurare il devastante impatto ambientale che la presenza di tali armi determina, partecipiamo tutti, senza volerlo, alla guerra.
Anche a Trento sarà così: la base di Mattarello non sarà un luogo di pace, ma - come tutte le strutture militari - un avamposto di guerra. 30 ettari di campagna che saranno ricoperti da una colata di cemento, uno sfregio ambientale e urbanistico che dobbiamo impedire.
Un’area che è sottoposta al segreto militare e che nessuno sa cosa potrà contenere, quali armamenti e quali macchine di morte.

Una base militare non è uno spazio civile, è un luogo di guerra, dove si formano uomini destinati ad uccidere, dove l’obbedienza alle regole d’ingaggio è la sola virtù.
In un mondo che ogni giorno scava trincee, che quotidianamente bombarda, che fa di tutto per costruirsi nemici, una base militare diventa l’avamposto per l’esercizio della guerra. A Vicenza come a Mattarello.

Abbiamo detto NO al Dal Molin e continueremo a dirlo, e lo stesso vale per il resto del territorio italiano, ormai ricoperto di basi e prima linea della guerra globale.
Ma soprattutto iniziamo in modo deciso ad opporci alla costruzione della caserma militare di Mattarello.

Il 2 giugno saremo in piazza per festeggiare la Repubblica e la sua Carta Costituzionale che ripudia la guerra. Diremo NO alla costruzione della caserma di Mattarello, continuando il nostro percorso di sensibilizzazione, per spiegare le nostre ragioni e per difendere il nostro territorio dalla devastazione ambientale e dalla guerra.
Perché "Trento Città della Pace" non sia uno slogan da scrivere sulle cartoline, ma una realtà da conquistare attraverso l’opposizione alla costruzione delle caserme militari di Mattarello.

Ore 9, Piazza Pasi
2 giugno 2008

29.5.08

Nuova iniziativa proposta dal Comitato contro la base militare di Mattarello

Il Comitato “Caserme di Mattarello? No grazie!” presenta:

Giovedì 29 maggio ore 20.30
presso il Teatro Parrocchiale a Mattarello

"Redacted" un film di Brian De Palma

Premiato con il Leone d’Argento per la miglior regia al Festival di Venezia 2007, osannato dalla critica ma censurato dal circuito cinematografico ufficiale. “Redacted” di Brian De Palma, affronta in maniera cruda e senza mediazioni la tragedia della guerra in Iraq. Questo film utilizza una tecnica assolutamente innovativa che si serve delle nuove tecnologie, di internet e di tutti quei mezzi che permettono la diffusione di notizie che altrimenti non verrebbero mai rese note.

Un film shockkante e drammatico come solo la realtà può essere!

La parola "redacted" significa redigere o meglio "preparare per la pubblicazione". Spesso in un documento o in un’immagine redatta sono state oscurate o cancellate le informazioni personali (o quelle impugnabili); pertanto il termine viene spesso usato per definire documenti o immagini da cui siano state espunte le informazioni sensibili.

Sei sicuro che ti stiano dicendo sempre tutta la verità?
Sei sicuro che dietro a “zone sensibili” sanno cosa esista?
Sei sicuro che ti diano tutte le notizie necessarie?
Sei sicuro che ti facciano vedere tutti i film?

A seguire assemblea pubblica del Comitato contro la base militare di Mattarello.
Una vera città di pace è quella senza basi di guerra.

9.3.08

Base di Mattarello: una passeggiata la fermerà!

Trecento persone hanno partecipato alla manifestazione-passeggiata indetta a Mattarello dal comitato che si batte contro la costruzione della base militare. Molti i residenti del sobborgo che hanno attraversato le campagne su cui dovranno sorgere le caserme. "E’ solo l’inizio - dicono i manifestanti - continueremo fino a quando questo progetto ritornerà in un cassetto"

Galleria d’immagini

Il tempo grigio che minacciava pioggia non ha scoraggiato le persone che poco a poco hanno raggiunto il centro di Mattarello per partecipare alla "passeggiata attorno alla base", la manifestazione indetta dal comitato che si oppone alla costruzione della cittadella militare.
Trecento persone, molti i residenti di Mattarello, alcuni con cartelli fai-da-te che esprimevano la contrarietà all’insediamento militare e alcuni che reggevano lo striscione di apertura con scritto "Difendiamo la nostra terra" e con disegnato il logo, ormai simbolo della battaglia dei no-base, che raffigura una simpatica vecchietta intenta a colpire - ovviamente con un mattarello! - la testa di un militare che assomiglia ad uno sturmtruppen.
Il corteo, che Franco Tessadri - portavoce del comitato - ha definito come "una passeggiata che ci permetterà di vedere lo scempio che vorrebbero fare della nostra terra", percorre inizialmente la direttrice della statale 12.
Il lato di questa strada, infatti, sarà il perimetro orientale della futura base militare e permette di capire l’ampiezza (30 ettari) della superficie che occuperà.
Per rendere l’idea, con le bombolette spray di colore rosso è stato scritto a caratteri cubitali sul fondo stradale "Inizio Base", per poi scrivere "Fine Base" dopo più di ottocento metri di percorso. Un tratto lunghissimo che segna un lato del perimetro che inizia a nord della rotonda di Mattarello per finire a pochi metri dalla concessionaria Dorigoni: una porzione importante di territorio che, se la base sarà costruita, diventerà una spianata di cemento su cui sorgeranno le caserme militari.
Il corteo-passeggiata si è poi inoltrato sulle stradine interpoderali della campagna di Mattarello, entrando sul terreno della futura base. “Su questa zona - fanno notare i residenti - i meleti non sono nemmeno stati potati, il raccolto dell’anno scorso giace a terra marcio, molte piante sono state sradicate”. "Questa visione di degrado - ci dice Marcella, una residente - spiega meglio di ogni altra cosa quale valore si perde se il progetto della base sarà messo in atto".
Si attraversa una bellissima zona coltivata a frutteto, tra i canali di irrigazione che incrociano gli appezzamenti di terra. "Una terra - afferma Stefano Bleggi del Centro sociale Bruno - che ci toglieranno per sempre se non partirà da qui un movimento di opposizione popolare a questo progetto militarista e nocivo che porterebbe un’ulteriore cementificazione del territorio".
Durante il percorso è stata registrata la solidarietà del proprietario di un vivaio che confinerà a nord con la base. "Nessuno - spiega ai manifestanti che lo circondano - è venuto qui a dirmi che avrò come vicini dei militari". Continua spiegando che “i proprietari di questi terreni hanno accettato di essere espropriati anche se i contadini che lavorano questa terra sono contrari”.
La camminata si conclude nell’area che costeggia la ferrovia, a est. Qui sono ammassati dei blocchi di porfido che serviranno a “sollevare” dal livello del terreno la costruzione delle caserme, una strategia ingegneristica che permetterà di evitare l’allagamento della struttura, essendo questa una zona paludosa. “Così dovrò comprarmi una barca – dice preoccupato un residente di Mattarello la cui abitazione sorge nelle vicinanze della futura base – perché con il rialzamento del livello e con trenta ettari di porfido non ci sarà il drenaggio del terreno”.
Negli interventi finali sono molti a chiedere di continuare con questa battaglia, di partecipare alla costruzione di una opposizione che ha come obiettivo quello di fermare il progetto della base militare di Mattarello.
Franco Tessadri ringrazia tutti “per una manifestazione che è riuscita al meglio”. Nonostante il tempo, infatti, trecento persone hanno dato il via ad una mobilitazione che tutti i partecipanti hanno giurato non si fermerà qui.

Ascolta le voci raccolte durante il corteo:

Franco Tessadri del Comitato contro la base dà il benvenuto all’inizio della manifestazione
[ audio ]

Alcuni residenti di Mattarello esprimono la propria contrarietà al progetto:
Marco [ audio ]
Fernando [ audio ]

Ornella e Enrico [ audio ]

Stefano Bleggi del Centro sociale Bruno
[ audio ]

Stefano Mayr di Mountain Wilderness invita tutti i partecipanti alla manifestazione di domenica 16 marzo per difendere la Val delle Lanze, contro la speculazione edilizia e la realizzazione di nuovi impianti da sci
[ audio ]

Link:
Leggi lo speciale: Mattarello si mobilita contro la base militare
Vedi il blog del Comitato contro la base