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31.3.10

Venerdì 9 Aprile: Muoversi nelle Alpi


In attesa di valutare il progetto provinciale di funicolare tra San Martino di Castrozza e Passo Rolle PrimieroViva offre un’occasione pubblica di aggiornamento e dibattito sulla mobilità possibile attraverso montagne e vallate alpine.

intervengono:
HELMUTH MORODER
vicepresidente di CIPRA International, direttore della Ferrovia della Val Venosta, presidente della Commissione ambiente e mobilità del Comune di Bolzano

MASSIMO GIRARDI
presidente dell’associazione Transdolomites per la mobilità e lo sviluppo sostenibile delle Valli di Cembra, Fiemme e Fassa - con il supporto di Marco Danzi, incaricato dello studio di fattibilità per il collegamento ferroviario Trento - Alba di Canazei

modera:
PIERANGELO GIOVANNETTI
direttore del quotidiano L'Adige

Venerdì 9 Aprile 2010 - ore 20:30
Sala Negrelli della Comunità di Primiero - Tonadico (TN)
Scarica e stampa la locandina dell'evento

10.9.09

Primiero: Licenziato operaio ambientalista


Da www.pragras.blogspot.com

Sono passati solo pochi giorni dal festoso raduno di Colbricon, da quando ci siamo trovati a “festeggiare” una bella vittoria, la decisione di ripensare il collegamento S.Martino-Passo Rolle e di escludere ogni sfregio della riserva integrale e del Colbricon.
Una “battaglia” che aveva visto la partecipazione di molte associazioni e comitati trentini e bellunesi e di molti cittadini.
A distanza di qualche giorno una pessima notizia ha guastato quel clima di festa e di entusiasmo... proprio oggi abbiamo saputo che l’amico BORTOLO ZAETTA è stato LICENZIATO!
Strana coincidenza questa prima azione del nuovo amministratore societario: LICENZIARE l’unico operaio della “Nuova Rosalpina” che abbia avuto il coraggio si dire apertamente NO al collegamento in riserva integrale. L’unico operaio che non ha sottoscritto la petizione “proposta” dai capi servizio. L’unico operaio che ha chiesto (a nome degli altri) se potevano ora essere pagati i mesi di stipendio sospesi, Bortolo era ed è socio della Nuova Rosalpina ed ha partecipato all'acquisto di nuove azioni al salvataggio della stessa
E’ un licenziamento che ci lascia molto molto perplessi e chiediamo con forza che SI FACCIA SUBITO CHIAREZZA e che vengano date tutte le spiegazioni del caso.
Non sono tempi “molto felici” per i componenti dei vari comitati (tra illazioni, accuse, qualche velata minaccia ecc..), ma crediamo sia vitale, soprattutto in questo momento, sostenerci vicendevolmente.

E’ per questo che diamo tutta la nostra solidarietà a Bortolo e agli amici del Primiero e cercheremo anche noi di esser presenti domani giovedì alle 17 sotto il faggio a Fiera di Primiero.

1.9.09

Dal Colbricon l'attesa dell'alternativa

COLBRICON - Descrivere la bellezza della riserva naturalistica di Colbricon a parole è togliere qualcosa al privilegio di starci con lo sguardo in volo dentro un orizzonte spettacolare. C'erano tutte le sigle ambientaliste, Mountain Wilderness, Italia Nostra, PrimieroViva, Genius Loci e comitato Pagras, ieri, per festeggiare la sospensione del progetto funiviario che sarebbe dovuto passare lassù, come ci indica Daniele Gubert di PrimieroViva puntando il dito alla cima della Cavallazza, con i primi piloni.
«Stiamo attendendo la definizione di nuove idee partendo dal fatto che da Colbricon non si passa - annuncia all'apertura del forum - ad ottobre chiederemo un confronto in Provincia per capire quale valutazione sia stata fatta all'alternativa di fare partire il collegamento dell'impianto da San Martino fino al Rolle. Speriamo di essere qui il prossimo anno a festeggiare l'archiviazione definitiva del progetto che ha riguardato Colbricon».
Interviene Nicola Chiavarelli con una nota di pessimismo: «Vorrei che ci fosse il coinvolgimento di tutti perché la Provincia non ci proponga una soluzione preconfezionata. Sono socio della Rosalpina e io, come tutti gli altri soci, ho sottoscritto l'aumento di capitale, perché Rosalpina spa è "nostra" e ci sentiamo responsabili. Potrei dire una responsabilità sociale a tutto tondo. Non vorrei che la sospensione del progetto fosse solo "«tecnica" in attesa che le varie società coinvolte ritornino all'attacco».
Flavio Taufer di Genius Loci spiega che la coscienza ecologista è un affare molto costoso: «Ci metti la faccia e impegno. Non è facile trovare persone che partecipino fattivamente, al di fuori delle solite sigle ambientaliste, ai progetti di difesa dell'ambiente». Il consigliere provinciale Roberto Bombarda , promotore della mozione per stop al collegamento, parla delle soluzioni prospettate: «Meno impattante è senza dubbio un impianto di risalita che una cremagliera. La politica questa volta si è mossa e lo ha fatto anche grazie al "fervore di pochi", rappresentata da una sinergia che è andata oltre le sigle ambientaliste locali».
Luigi Casanova di Mountain Wilderness non risparmia l'assessore provinciale agli enti locali Gilmozzi: «Ci ha suggerito di essere "pratici". Noi diciamo che non siamo pratici del caterpillar ma del piccone e della pala. E al governatore Dellai che ha definito gli ambientalisti "saccenti" alla cerimonia di consacrazione delle Dolomiti patrimonio dell'umanità rispondo che siamo tutti uomini umili in lotta per la salvaguardia di questo patrimonio che deve essere sì condiviso ma con un grande senso di responsabilità. Se la Provincia ci aprirà le porte siamo aperti a qualsiasi confronto».

di Nicoletta Brandalise, tratto da l'Adige del 31.08.09

29.8.09

Riserva del Colbricon: una bella vittoria!

Da Colbricon non si passa. Eccoci allora a festeggiare.

A 364 giorni dalla pacifica occupazione della Riserva Integrale di Colbricon, ci incontriamo per un solenne richiamo ai valori della montagna e per ribadire la necessita' di una maggiore attenzione al rispetto dei suoi tesori.

Genius Loci, una bella vittoria!
Da Colbricon non si passa. Eccoci allora a festeggiare.


Un angolo di paradiso al cospetto delle Dolomiti era minacciato da un progetto di collegamento funiviario deturpante, illogico e antieconomico. Dopo anni di lotte, di ricerca di dialogo, d'alleanze tra Associazioni e Comitati, il progetto sara' cancellato.
Un monito per la tutela dei sacri luoghi...
Dolomiti Patrimonio Universale dell'Umanita': una scommessa da vincere per il futuro!

Sabato 29 Agosto 2009 ai Bellotti (Lamon, BL)

C'e' posto per tutti.
Quattro passi a piedi e trascorriamo la giornata e la notte insieme.
Nessun problema per il pernottamento purche' provvisti di sacco a pelo o per chi vuole tenda e il necessario per la sopravvivenza.
Grande fuoco e note musicali.

Domenica 30 Agosto 2009 ai Laghetti di Colbricon (TN)

Dai Bellotti o da qualsiasi altro luogo convergiamo a Colbricon con ritrovo festoso dalle ore 10.00.
E' in programma una session acustica musicale aperta alla partecipazione...
ore 11:30: FORUM APERTO - il punto sulla situazione, prospettive, idee, suggerimenti.
A seguire pranzo al sacco con scambio e assaggio di prodotti e bevande DOC (chi lo desidera porti anche il necessario per un brindisi, strumenti musicali, striscioni, bandiere...)
La festa si svolgera' con qualsiasi condizione meteorologica.

Come arrivare e ulteriori informazioni: vedi volantino disponibile all'indirizzo:
http://www.primieroviva.it/files/G2009A5m.pdf [1.3 Mb]

15.7.09

No al collegamento funiviario San Martino / Passo Rolle


Iniziativa del Comitato e degli ambientalisti a tutela del Parco naturale

Questa mattina, in piazza Dante a Trento sotto il palazzo della Regione, una cinquantina di persone ha aderito all’appello promosso dal Comitato Primiero Viva per la salvaguardia del Parco naturale Paneveggio - Pale di San Martino che sarebbe sfregiato dall’impattante progetto di collegamento funiviario San Martino – Passo Rolle.

Il progetto, in cantiere da 10 anni, già in passato è stato contestato più volte dal comitato e dalle realtà ambientaliste trentine e bellunesi grazie anche alla mobilitazione diretta come il campeggio dello scorso anno con l’occupazione della riserva integrale del Colbricon.

Secondo Daniele Gubert, portavoce del comitato, “nonostante il largo dissenso della comunità del Primiero e le enormi difficoltà nel reperire i fondi necessari alla sua realizzazione, il progetto trova nella lobby degli impiantisti del Primiero, appoggiati dal Presidente della Provincia Dellai, gli unici sostenitori rimasti.”

All’interno del Consiglio provinciale però una mozione del verde Roberto Bombarda chiede la sospensione dell'iter del contestato progetto, per aprire finalmente un ampio e partecipato tavolo di confronto che individui soluzioni diverse, ambientalmente compatibili e specialmente sostenibili dal punto di vista economico.

Tra le varie realtà presenti e contrarie al collegamento (Mountain Wilderness, la SAT, Italia Nostra, WWF, Legambiente, il Comitato Prà Gras di Belluno), Officina Ambiente denunciava attraverso uno striscione come le Dolomiti, nonostante il riconoscimento di “Patrimonio dell’Umanità” da parte dell’UNESCO, non siano realmente considerate tali dalla Provincia di Trento che continua, imperterrita, in una politica miope di ampliamento delle aree sciabili favorendo, con lauti finanziamenti, gli impiantisti interessati a far diventare il Trentino un enorme “luna park” invernale.

Secondo Luigi Casanova, di CIPRA Italia, “siamo di fronte ad una vicenda Alitalia in salsa trentina che nasconde ai cittadini troppa ipocrisia. Siamo in presenza di un progetto, che in quanto tale non è sostenibile ed è privo di logica. Il collegamento avrà un senso solo se sarà attrezzato di una nuova pista, una pista che inevitabilmente sconvolgerà ogni assetto paesaggistico e storico dell’area di Colbricon. Il collegamento, come proposto, è anche un non senso in termini di mobilità alternativa. Ma è la parte finanziaria che deve preoccupare i cittadini trentini. Stiamo rischiando di avventurarci in una vertenza Alitalia di valle.”

La corrispondenza con Francesca Manzini di Officina Ambiente

13.7.09

Martedì 14 luglio: Presidio per la salvaguardia della Riserva di Colbricón

Officina Ambiente aderisce al presidio organizzato da Primiero Viva e invita tutti coloro, che credono realmente che le Dolomiti siano un patrimonio dell'umanità da difendere partendo proprio dal bloccare i progetti devastanti come questo, a fare altrettanto.
Di seguito l'appello.

Cari amici,

martedì 14 luglio sarà discussa in Consiglio provinciale una mozione di Roberto Bombarda che chiede la sospensione dell'iter del contestato progetto di collegamento funiviario tra San Martino di Castrozza e Passo Rolle, per aprire finalmente un ampio e partecipato tavolo di confronto sulle alternative possibili.

A sostegno di questa istanza chiamiamo a raccolta chiunque abbia a cuore le sorti della Riserva integrale di Colbricón e condivida le ragioni della nostra battaglia in favore del Parco naturale Paneveggio - Pale di San Martino.

L'appuntamento è a Trento, in p.zza Dante dalle ore 9:15 in poi per una pacifica manifestazione davanti al palazzo della Regione, con bandiere e striscioni.

Info:
l'ordine del giorno della seduta è disponibile qui.


PrimieroViva
Info: 335.1281488 e 347.7925717 + genius@alpz.net

30.6.09

Collegamento San Martino-Rolle, stop forzato

PRIMIERO - Senza i 5 milioni necessari, si faranno solo la ricapitalizzazione e la fusione

Progetto accantonato, non rinnegato. Ma almeno per ora, e certamente fino al 2010, non saranno intaccati i fianchi della Cavallazza, né sorvolata la cima del Colbricon per portare gli sciatori da S. Martino di Castrozza e Passo Rolle e viceversa. Dopo mesi di tira e molla, dopo aver giocato tutte le carte possibili per tentare di raggranellare i 5 milioni privati necessari ad attuare il protocollo d'intesa, il Cda di Nuova Rosalpina spa, gli impiantisti, gli investitori privati e la parte pubblica hanno finalmente preso atto che, per ora, il collegamento non si fa. Una vittoria almeno temporanea per gli ambientalisti e quegli imprenditori che non hanno condiviso fin dal principio il progetto, così come proposto. La svolta è di questi giorni: tra la Provincia e i protagonisti locali dell'operazione si sono tenuti molti incontri per verificare come uscire da una situazione difficile, salvando la Nuova Rosalpina e arrivando a fonderla con la Siati, senza stracciare il protocollo d'intesa. Alla fine, da parte della Provincia è arrivata la conferma che possono restare accantonati i dieci milioni di partecipazione pubblica previsti per la realizzazione del S. Martino-Rolle, mentre in valle Comuni e privati si danno da fare per ricapitalizzare Siati (operazione già a buon punto) e Nuova Rosalpina. In particolare, per quest'ultima, resta confermato quanto già stabilito nel protocollo: servono due milioni di euro d'immediata ricapitalizzazione, per evitare che i libri siano portati in tribunale. E questi soldi devono arrivare dagli imprenditori soci della spa. A questo proposito, il Cda ha scritto a tutti coloro che avevano firmato il modulo di preadesione alla ricapitalizzazione da 5 milioni, chiedendo di versare in tutto o in parte la cifra per cui si erano già impegnati. Ma aderiranno, i sostenitori del collegamento, ad una ricapitalizzazione che può sembrare la copia di quella già avvenuta cinque anni fa? Secondo il presidente della Comunità di Primiero, Cristiano Trotter , la situazione è diversa da allora, perché il protocollo resta confermato in tutte le sue parti. «Non è un salvataggio fine a se stesso - spiega Trotter -, ma mirato alla fusione delle società entro l'anno. Il progetto di fusione è pronto, la volontà di fare questo passo già manifestata dalle rispettive assemblee. La differenza rispetto a cinque anni fa è proprio questa: allora il progetto di fusione era campato in aria, oggi è concreto e preliminare ad un progetto di sviluppo». La ricapitalizzazione di Nuova Rosalpina spa è sempre più urgente. All'interno della società, in questi giorni, qualcuno ha iniziato a spingere per portare i libri in tribunale: l'ipotesi è quella di un fallimento pilotato per poi far rilevare la società da un pool di imprenditori motivati a rilanciarla. «Probabilmente, dal punto di vista meramente privatistico e industriale - commenta Trotter -, questa potrebbe essere una soluzione valida. Ma dobbiamo pensare che le società impiantistiche gestiscono buona fetta dell'economia della valle. E quindi non possiamo fare salti nel buio». Passeranno comunque molti mesi prima che si riparli di collegamento impiantistico in termini pratici. E il progetto, nel frattempo, potrebbe essere accantonato o modificato.

Mozione in aula il 14 luglio
Oltre al fallimento della raccolta di 5 milioni di capitale privato, sul progetto di collegamento impiantistico pesano decisioni politiche. Bisogna infatti vedere cosa accadrà in consiglio provinciale quando, il 14 luglio, sarà discussa la mozione presentata dal verde Roberto Bombarda, che mira a sospendere il progetto e ad aprire una fase di confronto per individuare soluzioni diverse, ambientalmente compatibili e sostenibili dal punto di vista economico. E chissà che anche il riconoscimento delle Dolomiti Patrimonio dell’Umanità, avvenuto ieri a Siviglia, non giochi una parte in tutto questo. In fondo, le Pale di San Martino, da ieri bene universale, sono così vicine...

L'Adige, 27 giugno 2009

22.6.09

L’Apt non «sale» sul collegamento

Non aderirà al protocollo d’intesa per l’impianto San Martino-Rolle

PRIMIERO - La decisione? Quella di non decidere. Troppo pochi, rispetto alla portata della scelta, i soci dell'Apt presenti l'altro ieri all'auditorium di Primiero. I soci dell'Azienda per il turismo San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi sono 409, in sala ce n'erano 107, con 31 deleghe. La decisione all'ordine del giorno, impegnativa e «politicamente» delicata, era quella di aderire al protocollo d'intesa per lo sviluppo del collegamento impiantistico San Martino-Rolle e la messa in rete delle aree sciabili, investendoci adeguate risorse finanziarie. Un protocollo che mobiliterebbe oltre 22 milioni di euro, in gran parte pubblici. Il guaio è che sui 5 milioni di capitale privato previsti, mancano all'appello 500 mila euro. Aggiungici il fatto che, ogni giorno che passa, crescono i dubbi non tanto sulla necessità del collegamento, ma sul come realizzarlo, cioè sul progetto proposto, e si intuisce subito che per l'Apt, pur chiarite le perplessità sulla possibilità giuridica di intervenire nella ricapitalizzazione di una società terza (Nuova Rosalpina spa), di una materia che scotta si trattava. L'Apt, spiega il presidente Antonio Stompanato , è stata stimolata ad intervenire con mezzi propri da Marino Simoni , sindaco di Transacqua, quindi da più di un rappresentante delle categorie economiche. Ne ha discusso prima il cda, dove i dissensi, con velate minacce di dimissioni in caso di adesione, non sono mancate. E saggiamente, il presidente ha suggerito di convocare l'assemblea dei soci. Ma il numero dei presenti ha condizionato il confronto e non si è andati a votazione. L'esito, per altro, sarebbe stato incerto, con il rischio di spaccature. Stompanato non ha nascosto la delusione e ha interpretato le assenze come non favorevoli a condividere il protocollo e l'eventuale partecipazione finanziaria al progetto da parte di Apt. «Non interveniamo quindi in questa fase» ha detto il presidente dell'Apt «e non facciamo nostro il protocollo, valutando un'altra scelta se si dovesse parlare in seguito solo di salvare e ricapitalizzare Nuova Rosalpina. Ci asteniamo dall'intervenire anche per salvaguardare l'integrità di Apt». In effetti, viste le difficoltà che incontra il progetto, la prospettiva di concentrare gli sforzi economici nel salvataggio di Nuova Rosalpina è lo scenario più concreto. L'ha fatto intendere anche il presidente della società impianti, Pierleonardo Bancher , presente in sala. Ma quante risorse servirebbero per ricapitalizzare la spa? «Due milioni di euro» ha risposto Alberto Scalet , vicepresidente di Nuova Rosalpina. La sollecitazione dell'Apt ai soci è di intervenire nel salvataggio della società, strategica per «vendere» la località nella stagione invernale. Simoni si è detto dispiaciuto, alla fine, che l'Apt non si sia messa in gioco, ma si è detto d'accordo sulla necessità di ristudiare il progetto di collegamento, anche per non vanificare lo sforzo fatto nella raccolta fondi. Sono intervenuti una quindicina di soci, tra cui Giacomo Simion e Daniele Gubert . Questi è stato chiaro: «Se si dovesse decidere di sospendere questo progetto di collegamento per trovare un'altra soluzione condivisa, sono disponibile a partecipare personalmente al salvataggio di Nuova Rosalpina».

L'Adige, 20.06.2009

Vedi anche:

Collegamento San Martino-Rolle

10.6.09

San Martino – Rolle...una vicenda Alitalia in salsa trentina

di Luigi Casanova
vicepresidente di CIPRA Italia

Cavalese, 7 giugno 2009.

Nei prossimi giorni il Consiglio Provinciale è chiamato a discutere una mozione presentata dal consigliere dei Verdi Roberto Bombarda riguardo il progetto di collegamento di San Martino di Castrozza all’area sciabile del passo Rolle. Il consigliere chiede una sospensiva del progetto e l’apertura di una fase di confronto (che gli ambientalisti stanno chiedendo da dieci anni e sempre negata dalla giunta Dellai) che individui soluzioni diverse, ambientalmente compatibili e specialmente sostenibili dal punto di vista economico.
La vicenda di questo collegamento nasconde ai cittadini troppa ipocrisia. Siamo in presenza di un progetto, che in quanto tale non è sostenibile ed è privo di logica.
Il collegamento avrà un senso solo se sarà attrezzato di una nuova pista, una pista che inevitabilmente sconvolgerà ogni assetto paesaggistico e storico dell’area di Colbricon. Il collegamento, come proposto, è anche un non senso in termini di mobilità alternativa. Ma è la parte finanziaria che deve preoccupare i cittadini trentini.
Stiamo rischiando di avventurarci in una vertenza Alitalia di valle.
Dei 25 milioni di euro del costo, ben venti saranno attinti dalle casse della Provincia. Agli operatori turistici del Primiero era stato chiesto di versare quanto rimaneva, cinque milioni di euro. Questi operatori hanno dimostrato di non credere alla operazione proposta, nonostante le pressioni subite, e così hanno evitato di versare le quote.
Quanto manca dei versamenti privati si è deciso di reperirlo presso enti pubblici, la società idroelettrica locale, dalla Azienda di promozione turistica, attraverso ulteriori versamenti dei comuni, e con il discutibile, dal punto di vista etico, intervento della locale cassa Rurale. Chi sostiene il progetto omette di chiarire come tutte e tre le società sciistiche locali rischino la procedura fallimentare, abbiano dimostrato nell’arco di dieci anni totale incapacità nel rendere sostenibile la locale industria dello sci.
L’indebitamento complessivo sfiora ormai i venti milioni di euro, quanto proposto è un passaggio da irresponsabili. Si omette di informare che non appena costruito il collegamento sarà necessario pensare alla nuova pista (altri dieci milioni di euro) e in tempi brevi si dovrà mettere mano alla riqualificazione strutturale di tutto il sistema, dalla Tognola agli impianti di Ces.
La spesa prevista in cinque anni è di ulteriori 30 milioni di euro. Sono cifre da capogiro e tale situazione deficitaria, tale assenza di informazione corretta verso noi utenti che paghiamo le tasse, è inaccettabile.

Per questo motivo è necessario che i consiglieri provinciali, tutti, riflettano. In Primiero gli operatori turistici seri ammettono l’inutilità del collegamento proposto, sanno che il nodo del problema risiede nella incapacità imprenditoriale degli amministratori delle tre società, sa che il turismo, specie estivo, ha bisogno di ben altre proposte e specialmente vive di paesaggio e di natura, di investimenti culturali nel parco.
Tanti operatori turistici del Primiero sanno che l’operazione sarà solo un primo salasso di soldi pubblici e che in tempi molto brevi sarà necessario ricorrere ad ulteriori aumenti di capitali. Proprio la delicatezza della situazione, sia economica che ambientale, impone una riflessione più seria e completa sulla intera operazione.
Sono questi i motivi che portano noi ambientalisti a sostenere con forza la proposta di sospensiva avanzata dal consigliere Bombarda, una proposta che nasce dal buon senso e dalla necessità di un coinvolgimento più trasparente di tutti i soggetti interessati alla gestione corretta di un territorio tanto delicato e affascinante.

DIFFUSO DAL COMITATO PRIMIERO VIVA

Vedi anche:
collegamento San Martino-Rolle

9.4.09

Primiero: in consiglio comunale nove no al protocollo

FIERA DI PRIMIERO - Si è sfiorata l'unanimità, per affossare il protocollo d'intesa sulle aree sciistiche con il quale si vuole dare ossigeno alle moribonde società impiantistiche di Siati e Rosalpina, portandole alla fusione, e realizzare il collegamento con passo Rolle.
Il consiglio comunale di Fiera di Primiero - usciti dall'aula il sindaco Daniele Depaoli (vicepresidente di Siati), l'assessore Erwin Filippi e il consigliere di maggioranza Luigi Boso (coinvolti nello studio d'impatto ambientale) - non ha avuto dubbi: questa impostazione del problema non funziona, per un sacco di motivi. Da ottobre se ne discuteva, mai però si era arrivati a una presa di posizione finale.
Degli undici rimasti in aula, solo due, Giuliano Gubert della maggioranza e Giuliano Baggetto del gruppo di minoranza, hanno votato a favore del protocollo. Nessun astenuto, tutti gli altri nove sono contrari. Era nell'aria; anche se non in termini così perentori.
La piccola ma centralissima Fiera, ultima a dover deliberare su questo argomento, rischia con questa sua mossa di rilanciare in un'altra ottica l'intera questione, dando forza a quelle contestazioni al progetto finora rimaste nel limbo o esplicitate solo per bocca di un pugno di contrari. Al di là del risultato finale della votazione, pesa il documento sottoscritto dai cinque membri della maggioranza: il vicesindaco Francesca Franceschi , l'assessore Giacomo Simion e i consiglieri Riccardo Debertolis, Fiorella Broch e Stefania Lott .
È una disanima a tutto tondo, che contesta un tale impegno finanziario (22 milioni complessivi) in un momento di crisi, i costi di gestione sommati al forte indebitamento, la poco condivisione al progetto da parte di molti operatori economici della valle e l'etichetta di «mobilità alternativa» appiccicata al progetto. Per non parlare dell'ormai nota questione ambientale.
«Siamo favorevoli al collegamento, ma non a quello ipotizzato da tale protocollo. Ci auguriamo che la Comunità di valle consideri altre possibilità meno impattanti, più economiche e condivise». La stessa conclusione che era stata ipotizzata dai Comuni per bocca del presidente del comprensorio Cristiano Trotter a maggio scorso, in occasione dell'assemblea di Rosalpina, e che aveva scatenato la veemente reazione dei privati. Anche la minoranza di Bruno Simion , escluso come detto Baggetto, è su questa linea; rimarca «l'assenza di un progetto unitario di messa in rete delle aree sciistiche», sottolinea «le criticità dell'attuale soluzione progettuale e la mancanza assoluta nel protocollo di interventi infrastrutturali e di servizi primari necessari alla località di San Martino di Castrozza». A latere, la posizione del primo cittadino che se avesse potuto votare avrebbe detto «sì» al protocollo.

Fonte: l'Adige del 9.04.09

24.10.08

Comunità autonome e patti territoriali: la terza giornata di Costruire Autonomia

La rassegna di incontri e dibattiti, svoltasi al Centro sociale Bruno e intitolata "Costruire Autonomia", si conclude con la giornata "Comunità autonome e Patti territoriali". Un approfondimento sul territorio e sul movimento che ha visto la partecipazione di molti comitati trentini e delle comunità in lotta di Vicenza e Chiaiano.

Stefano Bleggi, del Centro sociale Bruno, introduce l’assemblea della mattinata "Patti territoriali, nuove reti per la costruzione di lotte comuni".
Nella prima parte dell’incontro ciascuna realtà narrerà brevemente la propria esperienza locale, per poter conoscere i diversi comitati che si sono creati in Trentino. All’assemblea partecipano anche i comitati del bellunese e dell’alto vicentino.
L’intervento di Virgilio Rossi e Marco Osti dalla Val di Non. Il Comitato contro i pesticidi ha svolto molte ricerche scientifiche e approfondite rispetto ai danni causati dai pesticidi alle persone, al terreno, a tutto l’ecosistema.
Il lavoro portato avanti dal Comitato consiste in raccolte firme, mobilitazioni, formazione tecnico-legale, ma è ostacolato dal Consorzio Melinda.
Il Comitato chiede che le regole vengano rispettate: se i pesticidi utilizzati sono velenosi, la Melinda si deve preoccupare che le persone non vengano intossicate.
Tiziano del Comitato Prà Gras di Fonzaso (BL) spiega che il comitato è nato come uno spazio aperto contro l’insediamento di una fonderia nel mezzo delle case, causa di malattie alle vie respiratorie.
Il lavoro fondamentale del comitato consiste nell’informare i cittadini, attraverso volantinaggi porta a porta e attraverso incontri con altri comitati.
Roberto Segalla del comitato di Schio contro l’inceneritore.
Nonostante qui la raccolta differenziata funzioni molto bene, è stato approvato un piano per raddoppiare la portata dei rifiuti da incenerire, il tutto in modo arrogante e senza consultare i cittadini, i quali chiedono che non sia l’incenerimento il metodo utilizzato per smaltire i rifiuti.
Il comitato si riunisce insieme al comitato di vigilanza e ai Genitori Preoccupati per creare una mobilitazione popolare.
Lorenza Erlicher fa parte del comitato contro la base militare di Mattarello, vicino a Trento, e ripercorre le ultime iniziative e mobilitazioni contro la costruzione della base, dalla presentazione di un contropieghevole che spiega le ragioni del no, illustra come la base ospiterà militari professionisti e svela i reali costi molto elevati delle strutture, fino alla recente manifestazione del 4 ottobre nelle strade di Trento.
Daniele Gubert del Primiero: qui è nato un comitato che è riuscito a fermare il progetto della diga in Val Cortela e del campo da golf in Val Canali e attualmente è impegnato a fermare un altro progetto idroelettrico.
Si batte inoltre contro la devastazione della riserva integrale Paneveggio - Pale di San Martino, che vuole essere cancellata per costruire un assurdo sistema di funivie, che deturperebbero il bellissimo paesaggio dei Laghetti di Colbricon.
Rispetto a questo il Comitato PrimieroViva sta preparando un dossier da presentare a Bruxelles.
Arturo e Francesca Manzini di Folgaria spiegano la situazione di questa zona: l’industria dello sci progetta impianti di risalita per 70 milioni di euro, causa di enormi consumi idroelettrici e che andrebbero a devastare l’unica porzione dell’altopiano ancora non invasa da piloni e cemento.
Qui si è creato un movimento di opposizione a queste problematiche, che intende ribellarsi al forte clima di controllo sociale imposto dal Comune e favorevole invece ad uno sviluppo sostenibile del territorio.
La seconda parte della mattinata continua con un giro di voci dei comitati presenti per presentare proposte concrete di mobilitazione e per creare una nuova rete di comitati.
Sono intervenuti: Gianfranco Poliandri del Comitato No Tav del Trentino, Federico Zappini del Centro Sociale Bruno, Maurizio Barrella di Officina Ambiente, Roberto Segalla del Comitato di Schio contro l’inceneritore, Sergio Deromedis del Comitato contro i pesticidi in Val di Non, Tiziano Comitato Prà Gras di Belluno, Antonio Marchi di Officina Ambiente.
Le conclusioni di Stefano Bleggi del Centro sociale Bruno.

“Tre aspetti importanti sono emersi: il primo è una visione comune che il comitato non può bastarsi e divenire così una realtà autoreferenziale, ma deve essere un luogo inclusivo di nuova partecipazione e di lotta;
l’altro aspetto è quello che i comitati non possono essere legati semplicemente a dei “No” ma propensi anche alla definizione e costruzione di proposte alternative;
l’ultimo riguarda la volontà di divenire un’altra istituzione a salvaguardia dei beni comuni.
Da qui la proposta di creare un patto territoriale, una rete di solidarietà per costruire dei percorsi comuni, con la voglia di rivedersi, scambiarsi stimoli e suggestioni e far partecipare altri comitati a questo percorso comune.”

Vedi anche:
Ambiente e devastazione: la prima giornata di Costruire Autonomia

7.10.08

Collegamento San Martino-Rolle: ecco due milioni di €

Primiero. Dalla giunta provinciale ai comuni per allargare la partecipazione in SIATI

Nel lungo elenco di cifre, spesso robuste, dei finanziamenti concessi ai comuni sul Fondo per lo sviluppo locale, nell'ultima seduta della giunta provinciale, una riguarda il Primiero: due milioni di euro che verranno erogati ai municipi della valle per aumentare le quote di partecipazione nella SIATI. È, in buona sostanza, un altro passo avanti finanziario per arrivare alla realizzazione dell'ormai famosissimo collegamento San Martino di Castrozza - passo Rolle. La ripartizione delle quote del finanziamento provinciale è direttamente proporzionale all'interesse che i comuni del Primiero hanno nel potenziamento delle aree sciabili. In buona sostanza la somma concessa dalla giunta provinciale cresce con la vicinanza geografica a San Martino di Castrozza. I comuni di Fiera di Primiero, Siror, Tonadico e Transacqua ricevono, per metterli in SIATI, 390 mila euro ciascuno; il comuni di Imer 220 mila; quello di Mezzano 200 mila euro; Sagron Mis 20 mila. Insomma, è un cerchio che si allarga e va dalle località più influenzate dall'economia dello sci a quelle meno «toccate». Nella delibera che apre la strada a questo corposo finanziamento si ricorda che il collegamento è stato approvato, il 10 settembre scorso, dalla Commissione tecnica per il turismo. Quindi, la giunta provinciale su questo progetto va avanti, come si dice, senza indugio alcuno. Il nuovo collegamento funiviario viene considerato dalla giunta Dellai descisivo. Testualmente nella delibera si afferma che è «di «fondamentale importanza la messa in rete delle aree sciabili di San Martino di Castrozza e di Passo Rolle per le quali si assiste ad una mobilità di interscambio esclusivamente stradale che limita fortemente il potenziale delle aree sciabili complessivamente considerate».

L'Adige, 07/10/2008

16.9.08

Primiero : approvato dal Comitato per l'ambiente il progetto di collegamento

Pubblichiamo di seguito l'articolo apparso su L'Adige che riporta la notizia della dichiarazione di compatibilità ambientale ricevuta lo scorso 10 settembre dal progetto di collegamento sciistico San Martino di Castrozza-Passo Rolle che andrebbe a devastare con tralicci alti 30 metri la riserva integrale Paneveggio-Pale di San Martino.
E' l'ennesima dimostrazione di come la procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale non serva a verificare realmente la qualità dei progetti né per contenere i loro effetti negativi sull'ambiente. Infatti, esaminando le norme nazionali e della nostra provincia che disciplinano la VIA, risulta evidente come sia la fase istruttoria che quella decisionale siano costruite in modo da far prevalere sempre e comunque le decisioni politiche a dispetto di qualsiasi evidenza tecnica sull'incompatibilità del progetto.
E' nostra convinzione che sarebbe tempo che i movimenti di opposizione alle tante nocività che minacciano i nostri territori smettessero di dare credito al Comitato Provinciale per l'Ambiente che, nei fatti, non valuta i progetti dal punto di vista degli effetti negativi, ma si mette a disposizione delle decisioni politiche della Giunta Provinciale. Crediamo che un primo passo in questa direzione potrebbe essere il fatto di non inviare più agli uffici della VIA durante la fase istruttoria le osservazioni allo studio di impatto ambientale.

Colbricon: ora c'è il via libera


Che il «sì» politico sia in qualche modo scontato, è chiaro da tempo: l'impegno del presidente della Provincia, Lorenzo Dellai, e dell'assessore all'ambiente Mauro Gilmozzi, a sostegno del progetto di collegamento impiantistico tra San Martino e il Rolle è già stato dichiaratamente esplicitato agli amministratori pubblici del Primiero. Da ieri, però, c'è anche il «sì» tecnico, quello del Comitato provinciale per l'ambiente che ha dato il proprio benestare - tecnico, appunto - al progetto, al termine della procedura di valutazione di impatto ambientale. Un «sì» accompagnato da quattordici prescrizioni, che non mutano la sostanza del progetto ma «impongono» una mitigazione dell'impatto delle future opere. Un «sì» espresso a maggioranza, perché i tre rappresentanti esterni del Comitato (l'ingegner Marco Frenez per le associazioni ambientaliste, il direttore del Museo di scienze naturali Michele Lanzinger e il professor Giuliano Ziglio della Facoltà di Ingegneria di Trento) hanno espresso la loro contrarietà. Lanzinger, in particolare, ha ricordato la valenza dei siti archeologici della zona. Un «no» che resta agli atti, ma che non ha pesato sulla valutazione finale positiva di tutti i servizi provinciali coinvolti. Soprattutto quella del Servizio conservazione naturale e valorizzazione ambientale, che ha ritenuto accettabile la valutazione di incidenza sui Sic (siti di importanza comunitaria), e della «Tutela del paesaggio», che ha considerato il progetto proposto meno impattante di altre soluzione alternative, come il tracciato di collegamento lungo la Val Cismon, suggerito dalle associazione ambientaliste. I quattro tralicci, pur alti oltre trenta metri, sul crinale fra i laghi di Colbricon e la Val Cismon saranno, a giudizio del Servizio urbanistica e tutela del paesaggio, meno «pesanti» per l'ambiente rispetto ad un numero maggiore di piloni a sostegno di un impianto realizzato nel fondovalle. Né rappresenteranno una intollerabile alterazione della visuale sulle Pale di San Martino ad est ed il Lagorai ad ovest. Ed è pure stata accolta la «filosofia» del progetto che configura il tracciato funiviario come sistema integrato di trasporto pubblico, alla stregua del progetto Pinzolo-Campiglio, con tanto di beneficio, in termini di maggiore sostegno finanziario della Provincia, per le esangui casse delle società impiantistiche proponenti. L'ingegner Frenez ha tentato, senza successo, di argomentare che la stazione di partenza sarà assolutamente decentrata rispetto al paese di San Martino), tanto che l'utenza sarà costretta a salire su altri due impianti (uno, in futuro) per arrivare a Malga Ces. Ha spiegato, nella sostanza, che si tratta di un impianto funzionale alle società impiantistiche, cioè alla stagione invernale, non ad una mobilità alternativa per il Rolle.

Gubert: "obbedito agli ordini"
«Siamo molto delusi, ci aspettavamo almeno un rinvio a dopo le elezioni. Tra l'altro il collegamento è stato voluto da categorie di centro destra. E così, avuto il regalo da Dellai, ora sono libere di votare per il centro destra». Daniele Gubert di Primiero Viva, commenta così il sì al collegamento S.Martino - Rolle dato dal Comitato per l'ambiente. Via libera, dice Gubert, tutto politico. «Hanno obbedito ad un ordine politico. Inoltre, un ruolo fondamentale - dice - è stato giocato dal consigliere Marco Depaoli , basti dire che suo nipote è il presidente del Parco e suo cognato il presidente del Comitato per l'ambiente». E adesso? «Faremo ricorso all'Unione Europea».

1.9.08

Colbricon: no alla politica che impone

Duecento alla protesta: "Progetto illegale, l'Europa lo fermerà"

Sul crinale che sovrasta i laghi di Colbricon, hanno issato palloni colorati, due V rovesciate alte una quarantina di metri per far vedere a chi era rimasto sulle sponde del lago come apparirebbero i piloni dell'impianto di collegamento tra San Martino e Rolle. D'acciaio, non lievi come palloncini. Dopo la notte in tenda, ieri sulle sponde dei due specchi c'erano un centinaio di persone, in rappresentanza di 15 associazioni ambientaliste e d'impegno civico, a dire no a quei piloni. Con la presenza, fuori programma ma ben accolta, del presidente della Nuova Rosalpina spa Pierleonardo Bancher e del presidente del Comprensorio Cristiano Trotter («sono qui per rappresentare tutta la comunità: ascolterò, ma non parlerò»). Illegale, fallimentare, impattante. Tre gli aggettivi spesi più di altri, per descrivere il progetto portato avanti dal Consorzio impianti a fune. A sottolineare il contrasto con le normative italiane ed europee in materia di zone protette sono stati Paolo Mayr (Italia Nostra) e Walter Bonan , ex presidente del Parco delle Dolomiti bellunesi e delegato di Federparchi: «Questo intervento è illegale - ha detto Bonan - perché in riserva integrale del Parco dove non può essere costruita alcuna struttura. Le normative sono chiarissime e se qui si proverà a dare parere favorevole, ci sarà l'Unione europea a non fare sconti». D'accordo anche il direttore del Parco di Paneveggio, Ettore Sartori , che proprio su questo aspetto ha basato il proprio parere negativo sul progetto e che ieri, unico rappresentante del Parco (non c'era nessuno della giunta, né del comitato di gestione), è salito a Colbricon per ascoltare. Ma non c'è solo l'aspetto delle normative, dell'impatto né dei cospicui finanziamenti pubblici attesi per realizzare l'impianto, che molti definiscono «un debito futuro colossale». C'è anche una preoccupazione relativa al fatto che, se per l'industria dello sci ci sono sempre soldi (Francesca Manzini di Officina Ambiente ha ricordato che Trentino Sviluppo spa spenderà il 51% del suo budget triennale per sostenere società impiantistiche), per quella dei saperi, della cultura, della conservazione della montagna non ce n'è mai. Ne hanno parlato Gigi Casanova , Cipra Italia, e Toio de Savorgnani , vicepresidente di Mountain Wilderness. Non ci sono soldi, forse perché non ci sono interessi forti? L'avvocato Giorgio Leitempergher ha risposto al dubbio: «Impiantistica significa speculazione edilizia, perché nessuna società è in grado di finanziare da sé nuovi impianti e dunque ha bisogno di investitori interessati». Una preoccupazione manifestata, paradossalmente, dallo stesso presidente di Nuova Rosalpina spa, nel suo intervento a favore del progetto: «Rispetto le vostre idee - ha detto Bancher - ma vorrei che veniste anche a S. Martino a difendere i prati dagli speculatori: perché dove sono stati tolti impianti dismessi, sono sorti residence e seconde case». Ma l'urgenza di chi ieri era a Colbricon è un'altra: far capire a chi dovrà decidere se dare o no il via libera all'impianto che le scelte non si calano dall'alto, che si discutono coi cittadini. «Basta con questa politica, basta coi tavoli di confronto fasulli - ha detto Stefano Mayr -. Basta con chi dice che tanto è tutto già deciso, qualunque cosa diciamo». Ad affermare la necessità di una nuova politica condivisa sono stati tanti: quelli contro gli impianti di Lastebasse, di Tremalzo, i comitati veneti, i No Tav e quelli che si oppongono alle nuove caserme a Mattarello. Francesco Borzaga (Wwf) è stato tagliente: «Non si portano avanti questi progetti sotto la bandiera del centrosinistra». Gli ha fatto eco Francesco Porta, di Rifondazione comunista di Fiemme (presente con il consigliere provinciale Agostino Catalano). E de Savorgani ha ricordato che Riccardo Illy , proprio per esser passato sopra la testa della sua gente, non è più governatore del Friuli.

"Rete" ambientale
Forse, il risultato più importante della manifestazione a Colbricon è la nascita di una rete tra le 15 associazioni presenti, che d'ora in poi si terranno in contatto anche per programmare iniziative comuni. La prima potrebbe essere una protesta sotto gli uffici della Valutazione d'Impatto Ambientale, a Trento. L'idea è stata lanciata da Francesca Manzini, di Folgaria: "Dobbiamo far sapere alla gente cosa c'è dietro le decisioni della VIA: i politici".

L'Adige, 01/09/2008

27.8.08

30-31 agosto: manifestazione contro il collegamento San Martino-Passo Rolle

PrimieroViva organizza per il 30 e 31 agosto una grande manifestazione presso i Laghetti di Colbricón, nel cuore del Parco Naturale Paneveggio - Pale di San Martino [Trentino, Italia].

Questo angolo di paradiso al cospetto delle Dolomiti è minacciato da un progetto di collegamento funiviario deturpante, illogico e antieconomico, pagato per più di due terzi con soldi pubblici e spacciato come unica soluzione alla crisi del turismo invernale del comprensorio.
Ci incontriamo per ribadire la necessità di una maggiore attenzione per la montagna, il suo ambiente, le sue genti... per costituire un'alleanza contro la svendita del territorio, gli sprechi, le rapine e le imprese fallimentari!
Programma di massima
• Sabato 30 agosto - pomeriggio: arrivo e occupazione pacifica della riserva integrale
• Sabato 30 agosto - sera: incontro, musica, silenzi, parole...
• Domenica 31 agosto - mattino (ore 11:00): GRANDE FORUM APERTO

Come arrivare ai laghetti di Colbricón:
Da Passo Rolle
• Parcheggio al Passo o in prossimità della Malga
• Sentiero per i Laghetti alla base dell'impianto "Paradiso"
• Percorso facile e semipianeggiante [ca. 45 min.]
Disponibile Joëlette per facilitazione trasporto disabili
Da San Martino di Castrozza
• Portarsi in zona Cés, parcheggio piazzali bassi (no Malga Cés)
• Salita per il sentiero sul versante sinistro della Val Bonetta [ca. 60 min.]

Cosa portare:
Il necessario per la sussistenza. Per chi intende trascorrere la notte in quota: tenda e abbigliamento adatto (ca. 2.000 m. slm), strumenti di illuminazione.

La manifestazione è aperta a tutti e si svolgerà sotto qualsiasi condizione meteorologica.

Hanno finora aderito:
Comitato per la Difesa del Torrente Vanoi e delle Acque Dolci, AlterPan, Officina Ambiente, Dolomiti Toxic Tour, Agenda 21 di Primiero, Cipra Italia, WWF Trentino Alto Adige, Legambiente Trentino, LIPU, Mountain Wilderness Italia, SAT - Società degli Alpinisti Tridentini, Italia Nostra sez. Trentina, Comitato Prà Gras - Fonzaso (BL).

Approfondimenti sul progetto di collegamento "San Martino di Castrozza - Passo Rolle":
[ Visita ] il sito dell'associazione PrimieroViva
[ Guarda ] il filmato sui laghetti di Colbricon

24.8.08

Verso la manifestazione del 30 e 31 agosto: No allo stupro del Colbricon

Venerdi mattina, 20/08, uno striscione svettava sopra la galleria Pedesalto a Fonzaso (BL), lungo la strada che va verso il Primiero. Inequivocabile la scritta: “NO ALLO STUPRO DEL COLBRICON" a firma del dolomiti toxic tour.

Un chiaro riferimento allo scellerato progetto di collegamento funiviario deturpante, illogico e antieconomico, che minaccia una delle ultime zone incontaminate del Primiero.

Purtroppo a mezzogiorno non c’era più, rimosso dalle forze dell’ordine con la solita solerzia: a senso unico, visto che quando si tratta di coperture in amianto (tonnellate nei nostri territori), di forni fusori illegali e “legali” (Metalba a Fortogna e Sapa a Feltre, per citarne alcuni), e mille altre nocività… chi decide chiude gli occhi. L’importante è nascondere la realtà, spacciare per vera l’immagine delle Dolomiti belle e incontaminate… una merce come tante altre, da vendere e spendere.

Pertanto è ancora più importante rilanciare l’invito che ci giunge da PrimieroViva per l’occupazione pacifica della riserva integrale del Colbricon, il 30 e 31 agosto, contro l’outlet della montagna, gli sprechi le rapine e le imprese fallimentari.

Dolomititoxictour

8.8.08

Primiero. Manifestazione il 30 e 31 agosto, come sette anni fa

Collegamento San Martino-Rolle, a Colbricon per dire «no»

Era il 27 agosto 2001, saranno il 30 e 31 agosto 2008. La storia si ripete e ha ancora per protagonisti il collegamento impiantistico tra San Martino di Castrozza e Passo Rolle, che dovrebbe sorvolare i laghetti di Colbricon nella riserva integrale del Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino, e i cittadini ambientalisti che, alla fine di questo mese come alla fine di agosto di sette anni fa, si ritroveranno intorno ai laghetti per dire «no» alla costruzione dell'impianto. La manifestazione in difesa dell'area naturalistica e archeologica del Colbricon è stata decisa lunedì da Primiero Viva, l'associazione che ha i propri punti di riferimento in Daniele Gubert (membro del Comitato di gestione del Parco) e Flavio Taufer. Questa volta, cittadini e ambientalisti, tesserati o solo simpatizzanti delle associazioni Italia Nostra, Wwf e Mountain Wilderness dormiranno anche, ai laghetti, inscenando una sorta di sit-in in difesa dell'area e violando appositamente i divieti di campeggio, vigenti proprio perché area di riserva integrale. Il rischio sarà una multa di 120 euro. Ambientalisti sanzionati per una nottata in tenda, impiantisti «premiati» dai contributi provinciali? Questo è il paradosso che sarà messo in luce con la manifestazione, i cui contenuti sono in fase di definizione. Ma si raccolgono ancora adesioni, che potrebbero veder apparire ai laghetti insospettabili amministratori di Primiero: un sindaco ieri ha detto che col pensiero ci sarà, anche se fisicamente forse no.

L'Adige, 08/08/2008

28.3.08

San Martino-Rolle, no alla funivia

Ambientalisti e cittadini: “Colbricon, un paradiso”

TRENTO - Si allarga il fronte dei contrari al collegamento impiantistico San Martino-Passo Rolle. Contro il progetto, all’ufficio Via sono depositate anche le osservazioni di Italia Nostra, Legambiente e Wwf e quelle di un gruppo di cittadini del Primiero («Primiero viva»). Osservazioni tutte fortemente negative, illustrate ieri a Trento fra preoccupazione per «un clima quasi intimidatorio» (come ha denunciato l’architetto Nicola Chiavarelli) e amarezza per il «silenzio assordante» dei politici sull’impianto in una riserva integrale del Parco, in un Sic e in uno degli scenari più celebri delle Alpi. «Il Parco perde credibilità se le riserve integrali vengono cambiate per far posto alle funivie».
La funivia. Per le associazioni, sarebbe esposta da qualsiasi punto di visuale circostante, per 2/3 della lunghezza in riserva integrale e per il resto in riserva controllata, «con evidente contrasto con le finalità del Parco stesso».
Il sovrappasso. «Estremamente impattante per chi si affaccia alle visuali, verso il Cimon della Pala o verso le foreste di Paneveggio».
Previsione economica.
«Primiero Viva» cita «l’indebitamento importante delle società impiantistiche per un totale di oltre 25 milioni di euro», la loro frammentazione, il «pesante intervento finanziario pubblico a sostegno di un solo comparto (15 milioni di euro circa per il progetto, 20-25 per il quadro programmatico)», la «non adeguata responsabilizzazione del sistema turistico che gode dell’indotto (8 volte quello degli impianti - ha detto Daniele Gubert - ma non c’è compartecipazione alle spese delle società impiantistiche)». E il 60% delle presenze in Primiero è estivo.

I timori. Sono quelli che poi, dal Rolle, ci si voglia collegare a Passo Valles, «vecchio sogno di 20 anni fa». Di mezzo c’è la Val Venegia, altro gioiello del Parco, anzi delle Alpi.
La politica.
Due domande alle quali va data una risposta seria: «Perché la giunta del Parco non entra nel merito del progetto? Perché di fronte ai cambiamenti climatici si finanziano queste cose?».
L’alternativa. Per gli oppositori c’è, ed è lungo la Valle del Cismon: «Con impianti di ultima generazione come la monorotaia - suggerisce Primiero Viva - con caratteristiche di economicità e di reale funzionalità. Possibilità espressa anche dal piano di Parco in vigore». Le associazioni ambientaliste annunciano una dura battaglia, anche in sede europea se necessario. A giudizio di Paolo Mayr (Italia Nostra), Francesco Borzaga (Wwf) e Alberto Inzigneri (Legambiente): «Il 66% di contributi pubblici previsti supera il parametro del 45% fissato dall’Europa. E i contributi non si possono sommare all’intervento di Trentino Sviluppo spa e ai fondi dati ai Comuni affinché entrino nelle società impiantistiche». «Per circa 1600 dei 2500 metri l’impianto è in riserva integrale. Il Piano urbanistico provinciale non lo prevede, dunque andrebbe cambiato. C’è poi la zps Lagorai Paneveggio (zona a protezione speciale), dove va rispettato il Decreto del 17 ottobre 2007». È il decreto ministeriale sulla Rete natura 2000 con i criteri minimi di conservazione di zsc e zps. Mayr: «All’articolo 5 dice che non si possono realizzare impianti a fune se non sono già stati previsti e non è stata acquisita la valutazione di incidenza prima della data del decreto». Le conclusioni di «Primiero Viva» sono eloquenti: «L’area compresa tra i laghi di Colbricon e la Cavallazza rappresenta un santuario alpino di rara bellezza, un capitale ambientale per il futuro. Se verrà assoggettata all’esclusivo sviluppo impiantistico ciò equivarrà a infrangere l’ultima ragionevole barriera per sostenere i valori di eccellenza distintivi del territorio».

L’Adige 12/03/2008