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6.3.10

Sabato 6 marzo: Acqua in borsa! La situazione in Trentino

Sabato 6 marzo 2010 ore 15.00

Sala di rappresentanza del consiglio regionale, piazza Dante - Trento

Acqua in borsa!
Servizi idrici in mano al mercato.
La situazione in Trentino.

Ne parliamo con il Comitato Trentino Acqua Bene Comune

Interverranno:

- Alberto Lucarelli, Ordinario di Diritto Pubblico presso l' Università di Napoli Federico II

- Severo Lutrario, Forum italiano dei movimenti per l'acqua

Coordina e introduce Francesca Caprini, Comitato Trentino Acqua Bene Comune

Nel seconda parte del convegno sono invitati ad intervenire Sindaci, amministratori, rappresentanti di associazioni ed enti locali che negli anni si sono impegnati nella salvaguardia dell'acqua come bene comune e della sua gestione pubblica.

Il Parlamento ha appena approvato norme per la privatizzazione definitiva dei servizi idrici in Italia. Ci aspettano tariffe più alte, meno investimenti, più licenziamenti, ma alti profitti per i gestori. Il Trentino, a suo modo e in silenzio, partecipa a questo processo.



Verso la manifestazione del 20 marzo 2010 - convocata a Roma da parte del “Forum Italiano dei movimenti per l'acqua” - “Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, della biodiversità e del clima, per la democrazia partecipativa”.
info: 3289173733 - yabastatrento@gmail.com

5.3.10

Comunicato stampa del convegno "Acqua in borsa"

Il 6 marzo a Trento c’è “Acqua in borsa! Servizi idrici in mano al mercato. La situazione in Trentino”: un convegno, un incontro fra cittadini consapevoli, un dibattito, le proposte.

Saranno ospiti Alberto Lucarelli, ordinario di diritto pubblico presso l’Università di Napoli Federico II, e Severo Lutrario, del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Si parlerà della situazione delle gestioni idriche a livello nazionale e si cercherà di fare chiarezza su quella in Trentino. Si parlerà inoltre delle iniziative in Italia e in Trentino contro la privatizzazione della gestione dell’acqua e anche della manifestazione nazionale per l’acqua pubblica in programma il 20 marzo a Roma.

Alle ore 15.00 presso la Sala di Rappresentanza del Consiglio regionale, in Piazza Dante a Trento. Organizza il Comitato Acqua bene Comune di Trento.

Il 18 novembre 2009 il Governo privatizza, attraverso l’approvazione del decreto Ronchi, la gestione dell’acqua in Italia. I territori, gli enti locali, le associazioni, i movimenti, la gente comune, esprimono il proprio netto rifiuto alla mercificazione dell’acqua e all’umiliazione del volere popolare.

Un rifiuto che diventa azione anche attraverso gli enti locali: cinque regioni impugnano il decreto Ronchi di fronte alla corte costituzionale in nome della violazione delle proprie prerogative costituzionali esclusive e contro la svendita del patrimonio pubblico. A migliaia i comuni e le province italiani che inseriscono nel proprio statuto la dicitura “acqua a non rilevanza economica”.

Esperienze che dimostrano come l’affermazione del diritto all’acqua, quale diritto fondamentale della persona, possa e debba partire da iniziative locali, fortemente partecipate, che vedano attori e promotori i Comuni, anche in relazione al ruolo loro affidato dalla Costituzione, e la cittadinanza, in virtù del controllo sociale che ha diritto e dovere di svolgere.

Anche in Trentino i segni di una forte indignazione appaiono chiari. Il 10 dicembre durante la conferenza “La Rivoluzione dell’Acqua” – ospiti fra gli altri il sindacalista boliviano Oscar Olivera e Padre Alex Zanotelli – una parte dei cittadini presenti in sala al teatro San Marco, decide di incontrarsi di nuovo e di iniziare un percorso autonomo di incontri ed autoinformazione sulla questione acqua nella Provincia Autonoma di Trento.

Un percorso arricchente - umanamente e politicamente - che settimana dopo settimana ha permesso a molti cittadini di trovarsi, di scambiare informazioni ed opinioni, di mettere a fuoco esigenze e perplessità. Così è nato il Comitato Acqua Bene Comune del Trentino, una piattaforma orizzontale che riunisce cittadini, associazioni e sindacati trentini, in difesa dell’acqua pubblica.

Sabato prossimo alle ore 15.00 presso la Sala di Rappresentanza del Consiglio Regionale, in Piazza Dante a Trento, il Comitato Acqua Bene Comune del Trentino propone una conferenza per parlare di acqua bene comune, come patrimonio degli uomini e dell’ambiente, come risorsa da gestire attraverso il controllo sociale. Ma soprattutto, per avanzare concrete proposte per evitare che anche il Trentino – dove la privatizzazione dell’acqua è di fatto già in atto – si operi il saccheggio indiscriminato dei beni comuni, nel silenzio generale.

Con la partecipazione di Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto presso l’Università Federico II di Napoli, già membro della “Commissione Rodotà” istituita presso il Ministero di Giustizia per la riforma degli articoli del codice civile relativi alla proprietà pubblica e componente dell’Osservatorio sul diritto per l’acqua, istituto presso il Ministero dell’Ambiente, e uno dei massimi esperti italiani in tema di beni comuni e democrazia partecipativa e che per il Forum dell’Acqua si è occupato della stesura dei quesiti referendari abrogativi degli articoli che impongono la privatizzazione dei servizi idrici, e che verranno proposti a livello nazionale, dal prossimo aprile, e Severo Lutrario per il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che parlerà dell’esperienza della privatizzazione di Acea, azienda municipalizzata per i servizi idrici di Roma. Nonché la partecipazione di sindaci, associazioni ed enti locali trentini.

Comitato Acqua Bene Comune Trentino

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ROMA 20 MARZO 2010

MANIFESTAZIONE NAZIONALE IN DIFESA DELL'ACQUA

Partenza da Trento e Rovereto in pullman

Per prenotazioni

tel. 3289173733 - yabastatrento@gmail.com

tel. 3487467493 - yakufran@gmail.com

Il 20 marzo 2010 è stata convocata a Roma da parte del “Forum Italiano dei movimenti per l'acqua” una manifestazione “Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, della biodiversità e del clima, per la democrazia partecipativa”.

Il percorso verso la manifestazione è un occasione importante per riaffermare, anche nei nostri territori, la difesa dell'acqua come bene comune.

22.3.09

Dibattito sull'agricoltura e cena a sostegno della salute in Val di Non

Domenica 22 marzo ore 16.00
Centro sociale Bruno, via Dogana n.1 – Trento


Dibattito
Pericolo agroindustria:
le alternative dell’Altra Agricoltura al tempo della crisi


Interverranno:

Coordina Walter Nicoletti, giornalista ed esperto di agricoltura
- Virgilio Rossi, comitato diritto alla salute della Val di Non
- Roberto Cappelletti, Libera Associazione Malghesi e Pastori del Lagorai
- Alvaro Armanini, C.I.G.E. (Comitato Iniziative Giudicarie Esteriori)
- Orfeo Petri, Officina Ambiente

Sono invitati a intervenire vari comitati locali

Una riflessione comune nei giorni della crisi globale che il sistema neoliberista sta attraversando. Una crisi nuova, ampiamente annunciata, ma che per caratteristiche proprie è al tempo stesso imprevedibile e che pone delle necessità di cambiamento e di trasformazione sociale in tutti i campi.
Una crisi che non risparmia l’agricoltura e il suo vecchio modo di essere concepita: un’agroindustria nociva al territorio, disattenta alla qualità del cibo, maggiormente attenta alla quantità che alla qualità e alla diversità; l’opposto di quella che in questo dibattito vogliamo raccontare e promuovere.
L’Altra Agricoltura trentina, quella sana, quella pulita, quella che porta la ricchezza dei suoi prodotti genuini e sani in città, quella che lascia sicure e felici le nostre valli.
Quell’Altra Agricoltura che non distrugge il territorio, che non vive di marchi sul quale fare solamente marketing.
Quell’Altra Agricoltura che crede ancora che il luogo in cui viviamo, il Trentino, la Terra stessa, deve essere conservato e protetto, e che non lascerà che sia rovinato per gli interessi di pochi agricoltori che si nascondono dietro un logo, sia esso Melinda, Trentino S.p.a, S.Orsola, piuttosto che Federazione delle Cooperative.
Un momento, inoltre, per condividere assieme le nuove lotte che i contadini di tutto il mondo stanno portando avanti al tempo della crisi della globalizzazione, una crisi che si traduce anche in crisi alimentare. Un momento per lanciare le iniziative contro il G8 Agricolo che si terranno dal 17 al 20 aprile a Cison di Valmarino, in provincia di Treviso.

Per quello che il futuro ci riserverà, non possiamo permetterci di farci trovare impreparati.

Ore 19.30
Cena biologica, a cura di Officina Ambiente

Sostieni il diritto alla salute in Val di Non.
Il ricavato sarà destinato al comitato della Val di Non per finanziare le ricerche sulla nocività dei pesticidi.

Per prenotarsi: 3289173733 // officinambientetn@gmail.com

Info:
Libera Associazione Malghesi e Pastori del Lagorai
Comitato per il diritto alla salute Val di Non
C.I.G.E.

24.10.08

Comunità autonome e patti territoriali: la terza giornata di Costruire Autonomia

La rassegna di incontri e dibattiti, svoltasi al Centro sociale Bruno e intitolata "Costruire Autonomia", si conclude con la giornata "Comunità autonome e Patti territoriali". Un approfondimento sul territorio e sul movimento che ha visto la partecipazione di molti comitati trentini e delle comunità in lotta di Vicenza e Chiaiano.

Stefano Bleggi, del Centro sociale Bruno, introduce l’assemblea della mattinata "Patti territoriali, nuove reti per la costruzione di lotte comuni".
Nella prima parte dell’incontro ciascuna realtà narrerà brevemente la propria esperienza locale, per poter conoscere i diversi comitati che si sono creati in Trentino. All’assemblea partecipano anche i comitati del bellunese e dell’alto vicentino.
L’intervento di Virgilio Rossi e Marco Osti dalla Val di Non. Il Comitato contro i pesticidi ha svolto molte ricerche scientifiche e approfondite rispetto ai danni causati dai pesticidi alle persone, al terreno, a tutto l’ecosistema.
Il lavoro portato avanti dal Comitato consiste in raccolte firme, mobilitazioni, formazione tecnico-legale, ma è ostacolato dal Consorzio Melinda.
Il Comitato chiede che le regole vengano rispettate: se i pesticidi utilizzati sono velenosi, la Melinda si deve preoccupare che le persone non vengano intossicate.
Tiziano del Comitato Prà Gras di Fonzaso (BL) spiega che il comitato è nato come uno spazio aperto contro l’insediamento di una fonderia nel mezzo delle case, causa di malattie alle vie respiratorie.
Il lavoro fondamentale del comitato consiste nell’informare i cittadini, attraverso volantinaggi porta a porta e attraverso incontri con altri comitati.
Roberto Segalla del comitato di Schio contro l’inceneritore.
Nonostante qui la raccolta differenziata funzioni molto bene, è stato approvato un piano per raddoppiare la portata dei rifiuti da incenerire, il tutto in modo arrogante e senza consultare i cittadini, i quali chiedono che non sia l’incenerimento il metodo utilizzato per smaltire i rifiuti.
Il comitato si riunisce insieme al comitato di vigilanza e ai Genitori Preoccupati per creare una mobilitazione popolare.
Lorenza Erlicher fa parte del comitato contro la base militare di Mattarello, vicino a Trento, e ripercorre le ultime iniziative e mobilitazioni contro la costruzione della base, dalla presentazione di un contropieghevole che spiega le ragioni del no, illustra come la base ospiterà militari professionisti e svela i reali costi molto elevati delle strutture, fino alla recente manifestazione del 4 ottobre nelle strade di Trento.
Daniele Gubert del Primiero: qui è nato un comitato che è riuscito a fermare il progetto della diga in Val Cortela e del campo da golf in Val Canali e attualmente è impegnato a fermare un altro progetto idroelettrico.
Si batte inoltre contro la devastazione della riserva integrale Paneveggio - Pale di San Martino, che vuole essere cancellata per costruire un assurdo sistema di funivie, che deturperebbero il bellissimo paesaggio dei Laghetti di Colbricon.
Rispetto a questo il Comitato PrimieroViva sta preparando un dossier da presentare a Bruxelles.
Arturo e Francesca Manzini di Folgaria spiegano la situazione di questa zona: l’industria dello sci progetta impianti di risalita per 70 milioni di euro, causa di enormi consumi idroelettrici e che andrebbero a devastare l’unica porzione dell’altopiano ancora non invasa da piloni e cemento.
Qui si è creato un movimento di opposizione a queste problematiche, che intende ribellarsi al forte clima di controllo sociale imposto dal Comune e favorevole invece ad uno sviluppo sostenibile del territorio.
La seconda parte della mattinata continua con un giro di voci dei comitati presenti per presentare proposte concrete di mobilitazione e per creare una nuova rete di comitati.
Sono intervenuti: Gianfranco Poliandri del Comitato No Tav del Trentino, Federico Zappini del Centro Sociale Bruno, Maurizio Barrella di Officina Ambiente, Roberto Segalla del Comitato di Schio contro l’inceneritore, Sergio Deromedis del Comitato contro i pesticidi in Val di Non, Tiziano Comitato Prà Gras di Belluno, Antonio Marchi di Officina Ambiente.
Le conclusioni di Stefano Bleggi del Centro sociale Bruno.

“Tre aspetti importanti sono emersi: il primo è una visione comune che il comitato non può bastarsi e divenire così una realtà autoreferenziale, ma deve essere un luogo inclusivo di nuova partecipazione e di lotta;
l’altro aspetto è quello che i comitati non possono essere legati semplicemente a dei “No” ma propensi anche alla definizione e costruzione di proposte alternative;
l’ultimo riguarda la volontà di divenire un’altra istituzione a salvaguardia dei beni comuni.
Da qui la proposta di creare un patto territoriale, una rete di solidarietà per costruire dei percorsi comuni, con la voglia di rivedersi, scambiarsi stimoli e suggestioni e far partecipare altri comitati a questo percorso comune.”

Vedi anche:
Ambiente e devastazione: la prima giornata di Costruire Autonomia

16.10.08

Trento - Costruire Autonomia, 3^ giornata

Comunità autonome e patti territoriali

Territorio / Autogestione / Comunità / Autogoverno


Domenica 19 ottobre 2008
Centro sociale Bruno, via Dogana n.1

Attenzione: il dibattito del pomeriggio con Aldo Bonomi, Beppe Caccia e Walter Nicoletti è stato annullato per impegni di uno dei relatori. Verrà riproposto in data da destinarsi.

Ore 11.00

Tavola Rotonda
PATTI TERRITORIALI
Nuove reti per la costruzione di lotte comuni

  • Comitato No Base di Mattarello
  • Movimento contro i nuovi impianti di Folgaria
  • Comitato Beni Comuni Alto Vicentino
  • Comitati del Bellunese

con l’intervento di altri comitati territoriali

ore 20.30

Riflessione
COMUNITÀ AUTONOME
Partecipazione e lotte popolari

  • Comitato di Chiaiano, Napoli
  • Presidio Permanente No dal Molin, Vicenza

Pranzo e cena a buffet a cura di "Osteria sociale da Bruno"
Coffee break a cura della "caffetteria Ya Basta"


Vai allo speciale "Costruire Autonomia" con il programma delle 3 giornate

1.10.08

Ambiente e devastazione: la prima giornata di Costruire Autonomia

La prima giornata di "Costruire Autonomia" - l’iniziativa del Centro sociale Bruno che ha preso il via domenica 28 settembre e che proseguirà domenica 5 ottobre e domenica 19 ottobre - mette al centro la questione ambientale. La tavola rotonda della mattina affronta il tema dell’inceneritore e cerca di rispondere ad una domanda: e se tutto il Trentino differenziasse l’85%?
La risposta - data da tutti i partecipanti, affrontata con profondità e in modo molto diffuso - è stata comunque chiara: una raccolta spinta e prossima all’80% rende superfluo l’inceneritore nella nostra provincia.
Simonetta Gabrielli, di Nimby, dice subito che "non avere l’inceneritore a Trento significa avere ancora una risorsa", dimostrando che quest’opera è "inutile oltreché dannosa", spiegando che "la raccolta differenziata è una scelta amministrativa", e a riprova di questo riporta le parole del governatore Dellai che nell’incontro di qualche giorno fa con l’Assemblea degli artigiani ha affermato che "ci concede" un 60% di differenziata, il resto si brucia!
Giulia Marchi, del Comitato "beni comuni" di Schio, dove l’inceneritore è già stato costruito nel 1978, ricorda come l’amministrazione promuoveva il nuovo impianto descrivendolo come "una risorsa per il territorio". "Anche noi facciamo la raccolta differenziata - afferma Giulia Marchi - ma delle 192 tonnellate di rifiuti inceneriti a Schio, la metà arriva da zone extra territoriali, da realtà limitrofe che non fanno parte del consorzio di raccolta, del bacino per cui l’inceneritore è stato costruito". "Ora si vuole raddoppiare la linea di incenerimento - continua Giulia - aumentando del 16% l’incenerimento di rifiuti".
Lorenzo Lorenzoni - assessore all’ambiente a Lavis e medico di base - si sofferma invece sulla nocività di un impianto che produce inquinamento, spiegando che le rassicurazione della costruzione di nuovi impianti più sicuri sono del tutto false perché "si scontrano con la legge della conservazione che per la fisica è ancora attuale: nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. E l’inceneritore - avverte Lorenzoni- qualsiasi sia la tecnologia, trasforma i rifiuti in polveri e gas nocivi".
La discussione è proseguita con interventi dal pubblico e con l’impegno di continuare l’opposizione alla costruzione di un’opera che abbiamo capito essere "inutile oltreché dannosa".
  • Il primo intervento di Lorenzo Lorenzoni, assessore all’ambiente di Lavis. [audio] (8’:58")
  • Il primo intervento di Simonetta Gabrielli, Nimby Trentino. [audio] (7’:59")
  • Il primo intervento di Giulia Marchi, Comitato "beni comuni" di Schio. [audio] (8’:44")
  • Il secondo intervento di Lorenzo Lorenzoni. [audio] (13’:18")
  • Il secondo intervento di Simonetta Gabrielli. [audio] (8’:46")
  • Il secondo intervento di Giulia Marchi. [audio] (8’:16")
  • Un terzo commento da parte di Lorenzo Lorenzoni. [audio] (6’:39")
  • Un intervento dal pubblico sul tema dell’inceneritore a Schio. [audio] (13’:47")
  • Le conclusioni di Lorenzo Lorenzoni e di Giulia Marchi. [audio] (9’:30")

Approfondimenti:
  • Intervista a Lorenzo Lorenzoni, assessore all’ambiente di Lavis. [audio] (4’:09")
  • Intervista a Simonetta Gabrielli, Nimby Trentino. [audio] (8’:53")

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Il dibattito del pomeriggio si intitola "Da lunapark a laboratorio", è moderato da Walter Nicoletti e affronta il tema del sistema alpino e del suo sviluppo. Un dibattito che per il tema trattato, più degli altri, deve per forza affrontare la questione politica, le scelte amministrative che negli anni hanno determinato la realtà alpina che viviamo oggi.

Nicoletti introduce il dibattito partendo dal titolo dell’intera iniziativa promossa dal Centro sociale Bruno, "Costruire Autonomia", per spiegare il senso di una parola che oltre alla definizione burocratica della nostra provincia significa autogestione, autogoverno e partecipazione, ma ancora di più Nicoletti pone l’attenzione sul verbo "costruire" che in questo dibattito vuol dire immaginare un futuro diverso del sistema alpino, andando a descrivere le esperienze virtuose e sostenibili per farle diventare paradigma.
Salvatore Ferrari - esponente di Italia Nostra - parla delle Alpi e della difesa dell’identità culturale. "C’è il rischio - afferma Ferrari - di perdere l’originalità dei luoghi alpini, di trascurare le differenze che determinano le specificità". La riflessione si snoda, partendo da queste considerazioni, sull’aspetto dell’identità delle Alpi, "un’identità frutto a volte di una rappresentazione sbagliata dell’"essere montanari" che trova la risposta politica nella retorica dello sviluppo espansivo come intervento di civilizzazione".
Ma la montagna è ben altro, l’identità è un tema da approfondire per capire quale intervento e che tipo di sviluppo può essere messo in atto: dal prodotto tipico alla frequentazione estensiva e non ridotta al turismo intensivo invernale.
Francesca Manzini - di Officina Ambiente e animatrice dei comitati di Folgaria contro gli impianti sciistici - affronta il tema dell’identità della montagna parlandone in termini di scoperta. "Io imparo a conoscere l’identità del mio altopiano attraverso la battaglia che con altri sto conducendo contro la costruzione di impianti di risalita", sostiene Francesca, spiegando che attraverso l’impegno nei comitati ha incontrato un modo di vivere la montagna che non è quella imposta dalle scelte politico-amministrative. "Si scopre che l’Altopiano di Folgaria è altro rispetto ai pochi mesi sciabili - afferma l’attivista folgaretana - e che un nuovo sviluppo non significa affatto un arretramento economico o un ritorno al passato, ma un aumento della proposta e della qualità".
Per Luigi Casanova queste Alpi sono "un laboratorio di bio-diversità, culturale e sociale, un modello che propone una ricchezza importante che potenzialmente potrebbe essere un esempio per tutta l’Europa". Casanova lamenta l’inadeguatezza della politica istituzionale nell’affrontare le potenzialità di un sistema, quello alpino, che potrebbe essere gestito in modo totalmente diverso. "La provincia di Trento - sostiene Casanova - è indietro rispetto a tutte le altre realtà alpine, sia sul piano energetico che su quello della mobilità, sia a proposito della gestione dei rifiuti che sulla tutela delle risorse idriche e dell’agricoltura di montagna". Recuperare l’identità alpina - per Casanova - vuol dire recuperare la socialità e la cultura.
Dopo un primo giro di interventi degli ospiti, per mettere in atto un vero dibattito con il pubblico, il microfono è passato alla platea che ha integrato la discussione con molti spunti interessanti.
Adriano Rizzoli di Nimby Trentino ha accusato il sistema di potere Trentino, mettendo in dubbio la parola autonomia come esempio di democrazia, mentre Stefano Bleggi del Centro sociale Bruno ha cercato di spiegare come la parola autonomia debba essere "strappata da chi la usa come sistema di potere, per riempirla di contenuti come la partecipazione e la capacità di immaginario che riesca a proporre un’alternativa reale a questo sviluppo". Secondo Stefano, "la nostra autonomia deve mettere al centro il bene comune"
Nicoletti propone di "superare il dualismo tra società politica e società civile, cercando il destino di questa società in modo complessivo". Ricostruire il destino di un territorio, partendo dagli elementi culturali, significa costruire autonomia, e rispetto alla crisi della globalizzazione va sviluppata una nuova autonomia che sia fatta di comunità.

  • Il primo intervento di Salvatore Ferrari, Italia Nostra. [audio] (15’:25")
  • Il primo intervento di Francesca Manzini, Officina Ambiente. [audio] (14’:55")
  • Il primo intervento di Luigi Casanova, CIPRA. [audio] (17’:35")
  • Un intervento dal pubblico: Adriano Rizzoli. [audio] (3’:20")
  • L’intervento dal pubblico di Stefano Bleggi, Centro sociale Bruno. [audio] (5’:31")
  • Il secondo intervento di Salvatore Ferrari. [audio] (16’:20")
  • Le conclusioni di Luigi Casanova e Francesca Manzini. [audio] (13’:37")

Approfondimenti:

  • Intervista a Walter Nicoletti, giornalista, e a Luigi Casanova, CIPRA. [audio] (6’:14")

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Terzo appuntamento della giornata, moderato anche in questa occasione da Walter Nicoletti, la riflessione serale con Domenico Sartori, giornalista, Fabio Giacomoni, Storico, e Michele Dalla Palma, direttore della rivista Trekking. Il tema da sviscerare è quello del territorio, della sua comunità e della sua identità, degli strumenti che si mettono in atto per difenderlo e delle linee che ne tracciano l’immaginario futuro.
Dalla Palma, che si occupa di montagna da sempre, "nato e vissuto in montagna e portatore del DNA dei montanari"- come sottolinea, afferma che "la montagna è la struttura più autonoma che esiste da sempre, che naturalmente sviluppa un genius loci con confini definiti, un sistema che ha dovuto e che deve tuttora conoscersi per relazionarsi con l’esterno".
Secondo Dalla Palma "la montagna è l’unico legame che l’uomo ha con la natura, considerando ormai dimenticato il rapporto tra persona e dimensione rurale o il rapporto con il mare per le popolazioni marittime ormai da tempo perse e soppiantate da una industrializzazione che le ha cancellate culturalmente, resistendo solo nella caricatura turistica priva di anima". In montagna questo rapporto tra dimensione umana e natura non è del tutto perso.
Per questo - afferma Dalla Palma - la montagna, oggi, deve essere tutelata affinché questo enorme patrimonio non sia disperso e sia, un giorno, irrecuperabile. E per difenderla - continua - devono svilupparsi esperienze di autonomia che sappiano governare i propri territori, con la capacità di poter scegliere di imboccare strade diverse, dando la possibilità alle popolazioni montane di riappropriarsi del proprio futuro". "E per questo - continua Dalla Palma - le infinite autonomie dei territori montani dovrebbero sviluppare rete per contare e per confrontarsi".E rispetto alla globalizzazione, Dalla palma vede soltanto "nella costruzione di miriadi di autonomie la capacità di difendersi da essa".
Introducendo lo storico Giacomoni, Nicoletti parla della tradizione degli usi civici e delle carte di regola che hanno caratterizzato il Trentino nel corso dei secoli. Giacomoni, prima di iniziare, si dice "stupito che proprio in un centro sociale si parli di autonomia, considerato che spesso si crede che questo concetto sia di "destra" e comunque conservatore".
Lo storico si sofferma sul concetto di comunità, e soprattutto parla delle piccole comunità "che in modo marcato hanno integrano il concetto di autonomia e che, in Trentino fin dal 1300, erano più di trecento". Queste comunità, nella storia, si sono date delle regole, redigendo le famose Carte di regola che erano costruzioni di piccole autonomie che esercitavano l’autogoverno.
Giacomoni, partendo dalla descrizione degli usi civici e dall’autogoverno delle piccole comunità, arriva a descrivere la costituzione del sistema cooperativo trentino che ha caratterizzato un modo solidale della produzione e della distribuzione. "Il cooperativismo trentino - ci spiega Giacomoni - è dunque la trasformazione di quegli usi civici che hanno radici nella storia di alcuni secoli fa".
Domenico Sartori, che di professione è giornalista e si è occupato di cronaca dalle valli - entra nella descrizione dello stato di salute del Trentino. Afferma subito che "c’è in corso una grande trasformazione: il Trentino ha chiuso un ciclo economico e sociale e sta tentando di ripensarsi". Dall’industrializzazione forzata che doveva dare risposte ad un trentino povero, facendo scempio del territorio e costruendo una teoria di capannoni in ogni valle, si passa ad una erosione dell’economia che oggi entra addirittura in uno strato di crisi.
Domenico Sartori descrive poi il Trentino, il suo territorio e le devastazioni che lo caratterizzano, attraverso delle immagini: dalle torri erette sul passo di valico dello Stelvio, al Bren Center di Trento nord fino alle cave di porfido che erodono le montagne trentine. Anche Sartori affronta il tema degli usi civici, ricordando che arrivano fino a noi e che sono ancora presenti in Trentino, parlando di essi come di "una gestione collettiva e partecipata del territorio è moderna e attuale".
Lo spunto alla riflessione è raccolta da Federico del Centro sociale Bruno. "Lo stupore di cui parla Giacomoni a proposito del tema dell’autonomia trattato in un centro sociale di parlare di Autonomia è lo stesso stupore che colpisce noi sentendoci raccontare del nostro territorio" - afferma Federico, che poi si interroga sul perché "si sono fermate queste pratiche virtuose di autogestione e autogoverno che in Trentino erano un tempo buone pratiche". Federico pone l’accento sull’"autonomia come insieme di territorio, di comunità, di reti e di conflitto, teso a costruire un nuovo modo di praticare l’autonomia".
Domenico Sartori, nelle sue conclusioni, cerca di spiegare dove si è interrotto il filo virtuoso della storia trentina, ponendo l’attenzione sul modello sviluppista cominciato anni fa. Esprime poi la necessità di aprire un nuova fase, chiudere un ciclo per aprirne uno nuovo. Il lato positivo che lui scorge è quello di una nuova, crescente consapevolezza, della crisi del modello trentino e della necessità di cambiare. A questo si unisce un senso di rassegnazione di fronte all’assenza di forze - soprattutto all’interno del mondo giovanili - capaci di immaginare il rinnovamento attraverso percorsi virtuosi di partecipazione.
"Esiste da questo punto di vista una consapevolezza teorica - afferma Sartori - che si scontra con una difficoltà di mettere in pratica una costruzione di un nuovo progetto che parta dal coinvolgimento delle popolazioni".

  • Il primo intervento di Michele Dalla Palma, direttore della rivista Trekking. [audio] (17’:43")
  • Il primo intervento di Fabio Giacomoni, storico. [audio] (19’:40")
  • Il primo intervento di Domenico Sartori, giornalista. [audio] (21’:36")
  • Un intervento dal pubblico: Federico Zappini del Centro sociale Bruno. [audio] (3’:49")
  • Le conclusioni dei partecipanti alla riflessione serale. [audio] (32’:45")

Approfondimenti:
  • Intervista a Domenico Sartori, giornalista, realizzata da Stefano Ischia di Radio Onda d’Urto. [audio] (11’:36")

29.9.08

Costruire Autonomia: 28 settembre, 5 ottobre e 19 ottobre al Centro Sociale Bruno

Territorio / Autogestione / Comunità / Autogoverno

Il programma completo delle 3 giornate:

Domenica 28 settembre:

Ambiente e devastazione [ vedi il programma ]

Domenica 5 ottobre:

Nuove pratiche di partecipazione [ vedi il programma ]

Domenica 19 ottobre:

Comunità autonome e patti territoriali [ vedi il programma ]

Autonomia. E’ questa la parola che definisce il nuovo “modo” di essere del movimento, il concetto con cui “costruire” le nuove forme di resistenza e su cui sviluppare progetti di trasformazione e gestione dei nostri territori, delle nostre relazioni e persino dei nostri affetti. Una parola che definisce il metodo e allo stesso tempo la natura del nostro agire.

Non è colpa nostra se in Trentino questa parola è svilita e ridotta alla sola descrizione del modello istituzionale della nostra provincia. Il concetto di autonomia che intendiamo riscoprire non ha nulla a che fare con la parola vuota che riempie le bocche dei suoi finti guardiani, nulla con il significato semplicistico e dal sapore conservatore e difensivo che di tanto in tanto riecheggia nei discorsi della politica-partitica. L’autonomia che intendiamo noi è più nobile del pedestre trasferimento di denaro, e non teme di essere confusa con il privilegio. Nemmeno si adatta ad una rozza ideologia federalista in salsa padana.

Noi crediamo sia importante riprenderci questa parola, non lasciarla incompresa e stropicciata nelle mani di chi la usa per brandirla, per escludere, per costruirci attorno barricate ideologiche o, peggio, opportunistiche. E riprenderci questa parola vuol dire riempirla di quei significati importanti che essa racchiude: autogoverno, autogestione, partecipazione sociale e politica, territorio, cultura.

Trento - Costruire Autonomia, 1^ giornata

Ambiente e devastazione

Territorio / Autogestione / Comunità / Autogoverno





Domenica 28 settembre 2008
Centro sociale Bruno, via Dogana n.1

Ore 11.00

Tavola Rotonda
DIFFERENZIATA E INCENERITORE
E se tutto il Trentino differenziasse l’85%?

  • Lorenzo Lorenzoni - Assessore all’ambiente, Lavis
  • Romina Baroni – Assessore all’ambiente, Villalagarina
  • Simonetta Gabrielli - Nimby Trentino
  • Giulia Marchi - Comitato “Beni Comuni”, Schio (VI)

Ore 15.00

Dibattito
ALPI: DA LUNAPARK A LABORATORIO
Per un nuovo sviluppo partecipato del sistema alpino

  • Salvatore Ferrari - Italia Nostra
  • Francesca Manzini - Officina Ambiente
  • Luigi Casanova - Mountain Wilderness, CIPRA
  • Maddalena Di Tolla - Legambiente

Invitati al dibattito:
Comitato SOS Tremalzo, Comitato Primieroviva, Movimento contro i nuovi impianti di Folgaria e altri...

Ore 21.00

Riflessione
TERRITORIO DA DIFENDERE E IMMAGINARE

con la partecipazione di:

  • Walter Nicoletti – Giornalista
  • Fabio Giacomoni - Storico della Comunità Trentina
  • Michele Dalla Palma - Direttore della rivista "Trekking"
  • Domenico Sartori - Giornalista de "L’Adige"

Pranzo e cena a buffet a cura di "Osteria sociale da Bruno"
Coffee break a cura della "caffetteria Ya Basta"


Vai allo speciale "Costruire Autonomia" con il programma delle 3 giornate

18.9.08

Trento - Costruire Autonomia, 2^ giornata

Nuove pratiche di partecipazione

Territorio / Autogestione / Comunità / Autogoverno


Domenica 5 ottobre 2008
Centro sociale Bruno, via Dogana n.1

Ore 11.00

Tavola Rotonda
I MARGINI DEL TERRITORIO
Tra intervento istituzionale e intervento sociale

  • Lino Zanon – Provincia autonoma di Trento
  • Nicola Pedergnana - Comune di Trento
  • Federico Zappini - Officina sociale
  • Stefano De Toni – Volontario di Strada

Ore 15.00

Dibattito
VOLONTARIATO E NUOVE PRATICHE DI PARTECIPAZIONE SOCIALE

  • Suor Paola Biondi – Caritas Ambrosiana, Milano
  • Luca Bertolino – Razzismo Stop, Padova
  • Francesco Cucchi - Comunità di Capodarco

Invitati al dibattito:
Diego Giacometti – CNCA Trentino, Roberto Calzà - Presidente Caritas Diocesana, Piergiorgio Bortolotti – Direttore Punto d’Incontro, Dario Fortin – Direttore Villa S.Ignazio

Ore 21.00

Riflessione
LA PROTESTA E LA PROPOSTA
I sinti di Rovereto e la battaglia per le microaree

con la partecipazione di:

  • Gianluca Magagni – Ass. italiana Zingari Oggi
  • Simone Cari e Mirko Mayer – Comunità Sinta Rovereto

Pranzo e cena a buffet a cura di "Osteria sociale da Bruno"
Coffee break a cura della "caffetteria Ya Basta"


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