4.10.08

Trento – Manifestazione contro la costruzione della base militare

Sabato 4 ottobre manifestazione
ore 14.30 in Piazza Dante, davanti la stazione FS

A Mattarello, sobborgo sud di Trento, continuano giorno e notte i lavori di assestamento del terreno sul quale è prevista la realizzazione delle nuove caserme.
Un progetto contestato dalla popolazione del sobborgo e da molte persone che vedono la costruzione di un nuovo polo militare, sottoposto a segreto militare, come un avamposto della guerra globale.

In giugno, pochi giorni dopo l'allestimento da parte dei manifestanti di un presidio permanente con conseguente blocco dei primi lavori accessori, la Provincia di Trento ha voluto far capire, attraverso l’uso della polizia e lo sgombero forzato del presidio, che la base militare deve essere realizzata ad ogni costo e senza intoppi.
Risulterebbe difficile, di fronte all’opinione pubblica, giustificare il costo dell’opera interamente pagato dai cittadini e le decisioni calate dall’alto senza una reale partecipazione alle scelte del proprio territorio, come viene evidenziato nel contro-pieghevole distribuito in tutto il Trentino dal comitato contro la base.

L’appello del movimento contro la base militare è rivolto a tutti coloro che credono ancora in un futuro senza basi di guerra e vogliono difendere la propria terra dalla devastazione ambientale:

Se non vogliamo che la terra in cui viviamo diventi parte di un ingranaggio di guerra accettando passivamente la costruzione di un nuovo polo militare a Mattarello, capace di ospitare 1600 soldati di professione.
Se non vogliamo che il silenzio di oggi possa essere complice un domani del dolore, della morte e della devastazione provocati alle popolazioni colpite dagli eventi bellici.
Se non vogliamo che la Valle dell’Adige perda in questo modo altri 30 ettari di terreno fertile e venga ulteriormente cementificata.
Se non vogliamo che gli interessi politici e speculativi abbiano sempre il sopravvento sui reali bisogni della gente, sostituendo con basi militari le aree da sempre destinate all’agricoltura, provocando inquinamento e sperpero di denaro pubblico, con conseguenti tagli ai servizi sociali.

Siamo ancora in tempo, uniamoci e manifestiamo insieme!

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