12.11.09

Salviamo Marco dalla ferrovia

Fonte: l'Adige del 12 novembre 2009

Non si placa la protesta della comunità di Marco per impedire in ogni modo che la famigerata "soluzione C" possa essere adottata dalla ferrovia ad alta capacità (Tac). Dopo la mobilitazione avviata dalla Circoscrizione, che per prima ha sollevato il problema della Tac sul territorio della Vallagarina, l'elevata presenza di marcolini alle sedute del Consiglio comunale chiamato a discutere la mozione presentata dalla stessa Circoscrizione per dire no alla Tac, adesso è nato anche il Comitato "Salva Marco", che si è ritrovato anche lunedì sera e sta mettendo a punto la propria linea d'azione per tutelare il paese dal pericolo-Tac.
Il Consiglio circoscrizionale, intanto, nella seduta dell'altra sera ha ribadito la sua posizione: «L'Amministrazione comunale ha soltanto passato le carte a Trento - ha ricordato il battagliero presidente Guido Modena - visto che non ha votato la nostra mozione e si è limitata a chiedere che non venga adottata la "soluzione C". Siamo una comunità con 2800 abitanti, molti di più della grande maggioranza dei comuni trentini, perché questa dev'essere "sacrificata" per circa 20 anni in quanto circondata da due cantieri nei quali dovrebbero essere trasportati e lavorati i materiali di scavo e di risulta quantificati in 2,5 milioni di metri cubi? La salute di questa gente è meno importante di quella che deriverebbe da una nuova ferrovia che servirebbe a scaricare un ipotetico aumento del traffico su gomma per portarlo su rotaia?».
A Modena, poi, non è andata giù la battuta del presidente Dellai («I bambini era meglio se li portavano al parco») in risposta alle proteste delle mamme di Marco con i loro figli: «Erano fuori dalla scuola, è stato sicuramente improprio anche l'intervento della dirigente scolastica? Come si fa a dire: era meglio se li portavano al parco? Davvero una caduta di stile oltre che la sottovalutazione di un problema che nel nostro paese è molto sentito».
Della questione si parlerà anche questa sera, in un incontro pubblico nella palestra di Marco, convocato dal Comitato "No Tav", cui parteciperanno anche lo stesso Guido Modena ed il consigliere Luca Modena che illustrerà tutte le iniziative intraprese finora contro la realizzazione di quest'opera ed in particolare dell'uscita della galleria Zugna proprio alle porte di Marco.
G. L.

10.11.09

10 Novembre mail bombing su componenti Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati

Di seguito e al seguente link (http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article6679) il testo e l'indirizzario per il mailbombing che abbiamo previsto di fare domani 10 Novembre sui componenti della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati.
Fate girare la notizia.


Campagna nazionale "Salva l’Acqua"

10 Novembre mail bombing su componenti Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati

Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l’Art.15 del DL 135/09.
Tale provvedimento approderà alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati il 10 Novembre.
Se convertito in legge, il DL 135/09, sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto.
Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe.
Pertanto, alla luce di quanto sopra, della conclusione dell’esame presso il Senato e in previsione della discussione di tale provvedimento alla Camera dei Deputati (inizio previsto per il 16 Novembre) è necessario attuare un mail bombing sui componenti della Commissione, al fine di mettere un po’ di pressione richiedendo di sostenere le nostre proposte nel dibattito.

Affinchè il mail bombing sortisca effetto, è importante che l’invio delle mail sia realizzato contemporaneamente dal maggior numero di persone possibili,

concentriamoci tutt* sulla giornata di martedì 10 Novembre


Di seguito l’elenco degli indirizzi e-mail delle/dei Deputate/Deputati della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed il testo da inviare loro


Elenco e-mail:

bruno_d@camera.it, santelli_j@camera.it, zaccaria_r@camera.it, lomoro_d@camera.it, sbai_s@camera.it, amici_m@camera.it,
bernini_a@camera.it, bertolini_i@camera.it, bianconi_m@camera.it, bocchino_i@camera.it, bordo_m@camera.it, bressa_g@camera.it,
calabria_a@camera.it, calderisi_g@camera.it, cicchitto_f@camera.it, cristaldi_n@camera.it, dallago_m@camera.it, diserio_o@camera.it,
degirolamo_n@camera.it, distaso_a@camera.it, dussin_luciano@camera.it, favia_d@camera.it, ferrari_p@camera.it, fontanelli_p@camera.it,
giachetti_r@camera.it, giovanelli_o@camera.it, laloggia_e@camera.it, laffranco_p@camera.it, lanzillotta_l@camera.it, lorenzin_b@camera.it,
mannino_c@camera.it, mantini_p@camera.it, minniti_d@camera.it, naccarato_a@camera.it, orsini_a@camera.it, pastore_m@camera.it,
pecorella_g@camera.it, pisicchio_g@camera.it, pollastrini_b@camera.it, stasi_m@camera.it, stracquadanio_g@camera.it,
tassone_m@camera.it, turco_mrz@camera.it, vanalli_p@camera.it, salvatore.vassallo@camera.it, volpi_r@camera.it, zeller_k@camera.it

Testo della mail da inviare:



Alle/ai Deputate/Deputati della Commissione Affari Costituzionali della Camera

Oggetto: esame del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135

Gentile Deputata/Deputato,

Il recente Art. 15 del D.L. 135/09 - che ha modificato l’Art. 23bis L. 133/08 - anche nella versione appena approvata dal Senato muove passi decisi verso la privatizzazione dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali.

Come aderenti al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua una rete associativa cui aderiscono più di settanta organizzazioni nazionali e più di mille comitati territoriali, affermiamo con forza:

Se voti la privatizzazione dell’acqua lo fai non in mio nome!

Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita!

Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale!

Si tratta di un provvedimento inaccettabile!


Pertanto, in previsione della discussione di tale provvedimento presso la Commissione Affari Costituzionali,

chiediamo

- di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;

- di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica;

- eliminare obbligo di affidamento della gestione del Servizio idrico tramite gara e della cessione del 40% a privati per le gestione dirette dei Comuni, riconoscendo l’autonomia di scelta da parte degli Enti locali, in particolare delle Regioni sancita dalla Costituzione (Art.117);

- di sostenere, nel corso del dibattito in Assemblea al Senato, le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Restiamo in attesa, anche tramite la Segreteria Operativa del Forum dei Movimenti per l’Acqua di conoscere le Sue decisioni.
Cogliamo l’occasione per porgerLe i più cordiali saluti.

Firma del Comitato... o firma del singolo cittadino

aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua




Per riscontro e contatti:
Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

Il Governo privatizza l’acqua


Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale. IMPEDIAMOLO!

Con un decreto del 10 settembre scorso il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.
Oltre 400.000 cittadini hanno sottoscritto una legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, che riconosce il diritto all’acqua ma la proposta giace da due anni nei cassetti delle commissioni parlamentari.
Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.
Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita
Si tratta di un provvedimento inaccettabile!
Pertanto, noi firmatari del presente Appello chiediamo:
- A tutti i Parlamentari il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua e di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali.
- Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
- Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.
- Agli Eletti nei Consigli Comunali di prendere posizione contro l’Art.15 del D.L 135/09 e di assumere l’impegno ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica.
- Ai Cittadini di protestare contro questo Decreto del Governo facendo pressioni sui parlamentari e raccogliendo adesioni a sostegno del presente impegno.
Il presente Appello con le firme raccolte sarà inviato anche al Presidente della Repubblica e ai Presidenti delle due Camere
L’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni.
Il servizio idrico deve essere gestito da enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori.
Salvare l’acqua è una questione di democrazia.

Ottobre 2009 – Appello a cura
Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua

e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

9.11.09

Inceneritore, si allarga il fronte di chi dice no


MEZZOCORONA - Sono rimasti inchiodati alle poltroncine del PalaRotari fin quasi a mezzanotte i 1.500 che venerdì sera sono accorsi a Mezzocorona per conoscere il progetto alternativo all'inceneritore di cui abbiamo dato ampia illustrazione sul giornale di ieri.
Le uniche tre poltrone vuote erano quelle riservate a Lorenzo Dellai, Alberto Pacher e Alessandro Andreatta che il comico Lucio Gardin ha schernito fin dall'inizio della serata: «Dellai fa fatica a capire come funziona la differenziata con la raccolta "porta a porta" da quando Bruno Vespa non l'ha invitato alla sua trasmissione?».
Con il successo del convegno di venerdì sera la sensazione è che il fronte del no all'inceneritore stia aumentando a vista d'occhio: Lorenzo Lorenzoni , assessore alla sanità del Comune di Lavis, in apertura dei lavori, ha precisato che non vi è alcuna intenzione di rivalsa verso chi ha respinto la proposta avanzata da quattro amministrazioni comunali preoccupate per la salute dei loro cittadini, e non per finalità politiche: «La politica qui non c'entra. Se veramente, con grande senso di responsabilità, ci preme la salute nostra e dei nostri figli, affrontando seriamente un tema così delicato, è inspiegabile e deludente il comportamento del Comune di Trento e della Provincia, che hanno deciso tutto da soli, senza mai ascoltare la voce della gente che vive a Nord di Trento», ha poi aggiunto Mauro Fiamozzi , sindaco di Mezzocorona, che ha fatto gli onori di casa.
Nel corso della serata Carla Poli , amministratrice del Centro di Vedelago, è stata molto dura nei confronti del sindaco di Trento: «I vostri politici sono solo capaci di criticare i progetti in alternativa sulle pagine dei giornali. Perché Andreatta, pur essendo stato invitato, non è qui a confrontarsi pubblicamente? Di cosa ha paura? Delle bugie che racconta? Io sono qui perché non ho nulla da nascondere e speravo di potermi finalmente confrontare davanti a voi con il sindaco di Trento».
Si diceva di come sta crescendo il fronte del no. Tant'è che il mondo contadino ha rotto il muro del silenzio ed è tornato in prima linea con il presidente della Coldiretti, Gabriele Calliari , che dal palco ha ricordato come alto sia il livello di preoccupazione tra gli agricoltori, rivolgendo il loro auspicio alla giunta provinciale affinché vengano assunte decisioni nel merito con la grande responsabilità che queste richiedono. Le giustificate perplessità sull'inceneritore espresse da Calliari sono state accompagnate da un lungo e scrosciante applauso dei contadini che, all'uscita del PalaRotari, prospettavano già un'altra marcia su Trento con trattori e mezzi agricoli, come ai tempi della Sepi.

Mariano Marinolli
Fonte: www.ladige.it

7.11.09

Pesanti sanzioni contro i 'ribelli del Bitto' che hanno sfidato la Dop

Un anno fa Ruralpini promuoveva una campagna a sostegno del Bitto 'storico' paventando la possibilità che esso potesse essere messo fuorilegge. E così è avvenuto

La burocrazia del gusto si affida alla repressione: pesanti sanzioni contro i 'ribelli del Bitto' che hanno sfidato la Dop

Può una Dop mettere fuorilegge la storia e la geografia? Può annullare i diritti collettivi e un patrimonio di una comunità di pratica radicata nella storia e nel territorio?

Il giorno 20 ottobre alcuni funzionari del MIPAAF si sono presentati al ‘Centro del Bitto’ per notificare alla società che opera la commercializzazione del Bitto ‘storico’ (la Bitto trading') due sanzioni per un massimo di 60.000 € motivate dal mancato assoggettamento ai controlli previsti per la produzione DOP e dalla usurpazione della denominazione protetta ‘Bitto’.

La prima considerazione da fare riguarda lo sfacciato tempismo dell’iniziativa (il 18 si era svolta a Morbegno la mostra del Bitto Dop, ‘ufficiale’ e si volevano evitare spiacevoli scandali), la seconda il carattere di vera e propria svolta che l’azione repressiva del Mipaaf imprime alla ‘guerra del Bitto’, il noto contenzioso, che si trascina da 15 anni, tra i produttori ‘storici’ - che operano nell’area di produzione tradizionale del formaggio Bitto - e il Consorzio di tutela (CTCB).

Il motivo è semplice: i produttori storici non accettano che il loro formaggio sia posto sullo stesso piano di una versione ‘semplificata’ che, per diversi aspetti, contraddice un procedimento di lavorazione costante nel tempo e che ha i suoi caposaldi nella qualità del latte di bovine alimentate con un sistema razionale di pascolo turnato (senza somministrazione di mangimi), nell' immediata lavorazione del latte a caldo, nell’aggiunta del latte di capra, nella lentezza e accuratezza della lavorazione (che richiede sino a 4 ore).


[ continua...]

6.11.09

Venerdì 6 novembre ore 20.30 - Inceneritore: l'alternativa c'è



INCENERITORE: L'ALTERNATIVA C'È

I Comuni di Lavis, Mezzocorona, Mezzolombardo e Zambana
promuovono una serata informativa
sui pericoli legati alla realizzazione dell’inceneritore.

Le alternative esistono ed è obbligo morale di ogni persona,
amministrazione ed organizzazione politica cercare la soluzione più sana per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Partecipano alla serata in qualità di relatori:

- Ernesto Burgio
Coordinatore scientifico di ISDE International Society of Doctors for Environment

- Massimo Cerani
Ingegnere, consulente per l’energia e l’ambiente per Comuni ed aziende private

- Giuseppe Miserotti Presidente Ordine dei Medici di Piacenza

- Carla Poli Amministratrice Centro Riciclo Vedelago (TV)

Conduce: Lucio Gardin

Pagina su Facebook al seguente link:
INCENERITORE: L'ALTERNATIVA C'È

27.10.09

Appello agli organizzatori, agli espositori e ai visitatori della Fiera "Fà la cosa giusta!"

FA’ LA COSA GIUSTA!
MANIFESTA CONTRO L'INCENERITORE!

Si può forse dire che l'inceneritore rispetti la ricerca di stili di vita sostenibili? O è proprio la raccolta differenziata a rispecchiare realmente questa possibilità?

Non è forse vero che con le emissioni di diossina i prodotti della nostra vallata verrebbero inevitabilmente inquinati?

Si può forse convincersi che l'inceneritore nasca da un progetto d'economia solidale? O è un imposizione dall'alto che se ne infischia dell'equilibrio ambientale della comunità per favorire l'interesse dei pochi?

Partecipare alla fiera crediamo significhi cercare una quotidianità che si integri con il territorio che viviamo. Ed è dunque ora di dimostrare che "la fucina delle buone pratiche" non deve essere solo una serie di incontri culturali o di importanti pratiche virtuose, ma che la prima buona pratica è quella di essere partecipi alle scelte riguardanti la propria terra.

Il comune di Trento, e successivamente la Provincia, hanno respinto la moratoria per il rinvio di uno o due anni dell'iter di costruzione dell'inceneritore. Hanno rifiutato l'idea di considerare l'aggiornamento di un piano rifiuti fermo a due anni fa, hanno rifiutato di accettare la raccolta differenziata come valida alternativa, hanno deciso di mettere a repentaglio le nostre vite senza uno straccio di documento sull'impatto ambientale. Hanno scelto di ignorare tutte le proposte di soluzione differenti, già sperimentate altrove, per seguire la linea segnata dalle lobbies dimenticando che un provincia come la nostra - per dimensioni, capacità, cultura e autonomia - può puntare a chiudere il proprio ciclo dei rifiuti in modo sostenibile ed ecologico, evitando il ricorso all'incenerimento.

Di fronte alla possibilità che venga realizzato l’inceneritore e vanificato il lavoro di chi parla il linguaggio dello stile di vita sostenibile non si può rimanere in silenzio. E come nessuno dei comuni a nord di Trento, limitrofi al sito di Ischia Podetti, ha accettato l'imposizione, così nessuno di noi può pensare che in pochi possano decidere sul futuro di tutti.

Dobbiamo rispondere a questa emergenza rifiuti con la consapevolezza di avere tra le mani una risorsa potenziale e non un problema. Facciamo la cosa giusta, scendiamo in piazza per fermare questa decisione!

SABATO 31 OTTOBRE 2009
ore 15.00
piazza Dante

MANIFESTAZIONE PROVINCIALE CONTRO L'INCENERITORE


Il Centro sociale Bruno aderisce alla mobilitazione