
Prezioso anche il contributo portato da alcuni cittadini dell’alto vicentino e del Presidio Permanente No-Dal Molin di Vicenza, la cui presenza alla giornata di ieri pone le basi per la costituzione di una rete di reciproco aiuto nella lotta contro le nocività che minacciano i due territori.
La partenza alle 10 e, dopo un’oretta di cammino sulla neve resa scivolosa dalla pioggia, si è giunti al centro della Val delle Lanze dove nessuno dei presenti è potuto rimanere indifferente alla vista dello squarcio nella montagna prodotto la scorsa primavera dalla realizzazione della nuova pista Steinblock.
"Soltanto un anno fa – dice Orfeo - avevo partecipato a questa passeggiata e il paesaggio era ancora intatto. E’ pazzesco come nel giro di pochi mesi l’uomo riesca a distruggere ciò che la natura ha realizzato in migliaia di anni". "Un insulto alla montagna costato ben 4 milioni di € - tuona Francesca, attivista di Officina Ambiente - per realizzare una seggiovia che, non potendo ancora usufruire dell’innevamento artificiale, è stata in funzione per soli 5 fine settimana in tutto l’inverno. Questa è la dimostrazione migliore di come una politica di continua costruzione di nuovi impianti come quella portata avanti dalla Provincia di Trento non sia coerente con i propositi espressi dal Presidente Dellai per ridurre le emissioni di gas serra".
Alla fine della camminata si è tenuta un’assemblea aperta a tutti per decidere le prossime iniziative in difesa della montagna e dai vari interventi è uscita la proposta di ritrovarsi il 10 e l'11 maggio (quando è previsto il nuovo inizio dei lavori) per una due giorni di campeggio e protesta.
La manifestazione si è conclusa con un’azione, quella di "spargere letame sulla pista per far crescere fili di erba ribelle e nuovi alberi sul pendio". Un "antico rito", quello della concimazione da parte dei presenti della pista sterrata, per aiutare la natura a riappropriarsi – almeno in parte - della montagna ferita.
La giornata è poi terminata con un presidio davanti all’azienda per il turismo (A.P.T.) di Folgaria - che utilizza come immagine il logo "montagna con amore" ma che in realtà promuove la devastazione della montagna - dove è stata consegnata la richiesta di fermare immediatamente la costruzione di nuovi impianti di risalita.
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