8.12.09
Lettere delle Mamme Bionike sulle acciaierie di Valsugana
Tumori al fegato e ai dotti biliari dovrebbero essere altresì ricercati nella popolazione, in particolare nelle donne che risultano statisticamente più colpite da questo tipo di intossicazioni - con successivi interventi ed agevolazioni per le cure di cui dovessero necessitare, così come dovrebbero essere analizzate affezioni polmonari ed allergie.
Particolare attenzione si pretende nei controlli sulla CATENA ALIMENTARE, considerato che la diossina si accumula nelle coltivazioni, nel latte e nella carne, dunque tutte le coltivazioni ed allevamenti della zona dovrebbero essere testati, ed i prodotti eventualmente tolti dal mercato con effetto immediato, prevedendo risarcimenti per agricoltori ed allevatori, da scaricare possibilmente su quanti hanno causato e permesso questo scempio e non sulla collettività, come sempre accade in questi casi. Ai privati il business, al pubblico e alla popolazione i danni...
La presenza di diossine ed altri inquinanti (furani, benzopirene, metalli pesanti) andrebbe verificata accuratamente in falde acquifere, aria e terreni, anche se difficile risulta continuare a credere nella correttezza e terzietà dell'APPA di fronte alle accuse rivolte dalla Procura anche a questo organo di controllo, già zoppicante dopo le indagini a Monte Zaccon, così come chiediamo chiarezza e sospensioni di eventuali coinvolti nelle indagini alla Provincia (ricordiamo nell'occasione anche le imbarazzanti telefonate del dirigente provinciale Dr.Gardelli - principale referente fino ad allora sul progetto-inceneritore di Trento - sul presunto addomesticamento dei controlli sulle discariche).
A chi poi dice che gli inceneritori - vedi quello dell'ischia (ovvero, "zona di esondazione") Podetti - inquinano "solo" un quinto rispetto alle acciaierie, rispondiamo innanzitutto che non ci sembra affatto poco, e secondariamente che se i controlli saranno gli stessi effettuati in questi anni sulle acciaierie di Borgo (e sui rifiuti tossici in Valsugana e a Trento-Sardagna ma non solo), c'è di che preoccuparsi, e molto.
In ballo c'è la salute dei nostri figli, oltre che la nostra. Se ne ricordi chi si ostina a voler perseguire questa strada, rifiutando a priori di prendere in considerazione alternative per lo smalrtimento dei rifiuti come quella meritoriamente elaborata dai comuni rotaliani.
Grande solidarietà esprimiamo infine e mamme e bambini della Valsugana, sperando che tutto questo questo per loro non si trasformi in un calvario sanitario. Nel caso, speriamo che i responsabili possano vedere coi loro occhi il volto dei bambini malati, e sperimentare l'angoscia dei loro genitori.
Mamme Bionike Trentino
(mammebionike@live.it, o gruppo facebook "mamme bionike trentino")
La chiusura delle acciaierie di Borgo e il "buongoverno" trentino

di Luigi Casanova
Da anni quanto accade attorno al produttivo della acciaieria di Borgo creava disagio, preoccupazione e allarme nella popolazione di Borgo e dell’intera Valsugana. Per intervenire non era necessario arrivare ad una rottura tanto brusca, a dover assistere all’intervento della magistratura per verificare l’insostenibilità ambientale di questo luogo produttivo.
Era sufficiente ascoltare la gente di Borgo, chi per anni con grande umiltà ha fatto parte dei comitati per la salute pubblica, chi non si è lasciato intimidire dai proprietari, dalla superficialità del mondo sindacale e di quello politico.
Le acciaierie per anni hanno inquinato l’aria di Borgo e per anni hanno smaltito rifiuti pericolosi in modo non idoneo. Ma se tutto questo era risaputo, perché il mondo politico è rimasto spettatore, perché l’APPA e l’Azienda Sanitaria provinciale non hanno approfondito le analisi, perché non intervenivano con la necessaria strumentazione durante i turni notturni?
Eppure tutti sapevano che a Borgo le carrozzerie delle auto si rovinavano precocemente, che i metalli si consumavano in fretta, che in determinate situazioni climatiche, non solo per la presenza della superstrada, l’aria era irrespirabile. Ma come è potuto accadere tutto questo nel Trentino dell’Autonomia, nel Trentino che ritiene di esportare ovunque buongoverno ed essere modello virtuoso da imitare?
Come è possibile che in Trentino si siano verificati i casi della pista dei Contrabbandieri, dei laghetti della Presena, la Marmolada, le strade stracciate nei boschi della valle dei Mocheni, i veleni diffusi nei meleti della valle di Non ed infine la discarica di Marter?
Queste domande devono avere risposta definitiva, rassicurante.
Le ultime vicende di Marter e delle acciaierie hanno definitivamente portato il cittadino a diffidare delle garanzie offerte dall’ente pubblico sul tema dei controlli urbanistici, ambientali e sulla salute pubblica. Dalla struttura provinciale sono emerse troppe convivenze o superficialità verso i poteri forti, sia nel mondo industriale che in quello turistico.
Ancora oggi ci si chiede perché la provincia non si sia costituita parte civile davanti allo sfregio del Bus del Giàz in Paganella o della Marmolada, perché la Provincia sia rimasta spettatrice in altre occasioni dove sono stati i cittadini i protagonisti delle denunce.
Qualche anno fa le cose non stavano in questi termini. Le associazioni ambientaliste si sono sempre fidate dei servizi offerti dai vari uffici pubblici, si trovava informazione e possibilità di avviare percorsi di collaborazione concreta. Oggi non è più così, ogni ufficio pubblico viene letto con diffidenza. Perché è accaduto questo, di chi sono le responsabilità se non del mondo politico?
Da quando Dellai domina la scena politica provinciale non si legge più differenza nei servizi fra tecnico e politico, gli uffici sono stati silenziati, non si riesce più ad avere informazioni se non a processi decisionali conclusi, si rimane quindi nella impossibilità di aprire un dialogo, vedi inceneritore, ma anche Dolomiti Patrimonio dell’Umanità, o Marmolada o Azienda Sanitaria.
Dellai ed i suoi assessori in questi dodici anni hanno impedito al cittadino la partecipazione costruttiva. Questo aspetto, si pensi alle vicende Jumela, Folgaria o Tremalzo ha costruito dapprima diffidenza verso la classe politica, poi severa ostilità. Non oso immaginare cosa sia avvenuto all’interno della classe dirigente dei vari servizi: o si rimane chini al capo o si viene emarginati. In provincia il dissenso non è consentito.
E’ questo il clima che ha portato all’intervento della magistratura, sia in Marmolada, come a Marter come alle acciaierie. Eppure la nostra autonomia avrebbe permesso ben altri percorsi e minori umiliazioni.
Si è visto che l’autonomia autoreferenziale basata sull’obbedienza cieca non porta a percorsi virtuosi. E’ stato deprimente il comportamento difensivo della nostra classe politica arrivata a negare errori, è deprimente sentire anche in Trentino la magistratura attaccata e offesa dai politici.
I cittadini della Valsugana possono oggi urlare con forza un grazie alla magistratura. Le responsabilità concrete verranno accertate durante le indagini, ma intanto chi per anni ha lottato per fare chiarezza sulle acciaierie, sulle discariche, sulle discutibili bonifiche agrarie sa di non aver lottato invano, sa che almeno un potere dello Stato ancora ascolta il cittadino.
Personalmente mi attendo una netta inversione di rotta, penso che la politica debba ritornare amica dei comitati, delle associazioni, verso chi si impegna nella difesa del territorio e della salute pubblica. Questi ultimi drammatici passaggi autorizzano a rimanere fiduciosi e ad attenderci dal palazzo trentino e dai suoi servizi una netta inversione di tendenza: politica di trasparenza, informazione preventiva e distacco dai poteri forti che hanno costruito un tanto invasivo e deprimente clientelismo nella nostra Provincia Autonoma.
Vedi anche:
«Diossina, si controllila catena alimentare».
La denuncia del dott.Rigo, medico di base dell'associazione medici per l'ambiente.
7.12.09
Acciaieria Valsugana, disposto il sequestro
BORGO - Un provvedimento di sequestro preventivo per l'impianto produttivo dell'Acciaieria Valsugana di Borgo Valsugana, in Trentino, è stato emesso dal gip di Trento Marco La Ganga, nell'ambito di un'inchiesta relativa all'inquinamento ambientale e allo smaltimento illecito di residui di lavorazione, con indagini del Corpo forestale di Vicenza.
Lo stesso gip ha disposto, inoltre, il sequestro preventivo del laboratorio chimico preposto ai controlli, considerato compiacente, in provincia di Brescia. Il Corpo forestale rende noto che l'esecuzione dei provvedimenti è prevista per oggi.
L'attività illecita riferita all'Acciaieria Valsugana, secondo gli inquirenti, sarebbe relativa ad emissioni moleste e imbrattanti di gas, fumi e polveri in atmosfera, e con concentrazione di inquinanti aventi valori superiori ai limiti di legge, nonchè scarichi non autorizzati recapitanti nel vicino corso d'acqua. Le indagini, che vanno sotto il nome di operazione Fumo negli occhi, sono collegate a precedenti operazioni svolte in territorio trentino nel dicembre scorso (operazione Tridentum) e nel luglio di quest'anno (operazione Ecoterra), con denominatore comune il territorio della Valsugana e l'intreccio di figure a vario titolo indagate nelle tre indagini. (ANSA).
Busa consapevole risponde alle dichiarazioni di Pacher sulla centrale sull'Altissimo
Il progetto della centrale idroelettrica di pompaggio sul monte Altissimo va avanti.Perche' non e' stato minimamente dato ascolto a quanti, fra politici e cittadini e imprenditori, che fino ad oggi hanno chiesto risposte concrete e prese di posizione da parte dei vertici Provinciali da ormai 9 mesi?
Perche' poi e' sempre e solo Pacher a rispondere sul tema della centrale, mentre Il Presidente Dellai non si e' mai pronunciato?
Info: labusaconsapevole.blogspot.com
La centrale va avanti
L'Adige del 5 dicembre 2009
Poco meno di un paio di mesi or sono, in occasione della presentazione dei candidati della lista Pinter per le primarie del Pd, il sindaco e senatore Claudio Molinari era tornato a «tuonare » contro la Provincia riguardo ai progetti giacenti a Trento per una centrale idroelettrica totalmente sotterranea scavata nel Monte Baldo della potenza di 1350 megawatt, fortemente osteggiata da tutti i Comuni della sponda trentina del Garda.
In buona sostanza Molinari chiedeva ai vertici provinciali di cancellare definitivamente ogni possibilità in tal senso.
Proprio l’altro giorno invece in consiglio provinciale il vicepresidente Alberto Pacher, rispondendo ad un’interrogazione del consigliere dell’Italia dei Valori Bruno Firmani che chiedeva chiarimenti sul caso, ha affermato testualmente che «il progetto in questione si trova nella fase istruttoria di ammissibilità alla procedura di Via. Non si sa ancora quali effetti l’impianto avrà sul sito di interesse comunitario. Sono anche in corso altri approfondimenti giuridici - ha proseguito il vicepresidente Pacher - per chiarire le competenze provinciali e statali.
Dal punto di vista delle autorizzazioni amministrative, prima di passare alla fase successiva i due progetti di pompaggio delle acque del Garda hanno inoltre bisogno di un accordo preventivo con tutte le regioni rivierasche. Finora non è stata realizzata alcuna opera».
Di fatto quindi la Provincia non ha accantonato nulla e l’esame dei progetti va avanti. Per giunta,osservano a Riva, Pacher parla di «accordo preventivo con le regioni rivierasche ma non fa alcun riferimento ai Comuni del Garda trentino».
2.12.09
Il tunnel inutile per salvare l'A22
Nella conferenza di informazione del Consiglio provinciale sul Tunnel di base del Brennero e linea di Alta velocità/Alta capacità si è sentita una voce radicalmente contraria al grande progetto presentato venerdì dal presidente delle Ferrovie dello Stato, Innocenzo Cipolletta e dall'amministratore di Bbt, la società che ha progettato e realizzerà il tunnel ferroviario del Brennero, Ezio Facchin: la voce di di Lothar Gamper, ricercatore della Facoltà di economia dell'Università di Innsbruck.
Il giovane studioso ha letteralmente demolito il progetto, fino a concludere citando l'ex eurodeputato austriaco Herbert Bosch, ex sostenitore del progetto: «Non parliamone più, è già morto». Frase che ha fatto sobbalzare Cipolletta. Ma Gamper ha fondato il suo ragionamento su dati, seppur confutabili come tutto al mondo. Cipolletta e Facchin hanno ribadito che la nuova linea serve, prima di tutto, per limitare il traffico su strada. Gamper ribatte che l'esperienza dimostra che l'Alta velocità non toglie Tir dalle autostrade.
«Il potenziamento dei porti italiani e del sud Europa basterebbero a far diminuire del 30% il traffico attraverso il Brennero. C'è un fatto scandaloso che la gente non sa: la maggior parti delle navi che vengono dall'Oriente e che passano per il Canale di Suez preferiscono fare 4 - 5 giorni di navigazione e approdare nei porti olandesi e tedeschi perché le procedure doganali italiane e greche sono troppo lunghe. Uno scandalo! C'è poi il pedaggio sull'A22, troppo basso. Un altro 20% del traffico stradale si potrebbe togliere aumentando l'efficienza dei trasporti, visto che il 20% dei camion viaggiano vuoti». Non solo ma secondo l'analisi del ricercatore tirolese il tunnel di base ha un altro punto debole: il 50% del traffico sull'A22 è locale. Se poi aggiungiamo che l'asse sul quale si sta indirizzando il trasporto europeo è quello del Gottardo la spesa di 7 miliardi e 150 milioni di euro per superare il Brennero non reggerebbe. Cifra, tra l'altro, che secondo Lothar Gamper, assolutamente sottostimata. «La Corte dei Conti austriaca ha stimato che i costi per il tunnel ferroviario si aggirano tra i 12 e i 24 miliardi di euro.
Cifre che trovano riscontro nelle dichiarazioni dell'ex manager delle Ferrovie svizzere Benedikt Weibel che parla di un costo di 18 miliardi. Per quanto riguarda il Trentino mi chiedo - ha affermato ancora Gamper - come si possa stimare un costo di 2,5 miliardi per 80 chilometri, 70 dei quali in galleria, quando in Austria ne servono 2 solo per realizzare 40 chilometri che verranno completati probabilmente entro il 2012. C'è chi parla, per l'intero tratto italiano del progetto, di un costo di 30 miliardi di euro! D'altra parte le ricerche degli ultimi anni hanno provato che, e questo non succede solo in Europa, c'è una costante sottovalutazione dei costi e, per contro, una sovravalutazione dei benefici».
Un altro ambientalista, Giorgio Rigo di Italia Nostra ha espresso nell'incontro documentate perplessità sul valore del grande progetto ferroviario. «Cito una canzone di Vasco Rossi - ha affermato - e mi chiedo se tutto questo un senso ce l'ha». Il presidente di Italia Nostra del Trentino ha chiesto che vengano date risposte alle domande di fondo. Di quanto traffico si sposterà dalla strada alla rotaia; traffico che, dopo essere calato del 30% per la crisi nei primi mesi del 2009, sull'A22 sta ricominciando a salire e tornando ai livelli pre schock finanziario.
«Un senso - ha detto Rigo - ci potrebbe essere se si dicesse un no definitivo alla Valdastico. Ma senza pesanti disincentivi per la gomma temo che questo grande progetto non servirà a molto».
[ Leggi la relazione di Lothar Gamper ]
30.11.09
Attivisti di Climate Justice Action occupano l'inceneritore di Schio
Schio-28 Novembre 2009
Da Schio a Copenaghen giustizia climatica ora:Bosetti dimettiti!
Una cinquantina di attivisti di Climate Justice Action ha compiuto un blitz all'interno dell'inceneritore di Schio per chiedere le dimissioni del presidente Ava (Alto Vicentino Ambiente) Lorenzo Bosetti.
Bosetti è indagato per omicidio colposo, disastro ambientale, violazione delle norme di inquinamento e violazione delle norme sul lavoro alla fabbrica Marlane-Marzotto di Praia a Mare, in provincia di Cosenza.
Le indagini ormai concluse hanno rivelato che: centinaia di operai sono morti causa inalazione di soastanze tossiche e nocive, tra cui amianto, con cui lavoravano. Inoltre la procura ha disposto il sequestro dei terreni circostanti in quanto in essi sono state scaricate illegalmente tonnellate di rifuiti tossici.
Gli attivisti, con tute bianche e mascherine, sono entrati all'interno dell'area dell'inceneritore , hanno attaccato uno striscione e tapezzato l'area con volantini.
Al link le foto dell'iniziativa: www.globalproject.info/
23.11.09
Agricoltura: pericolo veleni e ogm
Dal blog del comitato Prà Gras di Fonzaso.
Molto interessante l’incontro organizzato da un gruppo di cittadini valsuganoti a Calceranica al lago. Un confronto pacato, costruttivo e propositivo tra frutticoltori locali e il comitato per la salute della Val di Non. Tra i relatori anche il dott. Roberto Cappelletti (sindaco e medico) che ha illustrato, dati alla mano, la pericolosità di molto principi attivi usati in frutticoltura (ma non solo), alcuni dei quali (di uso comune) sono sospetti cancerogeni e provocano danni al sistema endocrino.
Impressionanti i dati portati sull’aumento dell’incidenza dei tumori infantili, delle malformazioni fetali e delle malattie degenerative. Puntuale anche la relazione dei due rappresentanti del comitato noneso che hanno ricordato l’esito delle analisi auto finanziate.
Su 13 campioni 12 sono risultati contaminati da una o più sostanze dannose per la salute: campioni rilevati anche a distanza di 70 metri dai meleti, campioni rilevati nei giardini, negli orti privati, negli spazi pubblici; oltre alle centinaia di segnalazioni di infrazioni commesse nei meleti e non rilevate né sanzionate.
IMPRESSIONANTE IL FATTO CHE UN ALBERO DI MELO (trattato chimicamente), AL TERMINE DELLA SUA BREVE CARRIERA PRODUTTIVA NON SIA CONSIDERATO “LEGNO” MA BENSI'... RIFIUTO SPECIALE !
Molto preoccupante anche il fatto che nella maggioranza dei campioni di mele analizzate siano stati trovati più residui di principio attivo suscitando la preoccupazione di molti per l’effetto combinato che questi possono avere.
Si è parlato molto anche di “FASCE di SICUREZZA” attorno a case, scuole, ospedali ecc.. per evitare l’effetto deriva dei pesticidi; studi dimostrano che tale distanza è bene non sia inferiore ai 100m.

Una serata sicuramente positiva che oltre a palesare buoni propositi di produttori e amministratori e dimostrare la pericolosità di molti dei prodotti, per lo più usati troppo e male, ci piace sintetizzare con una battuta...
SE VUOI PER DAVVERO CHE LA MELA TOLGA IL MEDICO DI TORNO, FA SI CHE LA MELA CHE MANGI SIA BIOLOGICA!!
Siamo convinti che se i consumatori fossero adeguatamente informati su cosa c’è dentro a certe mele, sotto alla buccia lucida e perfetta, invece che darle ai propri figli le userebbero come la Biancaneve di questa vignetta.
DA SEGNALARE ANCHE LE DICHIARAZIONI DEL DIRETTORE GENERALE DELL'ARPAV DRAGO (Tribuna di Treviso) che denuncia: "Nelle terre di Marca troppi pesticidi, tanti nitrati e perfino atrazina, vietata ma venduta nei circuiti di un mercato nero..Il problema riguarda tutto il territorio trevigiano, dalle colline del Prosecco, dove alcuni mesi fa vennero trovati livelli di inquinamento fuori dalla norma, alla pianura..I nostri rilievi evidenziano chiaramente la presenza massiccia di queste sostanze"
SEGNALIAMO INOLTRE UN INTERESSANTE DOCUMENTO RELATIVO ALLA PERICOLOSITÀ DEGLI OGM (organismi geneticamente modificati) "Malattie indotte da virus transgenici".I virus transgenici con cui oggi si fanno gli Organismi Geneticamente Modificati (O.G.M.) entrano nel DNA della pianta, modificandola in maniera a noi sconosciuta. Questi virus dovrebbero restare latenti, ma nulla può escludere che possano anche riattivarsi in maniera analoga ai ben noti virus tumorali a RNA (Oncornavirus) o come i virus tumorali a DNA (entrambi induttori di leucemie, sarcomi, carcinomi, gliomi…).
(per leggere tutto il documento cliccare qui)
