1.9.09

Dal Colbricon l'attesa dell'alternativa

COLBRICON - Descrivere la bellezza della riserva naturalistica di Colbricon a parole è togliere qualcosa al privilegio di starci con lo sguardo in volo dentro un orizzonte spettacolare. C'erano tutte le sigle ambientaliste, Mountain Wilderness, Italia Nostra, PrimieroViva, Genius Loci e comitato Pagras, ieri, per festeggiare la sospensione del progetto funiviario che sarebbe dovuto passare lassù, come ci indica Daniele Gubert di PrimieroViva puntando il dito alla cima della Cavallazza, con i primi piloni.
«Stiamo attendendo la definizione di nuove idee partendo dal fatto che da Colbricon non si passa - annuncia all'apertura del forum - ad ottobre chiederemo un confronto in Provincia per capire quale valutazione sia stata fatta all'alternativa di fare partire il collegamento dell'impianto da San Martino fino al Rolle. Speriamo di essere qui il prossimo anno a festeggiare l'archiviazione definitiva del progetto che ha riguardato Colbricon».
Interviene Nicola Chiavarelli con una nota di pessimismo: «Vorrei che ci fosse il coinvolgimento di tutti perché la Provincia non ci proponga una soluzione preconfezionata. Sono socio della Rosalpina e io, come tutti gli altri soci, ho sottoscritto l'aumento di capitale, perché Rosalpina spa è "nostra" e ci sentiamo responsabili. Potrei dire una responsabilità sociale a tutto tondo. Non vorrei che la sospensione del progetto fosse solo "«tecnica" in attesa che le varie società coinvolte ritornino all'attacco».
Flavio Taufer di Genius Loci spiega che la coscienza ecologista è un affare molto costoso: «Ci metti la faccia e impegno. Non è facile trovare persone che partecipino fattivamente, al di fuori delle solite sigle ambientaliste, ai progetti di difesa dell'ambiente». Il consigliere provinciale Roberto Bombarda , promotore della mozione per stop al collegamento, parla delle soluzioni prospettate: «Meno impattante è senza dubbio un impianto di risalita che una cremagliera. La politica questa volta si è mossa e lo ha fatto anche grazie al "fervore di pochi", rappresentata da una sinergia che è andata oltre le sigle ambientaliste locali».
Luigi Casanova di Mountain Wilderness non risparmia l'assessore provinciale agli enti locali Gilmozzi: «Ci ha suggerito di essere "pratici". Noi diciamo che non siamo pratici del caterpillar ma del piccone e della pala. E al governatore Dellai che ha definito gli ambientalisti "saccenti" alla cerimonia di consacrazione delle Dolomiti patrimonio dell'umanità rispondo che siamo tutti uomini umili in lotta per la salvaguardia di questo patrimonio che deve essere sì condiviso ma con un grande senso di responsabilità. Se la Provincia ci aprirà le porte siamo aperti a qualsiasi confronto».

di Nicoletta Brandalise, tratto da l'Adige del 31.08.09

29.8.09

Riserva del Colbricon: una bella vittoria!

Da Colbricon non si passa. Eccoci allora a festeggiare.

A 364 giorni dalla pacifica occupazione della Riserva Integrale di Colbricon, ci incontriamo per un solenne richiamo ai valori della montagna e per ribadire la necessita' di una maggiore attenzione al rispetto dei suoi tesori.

Genius Loci, una bella vittoria!
Da Colbricon non si passa. Eccoci allora a festeggiare.


Un angolo di paradiso al cospetto delle Dolomiti era minacciato da un progetto di collegamento funiviario deturpante, illogico e antieconomico. Dopo anni di lotte, di ricerca di dialogo, d'alleanze tra Associazioni e Comitati, il progetto sara' cancellato.
Un monito per la tutela dei sacri luoghi...
Dolomiti Patrimonio Universale dell'Umanita': una scommessa da vincere per il futuro!

Sabato 29 Agosto 2009 ai Bellotti (Lamon, BL)

C'e' posto per tutti.
Quattro passi a piedi e trascorriamo la giornata e la notte insieme.
Nessun problema per il pernottamento purche' provvisti di sacco a pelo o per chi vuole tenda e il necessario per la sopravvivenza.
Grande fuoco e note musicali.

Domenica 30 Agosto 2009 ai Laghetti di Colbricon (TN)

Dai Bellotti o da qualsiasi altro luogo convergiamo a Colbricon con ritrovo festoso dalle ore 10.00.
E' in programma una session acustica musicale aperta alla partecipazione...
ore 11:30: FORUM APERTO - il punto sulla situazione, prospettive, idee, suggerimenti.
A seguire pranzo al sacco con scambio e assaggio di prodotti e bevande DOC (chi lo desidera porti anche il necessario per un brindisi, strumenti musicali, striscioni, bandiere...)
La festa si svolgera' con qualsiasi condizione meteorologica.

Come arrivare e ulteriori informazioni: vedi volantino disponibile all'indirizzo:
http://www.primieroviva.it/files/G2009A5m.pdf [1.3 Mb]

28.8.09

Ala: presentazione del progetto TAV

VENERDI' 28 AGOSTO, ORE 20.30
AUDITORIUM DELLA CASSA RURALE, AD ALA (TN)

L'assessore ai trasporti Pacher e il progettista del TAV in Trentino De Col "illustreranno" il progetto dell'Alta Velocità/Alta Capacità.
Di seguito un articolo che ben spiega il clima che si troveranno di fronte i due propagandisti del progetto TAV.
Ci sorge un dubbio: ma che potere decisionale hanno i cittadini, i consigli comunali dei comuni interessati dal passaggio della TAV (la maggior parte si sono espressi contrari al progetto), oppure il comprensorio del C10, se Dellai, durante il consiglio comunale di Trento, ha già detto che la TAV si farà?

Approfondimenti al sito dell'Associazione Tutela Territorio di Ala (link: http://www.impegnocivileperalaefrazioni.it/associazione_tutela_territorio.html) con un ampio dossier con le planimetrie e i vari elaborati.


Vedi: Alensi contro la Tav, il tam tam su internet

19.8.09

«I pesticidi contaminano orti e case»

Articolo tratto da l'Adige del 19 agosto
di Guido Smadelli

«Abbiamo rilevato 13 campioni in vari punti della valle, in 8 diversi comuni dell'area dove viene praticata la frutticoltura intensiva. In 12 campioni sono stati rinvenuti residui di principi attivi, ed ogni singolo campione conteneva da 2 a 6 principi attivi diversi, in buona parte nocivi, qualcuno addirittura tossico».
Andrea Deromedis , del «Comitato per il diritto alla salute» della val di Non, ricorda che analoghe analisi erano state compiute un anno fa, in 10 punti, in 8 dei quali erano state rilevate presenze di residui. Oggi si è a 12 su 13. «Quindi la situazione è peggiorata», afferma deciso Deromedis, affiancato da Virgilio Rossi e Raffaella Mottes , altri componenti del comitato.
I campioni sono stati ovviamente rilevati da un tecnico abilitato ed esperto, ed analizzati in un laboratorio fuori regione: un monitoraggio su aree private e pubbliche per verificare la possibile presenza di residui fitosanitari. Analisi che - va precisato - sono state sostenute dal comitato: costate 2.880 euro (spesa sostenuta in parte da Cassa rurale Alta Valdisole e Peio, Volksbank di Cles e Cento sociale Bruno di Trento), sui campioni prelevati il 29 maggio scorso.
«Purtroppo non c'è alcun controllo sulla contaminazione delle proprietà private», considera Sergio Deromedis. «Sono state compiute analisi ambientali sulle polveri, che ci sono dappertutto»; aggiunge Raffaella Mottes.
Problema è che le ordinanze spesso ci sono, ma sono pochi i controlli. «Ed è vergognoso», affermano i componenti del comitato, «che un gruppo di persone di una ventina di elementi, sostenuti dalle oltre mille firme raccolte, si debba far carico, autofinanziandosi, di compiere le analisi».
Le ordinanze ci sono, incalzano i nostri interlocutori, ma non vengono rispettate e non sono sufficienti. «Si dice niente irrorazioni con atomizzatore a 50 metri, ma a 70 metri si accerta la presenza di residui. Il minimo di fascia di rispetto dovrebbe essere di 100 metri». Perché dalle analisi risulta evidente un fatto: residui di principi attivi sono stati trovati dentro le abitazioni. «Si dorme nei pesticidi». «Il discorso è che noi queste sostanze non le vogliamo né nell'orto, né in giardino, né sul balcone, né in casa», viene affermato. E mentre un anno fa nei campioni rilevati c'erano in media 2 residui di principi attivi, quest'anno la media sale a 3,7.
«I motivi sono tre», spiega Sergio Deromedis. «Innanzitutto il non rispetto delle regole e gli scarsi controlli. Quindi i meli troppo vicini a strade ed abitazioni senza che vi sia protezione alcuna, mentre ad esempio nel famoso protocollo agricolo si parla espressamente di siepi, ma quelle esistenti vengono tolte per far posto a nuovi meleti. Infine, l'uso eccessivo della chimica in valle di Non». Da studi ufficiali a livello nazionale risulta che in provincia di Trento vengono usati annualmente 2,5 milioni di chilogrammi di antiparassitari, l'equivalente di 50-60 chilogrammi ad ettaro. Un record nazionale assoluto, ben al di sopra di altre regioni dove si grida all'allarme per il limite di guardia, per cifre infinitamente meno significative.
«Peraltro», concludono i componenti del comitato presenti all'incontro con l'Adige , «va ricordato come l'Istituto agrario nel 2008 abbia "consigliato" ben 37 trattamenti...»

Tutti hanno effetti tossici o cancerogeni
LE CONSEGUENZE

VAL DI NON - Per comprendere quanto siano «consigliati» i principi attivi rilevati dalle analisi commissionate dal Comitato per il diritto alla salute, basta inoltrarsi nel portale «Footprint», dove ad ogni principio vengono abbinate le conseguenze sulla salute. Eccole (quasi tutti sono irritanti per pelle ed occhi).
«Clorpirifos etile»: distruttore endocrino; confermati effetti dannosi sul sistema riproduttivo; come inibitore della colinesterasi;
«Penconazolo»: confermati effetti dannosi sul sistema riproduttivo; tossico per il fegato; «Miclobutanil»: possibili effetti sul sistema riproduttivo;
«Difenoconazolo»: possibile cancerogeno; tossico per fegato e reni;
«Ciprodinil»: possibili effetti sul sistema riproduttivo;
«2 phenilfenolo»: confermati effetti cancerogeni; possibili effetti sul sistema riproduttivo; effetti sul sistema respiratorio; tossico per fegato e reni; danneggia la cornea dell’occhio;
«Metossifenozide»: possibile distruttore endocrino;
«Lufenuron»: possibili effetti sul sistema riproduttivo; possibili effetti tossici su tiroide e fegato;
«Bupirimate»: possibili effetti sul sistema riproduttivo;
«Endosulfan»: possibili effetti cancerogeni; possibile distruttore endocrino; neurotossico;
«Diclofuanide»: possibili effetti sulsistema respiratorio;
«Iprodione»: confermati effetti cancerogeni; possibili effetti sul sistema endocrino; effetti sul sistema respiratorio.

LA DENUNCIA Nessuna risposta
«Fascia di rispetto da ampliare»

VAL DI NON - I campioni prelevati ed analizzati in questa «campagna» curata dal Comitato per il diritto alla salute sono vari, per dislocazione geografica e per punti di prelievo. Ed è curioso osservare come numerosi pesticidi (cyprodinil, etofenprox, pirimicarb...) siano stati trovati sull’erba, nel giardino di casa. Sul balcone di un’abitazione, a 47 metri dal confine della proprietà,
sono state prelevate delle polveri: e qui c’è un assortimento di residui molto, molto lungo.
Ci si sposta in una sala da pranzo, 51 metri dal confine, e si trovano residui di tetraconazole (tossico per il fegato). Prelievi compiuti a settembre rilevano che residui sono rintracciati anche in un orto posto a 70 metri dal confine.
Da questi dati il Comitato trae delle considerazioni: se residui vengono rilevati a 70 metri, deve essere ampliata la fascia di rispetto (almeno 100 metri); la presenza di pesticidi è uniforme per almeno 6 mesi l’anno, con il clorpirifos in pole position (persistenza elevata per l’intero periodo); ne deriva l’impossibilità di potersi nutrire con ortaggi coltivati in proprio, biologicamente,
ma contenenti pesticidi «altrui»; nonché l’impossibilità di poter vivere liberamente la propria casa senza venire a contatto con i pesticidi.
Lo stesso Comitato nel recente periodo ha rilevato numerosissime infrazioni ai regolamenti: le ha elencate, ne ha dato comunicazione a tutti gli enti competenti, dalla provincia in giù. Chiedendo risposte e, soprattutto, che vengano presi provvedimenti (o quanto meno eseguiti maggiori controlli) entro 30 giorni.
Periodo trascorso, nessuna risposta.

Agricoltura e turismo in Val di Non

Mercoledì 19 agosto 2009 ore 20.30

a Tres, Auditorium Piazza C. Zadra
Il Comitato per il Diritto alla Salute di Tres organizza:

Serata informativa

Saluto e introduzione del Comitato per il Diritto alla Salute di Tres.

Agricoltura e Turismo in Val di Non. Conflitto o compatibilità?
Relatore Dr. Giorgio Bianchini

Paesaggio e Turismo in Val di Non. Cosa ne pensa il turista della Predaia!
Relatore Virgilio Rossi

Rinaturalizzazione degli ambienti rurali caratterizzati dall’agricoltura intensiva
Relatore Dr. Paolo Zorer

A seguire dibattito

Vedi anche:
Nasce in Francia la rete per le vittime dei pesticidi
Mele e turismo, binomio difficile
Basta coltura intensiva e pesticidi

8.8.09

Acciaierie di Borgo: riconversione ora!

30 anni di promesse
30 anni di rassicurazioni
30 anni di fumi
30 anni di scorie disseminate: dove?

Con quali conseguenze?

Venite:

SABATO 8 AGOSTO 2009 ore 18.00
PIAZZA MARTIRI – BORGO VALSUGANA

con i barbieri sleali - valsugana

Acciaierie, non ci sono soltanto le scorie

Manifestazione sui rischi legati ai fumi

Non solo i residui di metallo e di polveri, e altre schifezze, che finiscono in discariche più o meno abusive sono tossici, potenzialmente cancerogeni visto che inquinano la terra e probabilmente arrivano alle falde acquifere. Ma i fumi di un'acciaieria - dicono i Barbieri Sleali - sono a loro volta cancerogeni. Per questo l'associazione proporrà alla popolazione una performance, sabato alle 18 in piazza Martiri a Borgo. Un medico dell'Ospedale di Borgo e un luminare universitario di Padova spiegheranno alla gente quali tipi di cancro e per quali cause, quali tipi di metallo e per quali mali, potrebbero stare alla base di un'esposizione prolungata (e per Borgo di questo si tratta) ai fumi scaricati dalle acciaierie. La performance sarà a cura del dottor Roberto Cappelletti dell'Ospedale di Borgo e del professor Giorgio Jobstraibizer dell'Università di Padova. Dei teli bianchi verranno posti a terra e qualche cittadino (un adulto e un minore possibilmente) verrà invitato a coricarvisi. La sua sagoma verrà disegnata sulle tele. Poi Cappelletti e Jobstraibizer disegneranno all'interno di quei corpi i vari organi interni, quelli che possono essere colpiti più facilmente da forme tumorali. Cappelletti spiegherà ai cittadini come il metallo attacca il nostro corpo e Jobstraibizer coniugherà i vari metalli con le varie forme tumorali possibili. «L'obiettivo della performance - dice Rosa Finotti dei Barbieri Sleali - è quello di raccogliere firme, un appello popolare quindi. La petizione ha un titolo: "Noi non siamo scorie, non ci metterete sotto il tappeto". La raccolta di firme continuerà in tutti i paesi della Bassa Valsugana, anche presso gli uffici anagrafici. Il Comune di Telve, ad esempio, ha già dato il suo assenso alla cosa». Ma cosa volete? «Miriamo certamente alla chiusura delle Acciaierie di Borgo ma, viste le difficoltà, dovute soprattutto alla presenza di un notevole numero di lavoratori, pensiamo nell'immediato ad una riconversione. La cosa è possibile. Ad esempio è stata portata a compimento in una acciaieria di Straubin, in Bassa Baviera. Le Acciaierie di Borgo potrebbero diventare un centro di selezione e recupero di metallo ferroso, dato che all'interno dello stabilimento vi sono dei grandi magneti. Una specie di Crz per la cernita dei vari tipi di metalli. Almeno fino a quando non saranno chiari i risultati delle analisi delle emissioni volute dal giudice Liverani». I Barbieri Sleali avevano promesso a loro volta di portare a compimento dei carotaggi su vari terreni, e quindi fare analizzare i terreni. «Ci siamo fermati perché ci siamo resi conto che le analisi che la signora Liverani ha ordinato di fare sono approfondite e, quindi, non servono dei doppioni». Fiducia piena nella magistratura, perciò. Scusi signora Finotti, il sindaco di Borgo, Fabio Dalledonne, che in campagna elettorale aveva come uno dei suoi punti programmatici proprio la chiusura delle Acciaierie, vi appoggia in qualche modo? «Dieci giorni fa abbiamo chiesto al Comune il permesso per la manifestazione. Ci hanno assicurato che non ci saranno assolutamente problemi. Finora non ce lo hanno fatto avere ma ci è stato detto che arriverà giovedì (oggi, ndr)». I Barbieri Sleali stanno da giorni distribuendo tre tipi di volantino alla popolazione di Borgo e di altre zone valsuganotte. E gli stessi sono affissi in tutta la Bassa Valsugana. «La nostra paura - dice Rosa Finotti - è che tutto si concluda con le disavventure giudiziarie del signor Boccher e la storia dei residui solidi». Sabato in piazza, a dar man forte all'associazione ci saranno anche i gruppi «fratelli»: Osservatorio Grigno-Tezze, Valsugana Pulita, Antipuzza di Novaledo e il gruppo per la bonifica agraria di Villa Agnedo.

L'Adige, 6 agosto 2009