2.6.08

2 giugno: Contro le guerre, no alle basi militari.

2 giugno ore 9.00 piazza Pasi, Trento
Contro le guerre, no alle basi militari.
No alla militarizzazione dei nostri territori e della festa della Repubblica!

In Italia vi sono oltre 100 basi ed installazioni militari che vanno da Bolzano a Lampedusa: strutture che non servono a difendere la popolazione ma che costituiscono invece un grave pericolo per la sicurezza dei cittadini.
Territori sottratti alla vita civile che si trasformano in aree destinate al sostegno della guerra globale permanente.

Portaerei, cacciabombardieri, sottomarini, aerei, elicotteri, missili, bombe, macchine di morte di ogni specie possibile passano e stazionano nelle installazioni militari. Senza trascurare il devastante impatto ambientale che la presenza di tali armi determina, partecipiamo tutti, senza volerlo, alla guerra.
Anche a Trento sarà così: la base di Mattarello non sarà un luogo di pace, ma - come tutte le strutture militari - un avamposto di guerra. 30 ettari di campagna che saranno ricoperti da una colata di cemento, uno sfregio ambientale e urbanistico che dobbiamo impedire.
Un’area che è sottoposta al segreto militare e che nessuno sa cosa potrà contenere, quali armamenti e quali macchine di morte.

Una base militare non è uno spazio civile, è un luogo di guerra, dove si formano uomini destinati ad uccidere, dove l’obbedienza alle regole d’ingaggio è la sola virtù.
In un mondo che ogni giorno scava trincee, che quotidianamente bombarda, che fa di tutto per costruirsi nemici, una base militare diventa l’avamposto per l’esercizio della guerra. A Vicenza come a Mattarello.

Abbiamo detto NO al Dal Molin e continueremo a dirlo, e lo stesso vale per il resto del territorio italiano, ormai ricoperto di basi e prima linea della guerra globale.
Ma soprattutto iniziamo in modo deciso ad opporci alla costruzione della caserma militare di Mattarello.

Il 2 giugno saremo in piazza per festeggiare la Repubblica e la sua Carta Costituzionale che ripudia la guerra. Diremo NO alla costruzione della caserma di Mattarello, continuando il nostro percorso di sensibilizzazione, per spiegare le nostre ragioni e per difendere il nostro territorio dalla devastazione ambientale e dalla guerra.
Perché "Trento Città della Pace" non sia uno slogan da scrivere sulle cartoline, ma una realtà da conquistare attraverso l’opposizione alla costruzione delle caserme militari di Mattarello.

Ore 9, Piazza Pasi
2 giugno 2008

1.6.08

Siamo tutti Chiaiano!

In appoggio alla lotta della popolazione di Chiaiano
Officina Ambiente di Trento e il CS Bruno esprimono la propria solidarietà alla popolazione di Chiaiano attaccata con grande violenza dalle "forze dell'ordine" mentre afferma il proprio diritto a una vita senza veleni e senza il peso della criminalità organizzata dei rifiuti.
Isolate i facinorosi, dice il Prefetto alla gente della Campania. Ma i cittadini non vogliono altre discariche e non vogliono inceneritori sapendo bene che sarebbe la maniera per rendere eterna l'emergenza rifiuti o per scambiarla con altre nocività.
Alle richieste di rovesciare la logica della gestione dei rifiuti, di avviare subito riduzione degli scarti, raccolta differenziata spinta e trattamento meccanico biologico si contrappongono militarizzazione del territorio, operazioni di polizia, manganelli e spinte dall'alto di muri.
Il primo giugno anche noi saremo a Napoli alla manifestazione nazionale per dire che l'assalto all'ambiente, ai beni comuni, alla salute della popolazione non sta indebolendo ma sta facendo crescere la volontà di opporsi.

31.5.08

TAV: Campagna di pressione nei confronti della Collini Costruzioni

Officina Ambiente aderisce alla campagna di boicottaggio proposta durante il presidio informativo No TAV e per la libertà di espressione di venerdì 16 maggio.

Dal 26 al 31 maggio
intasiamogli la posta e il fax!

Sempre più persone sono contrarie al TAV Verona-Monaco (in più di mille hanno manifestato a Trento il 19 aprile scorso). Le ragioni di questa opposizione sono state spiegate attraverso decine di serate informative e la diffusione ampia di dossier e altro materiale che smonta la pretesa necessità dell'opera. Ma avere ragione, lo sappiamo bene, non basta.
Se opere inutili e devastanti vengono costruite è perché c'è chi ci guadagna. Le aziende che partecipano e parteciperanno alla costruzione del TAV Verona-Monaco si arricchiranno distruggendo le nostre valli e montagne, rischiando di intaccare persino il più prezioso dei beni: l'acqua.
Per questo vogliamo dare a simili affaristi nome e indirizzo. Tra le otto imprese del consorzio che si è aggiudicato l'appalto per il cunicolo esplorativo di Aica-Mules, prima parte del TAV Verona-Monaco, c'è anche la trentina Collini Costruzioni S.p.A. (la sola impresa regionale coinvolta).
Per questo un gruppo di attivisti in solidarietà con la lotta NO TAV, il 28 aprile scorso, è entrato nella sede milanese della ditta con degli striscioni che dicevano "COLLINI VERGOGNA" e "COLLINI DEVASTA LE ALPI".
Quello che proponiamo è una campagna di pressione nei confronti della Collini affinché recida il contratto per i lavori del TAV. Inondarla di telefonate, di e-mail, di fax potrebbe essere un semplice ed efficace inizio. Se non altro per farle sapere che non la lasceremo lavorare in pace alla distruzione della nostra terra.

Per avere maggiore efficacia suggeriamo di concentrare gli sforzi dal 26 al 31 maggio. È una cosa facile e alla portata di tutti.

COLLINI IMPRESA COSTRUZIONI S.P.A.

sede: via Brennero 260/H, Trento -- tel. 0461 825666; fax: 0461 824418
direzione: p.zza Velasca 4, Milano -- tel. 02 72021820; fax: 02 874485

e-mail: info@collini.191.it ; infotrento@impresacollini.it ; collinisegreteria@tin.it ;

(fatturato del gruppo nel 2006: 113 milioni di euro; numero medio dipendenti 2006: 261; portafoglio lavori: 240 miliardi di euro)



PER IL FUTURO DELLA TERRA E DEI BAMBINI MANDA UN FAX ALLA COLLINI


Fac-simile da spedire:

Ai responsabili della Collini Costruzioni S.p.A.

Signori, partecipando ai lavori del cunicolo esplorativo Aica-Mules, prima parte del TAV Verona-Monaco, partecipate alla costruzione di un'opera inutile imposta dall'alto senza alcun confronto con le popolazioni direttamente colpite.
Un'opera che devasterebbe le valli dell'Isarco e dell'Adige, mettendo a rischio l'approvvigionamento idrico di interi comuni e compromettendo il futuro delle giovani generazioni, senza risolvere il problema del traffico. Un'opera che sempre più persone, informate e decise a difendere la propria terra, rifiutano. Non macchiatevi di una così grave responsabilità.
Non nascondetevi dietro l'alibi che non siete stati voi a decidere il TAV: senza imprese come la vostra quest'opera non si realizzerebbe. Recidete il contratto, e andate in pace.

NO TAV

29.5.08

Folgaria, altro «no» agli impianti

Pubblichiamo di seguito un articolo de l'Adige del 29.5.2008 in cui si informa sul parere emesso dalla III Commissione del Consiglio della Provincia di Trento relativo alla petizione popolare n.15/2008 contro l'ampliamento dell'area sciabile di Folgaria - Passo Coe verso Costa d'Agra. Pur non disconoscendo la posizione espressa dalla III Commissione, facciamo però notare che questo parere presenta alcuni aspetti non positivi: non è infatti esclusa in modo chiaro l'eventuale realizzazione dei nuovi impianti e delle nuove aree sciabili da Passo Coe verso il Veneto; il riferimento alla posizione assunta dal Consiglio Provinciale non esclude neppure la realizzazione alternativa di altri impianti e altre aree sciabili da Folgaria verso Lavarone e Luserna attraverso il Monte Cornetto.

Da Trento arriva un nuovo stop agli impianti in Folgaria. Certo, non è vincolante, ma è un parere che pesa quello della terza commissione permanente, presieduta da Roberto Pinter, chiamata a esprimersi sulla petizione popolare (1700 le firme) contro il progetto. Dopo un esame effettuato anche tramite consultazioni che hanno coinvolto i soggetti interessati, la commissione si è adeguata alla posizione assunta dal Consiglio Provinciale che ha già invitato la Giunta Provinciale ad opporsi a un ampliamento dell'area sciabile di Folgaria finalizzato al collegamento con il territorio veneto. La terza commissione ritiene quindi fondate alcune preoccupazioni evidenziate dalla petizione e, tenuto conto delle dichiarazioni rese dal sindaco di Folgaria, «auspica che le prossime scelte della Provincia e dei comuni nel settore urbanistico e in quello turistico siano pensate (o ripensate) considerando le esigenze di sviluppo unitario di tutto l'altopiano». Si dovrà inoltre «rispettare le previsioni sia del nuovo Pup sia della normativa sulle seconde case, per evitare che un eventuale sviluppo delle aree sciabili sia accompagnato da un'inammissibile espansione edilizia-urbanistica». Infine secondo la commissione «i legittimi interessi delle società impegnate nella realizzazione e nella gestione degli impianti e piste da sci, devono essere considerati nella misura corretta, ma senza che gli stessi prevalgano sulle scelte che le comunità e le rispettive amministrazioni intendono adottare nell'interesse pubblico per uno sviluppo armonico e rispettoso dell'ambiente, del paesaggio e degli interessi socio-economici dell'area».

l’Adige 29/05/2008

Nuova iniziativa proposta dal Comitato contro la base militare di Mattarello

Il Comitato “Caserme di Mattarello? No grazie!” presenta:

Giovedì 29 maggio ore 20.30
presso il Teatro Parrocchiale a Mattarello

"Redacted" un film di Brian De Palma

Premiato con il Leone d’Argento per la miglior regia al Festival di Venezia 2007, osannato dalla critica ma censurato dal circuito cinematografico ufficiale. “Redacted” di Brian De Palma, affronta in maniera cruda e senza mediazioni la tragedia della guerra in Iraq. Questo film utilizza una tecnica assolutamente innovativa che si serve delle nuove tecnologie, di internet e di tutti quei mezzi che permettono la diffusione di notizie che altrimenti non verrebbero mai rese note.

Un film shockkante e drammatico come solo la realtà può essere!

La parola "redacted" significa redigere o meglio "preparare per la pubblicazione". Spesso in un documento o in un’immagine redatta sono state oscurate o cancellate le informazioni personali (o quelle impugnabili); pertanto il termine viene spesso usato per definire documenti o immagini da cui siano state espunte le informazioni sensibili.

Sei sicuro che ti stiano dicendo sempre tutta la verità?
Sei sicuro che dietro a “zone sensibili” sanno cosa esista?
Sei sicuro che ti diano tutte le notizie necessarie?
Sei sicuro che ti facciano vedere tutti i film?

A seguire assemblea pubblica del Comitato contro la base militare di Mattarello.
Una vera città di pace è quella senza basi di guerra.

17.5.08

Folgaria - Pronti a bloccare i lavori in Val delle Lanze!


Dalla due giorni di mobilitazione a Passo Coe segnali positivi

Bilancio più che positivo per la due giorni organizzata da Folgaria235 a Passo Coe in opposizione alla realizzazione dei nuovi impianti su Pioverna, Costa d’Agra e Val delle Lanze: nei due giorni di iniziative, in momenti diversi, sono state almeno 200 le persone passate dalla baita "base" della protesta.
«Il fine dichiarato di quest’iniziativa era non solo l’ennesima manifestazione del nostro dissenso rispetto a questo folle progetto, ma anche la costruzione di un momento di riflessione collettiva per capire come riuscire a bloccare i lavori che – almeno per quanto riguarda la parte vicentina del programma di opere – potrebbero ricominciare anche questo mese.»
E non c’è dubbio che l’obbiettivo sia stato raggiunto: già da questa settimana infatti alcune associazioni e comitati vicentini - presenti alla due giorni a Passo Coe - si attiveranno per individuare i responsabili dei meccanismi autorizzativi che hanno dato l’assenso alla realizzazione del nuovo carosello sciistico, al fine di cominciare anche sul versante veneto - come già avviene da tempo in Trentino - un’azione di pressione sulle istituzioni implicate.
In agenda c’è anche un appuntamento per il prossimo venerdì 23 maggio a Chiuppano (alle 20.30 a Palazzo Colere) per fissare le date delle prime azioni concrete da mettere in campo nei confronti dei promotori del progetto.
Boicottaggi delle aziende coinvolte e presidi delle sedi degli organi amministrativi che hanno dato il via libera ai lavori, le proposte che hanno raccolto maggior consenso fra i numerosi interventi dell’assemblea conclusiva, oltre ovviamente a una necessaria opera di informazione delle popolazioni di Lastebasse, Arsiero e Tonezza.
Una sorpresa aveva aperto la prima giornata di mobilitazione a Passo Coe. Un articolo sul quotidiano "Trentino" dava la notizia di un ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio provinciale in cui si chiedeva di:
"1) riverificare, da subito, la portata del progetto di sviluppo impiantistico di Folgaria al fine di escludere il collegamento col Veneto; 2) favorire la predisposizione di un progetto di sviluppo del turismo dell’Altopiano che valorizzi le stazioni di Lavarone e Luserna assieme a quella di Folgaria, su una proposta promozionale, moderna, unitaria e complessiva, forse prioritaria nel panorama turistico trentino".
L’iniziativa del Consiglio, rispondono degli attivisti di Officina Ambiente, permette forse di guadagnare del tempo per quanto attiene ai progetti dei nuovi impianti di Passo Coe e del Plaut ma non sembra andare esattamente nella direzione richiesta dai comitati locali e rischia comunque di essere equivoca poiché, per chi si oppone all’ampliamento delle aree sciabili sugli altopiani, resta sempre prioritaria l’emergenza costituita dall’impianto già autorizzato che dal Veneto salirebbe verso Costa d’Agra.
Gli attivisti fanno poi notare che il Consiglio provinciale del Trentino ha impegnato la Giunta con un o.d.g. ma la Giunta non ha deciso alcuna sospensione o rinuncia. Al contrario, risulterebbe imminente la pronuncia di compatibilità ambientale su alcuni dei nuovi impianti in progetto nella zona Passo Coe - Fondo Piccolo.
Inoltre "escludere il collegamento con il Veneto" per gli attivisti è una formulazione ambigua perché potrebbe significare rinuncia agli arroccamenti congiunti delle stazioni a monte su Costa d’Agra ma non chiara rinuncia alla connessione tra le aree sciabili delle due Province, e contestualmente alla rinuncia al "collegamento verso il Veneto" l’o.d.g. del Consiglio provinciale rilancia avventurosamente un programma di interventi "alternativo" verso Lavarone e Luserna, più impattante di quello che sarebbe accantonato.
Proprio per questi motivi Officina Ambiente ritiene importante rilanciare ai comitati e alle associazioni un documento contrario a qualsiasi intervento di potenziamento delle aree sciabili.


Link utili:
Comitato "Folgaria 235"
Associazione Amici degli Altipiani

16.5.08

Folgaria - Incontro nella sede della SAT Centrale per discutere dello sviluppo verso la zona del Veneto

Riportiamo di seguito gli articoli de L'Adige e Il Trentino sull'incontro nella sede della SAT Centrale per discutere dello sviluppo verso la zona del Veneto .
Tutti gli interventi del relatore e delle associazioni ambientaliste, con qualche differenza di accenti, hanno espresso contrarietà al progetto di espansione dell'area sciabile verso Costa d'Agra, sia dal Veneto che da Passo Coe in Trentino.
Facciamo però notare che entrambi gli articoli non riportano alcuni aspetti importanti emersi dalla discussione:
1) non riportano che le associazioni ambientaliste rifiutano il progetto ma non riescono a proporre iniziative concrete per contrastarlo, e infatti non hanno preso posizione di fronte alle richieste esplicite di riflettere su come fermare i prossimi lavori;
2) non riportano che alcuni rappresentanti del gruppo "Folgaria 235" sono intervenuti per raccontare della riuscita manifestazione con cui il 10-11 maggio circa 200 persone hanno dichiarato pubblicamente l'intenzione di intervenire sui cantieri;
3) non riportano infine che Officina Ambiente ha sintetizzato la propria proposta di rinuncia definitiva e immediata a tutti gli interventi di ampliamento e potenziamento delle aree sciabili in Trentino (mantenendo lo stato esistente), proposta che ha trovato consenso nel pubblico e suscitato qualche reazione imbarazzata tra gli interlocutori istituzionali".


“Impianti inutili, brutti e costosi”
Ambientalisti: no all’espansione sciistica

Nuovi impianti di sci a Folgaria? Il dibattito si fa politico. «L'approvazione dell'Ordine del Giorno del Consiglio Provinciale sul riesame del progetto di sviluppo sciistico dell'altopiano di Folgaria, avvenuta nei giorni scorsi, è un atto politico e non giuridico e come tale non vincolante per la Giunta Provinciale, la quale dovrà necessariamente attendere la conclusione della procedura di V.I.A. - valutazione di impatto ambientale, prima di poter intervenire». Risponde così l'assessore Bressanini alle sollecitazioni sul tema da parte delle numerose associazioni ambientaliste e dei comitati dell'Altopiano riunitesi ieri nella sede della Sat a Trento in occasione della presentazione della tesi di laurea in sociologia di Paolo Beretta sulla sostenibilità economica e ambientale dei nuovi impianti sciistici che sorgeranno fra Folgaria e Lastebasse.
I risultati del lavoro hanno evidenziato l'impossibilità di ottenere dal progetto benefici a lungo termine, sia economici che sociali, e comunque non tali da giustificare l'impatto ambientale su zone che, come hanno ampiamente documentato le fotografie paesaggistiche commentate da Paolo Mayr (Italia Nostra) e Stefano Mayr (Mountain Wilderness), sono caratterizzate da una peculiare ricchezza floreale, faunistica e storica. La tesi espone una situazione di stallo del mercato sciistico, che risente del cambiamento delle abitudini e delle mutate disponibilità economiche dei vacanzieri, nonché della minore capacità attrattiva di questo sport invernale.
Nel futuro, solo le stazioni «di eccellenza» riusciranno ad essere competitive e Folgaria molto probabilmente non sarà fra queste. Sull'Altipiano è infatti ferma la costruzione di nuove strutture ricettive alberghiere e predominano le seconde case (che hanno il "difetto" di far spendere meno i turisti sul territorio). Inoltre, l'altitudine (troppo bassa per gestire i cambiamenti climatici in atto) e le caratteristiche orografiche non agevolano la tenuta delle nevi sui pendii poco inclinati, e quindi di scarso richiamo per gli sportivi (delle 5 nuove piste progettate, 4 hanno tracciati la cui pendenza è per oltre la metà della lunghezza inferiore al 12%).
Il nuovo piano di sviluppo 2008-2012 del turismo invernale, a cura del gruppo Carosello-Maso, prevede nuovi investimenti per 65 milioni di euro, di cui ben il 38% finanziati dall'Ente Pubblico e 22 milioni prestati da banche che dovranno prima o poi essere rimborsate. Ma la società che gestisce gli impianti, la Carosello Ski, non produce ricchezza (le perdite ammontano ad oltre un milione di euro nel periodo dal 2001 al 2006) e non riesce a sopravvivere senza il corposo contributo dell'Ente pubblico. Con queste premesse, ovvia la contestazione della popolazione della zona che ha con ripetuti interventi sottolineato le persistenti difficoltà di comunicazione con le Istituzioni (sindaco di Folgaria in primis), ritenuta invece di fondamentale importanza da Luigi Casanova (viecepresidente CIPRA Italia).
Il consigliere Roberto Bombarda ha dato evidenza ad un altro punto dell'Ordine del giorno approvato in Consiglio Provinciale, sostenendo la necessità del blocco dell'intero progetto, in particolar modo del collegamento verso il Veneto (sottolineando come il piano sia un «suicidio economico che nessun imprenditore privato sosterrebbe»), e ha proposto la ricerca di scelte di sviluppo diverse a minor impatto ambientale. Mario Bertoldi (Amici degli Altipiani) ha accolto con favore l'ordine del giorno Giovannazzi che dice "no" all'estensione delle aree sciabili verso il Veneto e "sì" al collegamento con Lavarone attraverso il Monte Cornetto, criticando l'atteggiamento poco chiaro del Sindaco di Folgaria. Polemico sui finanziamenti pubblici anche l'intervento di Francesco Borzaga, presidente WWF del Trentino, mentre Bressanini ha chiuso l'incontro confermando comunque l'importanza dello sci per l'economia trentina.

L'Adige 16/05/2008


Tesi di laurea su Folgaria: «Investire negli impianti? Operazione ad alto rischio»

I piani di ampliamento degli impianti di risalita a Folgaria non lasciano il proscenio politico. Le associazioni ambientaliste l’altra sera hanno promosso in sede Sat a Trento un incontro pubblico, presentando la tesi di laurea di Paolo Beretta su «Lo sviluppo degli impianti da sci tra Folgaria e Lastebasse: progetto congruo con il concetto di sviluppo sostenibile?” Beretta spiega che, come ogni prodotto, anche lo sci ha il suo ciclo di vita durante il quale arriva a maturazione, dopo di che si stabilizza o diminuisce. Sulle Alpi - dice - siamo oramai al capolinea, quindi non si deve investire se non in situazioni di eccellenza. Folgaria ha una sproporzione di seconde case rispetto agli alberghi e anche i bilancio degli impianti, che in 5 anni accumulano oltre un milione di euro di deficit, con forte esposizione verso le banche indicano fragilità, nonostante il forte sostegno pubblico. I tracciati per oltre il 50% della loro lunghezza presentano pendenze inferiori al 12%, quindi non appetibili. Si alzano mediamente le temperature, compromettendo la resistenza della neve. Il neo-dottore ha lamentato anche la scarsa voglia di confrontarsi sul progetto da parte dell’amministrazione Olivi: «Tre volte il sindaco mi ha dato appuntamento e tre volte lo ha cancellato. Manca il dialogo fra promotori e oppositori. C’è poca partecipazione perché la gente non si mobilità, perché 2/3 della monoeconomia turistica si basa sulla neve e perché c’è scarsa sensibilità ambientale. Una requisitoria severa. Nel lungo periodo - dice la tesi - Folgaria non sarà concorrenziale sul mercato della neve, quindi gli investimenti sono a rischio. S’è parlato anche della prospettiva di completare gli impianti fino a Pioverna, sostenuta da Olivi. «Il collegamento col Veneto - obietta Mayr - a quel punto è a due passi. E il Coston è pista stupidissima e disastrosa sul piano ambientale». Parlano Casanova, Borzaga, Mario Bertoldi (Amici degli altipiani), quest’ultimo definisce il collegamento con Lastebasse «un disastro per Oltresommo e Lavarone». Gli ambientalisti di Officina ambiente e 235 attaccano il sindaco perché evita il confronto. In sala c’erano l’assessore provinciale Bressanini e i consiglieri Bombarda e Viganò. Bressanini spiega che l’ordine del giorno Giovanazzi prevede uno stop ai progetti ma rappresenta solo un «consiglio» alla giunta Dellai.

Trentino 17/05/2008