10.6.08

Presentazione pubblica progetti TAV in Bassa Atesina

Venerdì 13 giugno a Ora in provincia di Bolzano alle 20,00 presso l'aula magna in via Sepp Thaler 2 è prevista una presentazione da parte della provincia di Bolzano, della comunità comprensoriale e di RFI sui progetti per le linee di accesso Sud in Bassa Atesina al tunnel di base del Brennero.

Invitiamo tutti quelli che si oppongono al programma TAV/TAC sull'asse del Brennero a partecipare e a preparare interventi.

OFFICINA AMBIENTE

2.6.08

Le lotte in difesa dell’acqua in Sud America

I movimenti sociali della Bolivia e dell’Uruguay raccontano l’esperienza della lotta per difendere il bene più prezioso

Lunedì 2 giugno 2008 ore 20.30
Associazione Ya Basta Trento e Associazione Yaku - Italia presentano
al Centro sociale Bruno, via Dogana n.1

Le lotte in difesa dell’acqua in Sud America

I movimenti sociali della Bolivia e dell’Uruguay raccontano l’esperienza della lotta per difendere il bene più prezioso

Interverranno:
Claudia Lopez - Coordinadora del Agua y la Vida di Cochabamba
Adriana Marquisio - Sindacalista dell’Uruguay, fondatrice e referente per la Red Vida
Francesca Caprini - Associazione Yaku
Francesca Stanca - Associazione Ya Basta

A seguire proiezione del video:

"Bolivia Spaccata" - gennaio 2007: giornate di guerra Civile a Cochabamba.
I diritti indigeni e la violenza razzista.

Un documento esclusivo prodotto da Chajra Runaj Masis e collettivo video Ukhumanta Pacha, in collaborazione con Yaku "Il difficile cammino democratico della Bolivia raccontato attraverso le testimonianze raccolte da un collettivo di giornalisti e videomakers indipendenti boliviani. Nel gennaio del 2007 a Cochabamba migliaia di contadini e lavoratori indigeni da giorni manifestavano pacificamente contro la prefettura e per l’unità del Paese. Furono selvaggiamente aggrediti da gruppi armati dell’estrema destra indipendentista al grido di "morte agli indios". Per giorni la città venne messa a ferro e fuoco e fu dichiarato lo stato d’emergenza. Alla luce anche delle recenti evoluzioni politiche della Bolivia - la dichiarazione d’indipendenza del dipartimento di Santa Cruz, il referendum revocatorio cui si sottoporrà Evo Morales il prossimo 10 agosto - l’attualità di un documento video che racconta di razzismo sempre più violento in un paese latinoamericano in lotta per la democrazia e l’autoaffermazione"

Vedi la locandina della serata

Dalla Bolivia Claudia Lopez a fianco di Oscar Olivera e ai movimenti indigeni e le forze sociali di Cochabamba riunite nel 2000 nella Coordinadora en defensa del agua y la vida, hanno dato il primo scossone ai processi di privatizzazione che hanno iniziato nel mondo a invadere la sfera dei Beni Comuni. Due mesi di blocchi stradali, il prezzo tragico di un giovane ventenne ucciso dai militari di Gonzalo Sanchez de Lozada. Poi la protesta cresce e la Bechtel rinuncia. "L’Acqua è di nuovo nostra!", gridano nelle piazze.
La vittoria dei guerrieri dell’acqua di Cochabamba è diventato il punto di riferimento planetario per la difesa dell’acqua e la rinascita della democrazia dal basso.

Adriana Marquisio è il simbolo internazionale dell’Ottobre Azzuro. “Desde abajo se puede”, dal basso si possono cambiare le cose. I movimenti e le organizzazioni sociali uruguaiane hanno dimostrato che la mobilitazione e la consapevolezza di tante persone possono cambiare le cose. La partecipazione può aprire ancora squarci di democrazia. Anche percorrendo le logore vie istituzionali di una democrazia rappresentativa che rappresenta sempre meno la gente. La legge di iniziativa popolare “acqua bene comune” promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua percorre canali simili e spinge nella stessa direzione: il riconoscimento da parte del parlamento che l’acqua deve tornare ad essere di tutti e di nessuno.

Durante la serata verrà presentato il progetto dell’Associazione Ya Basta Trento "Lluvia es Vida" in fase di realizzazione nella comunità zapatista de La Realidad (Chiapas, Messico), grazie anche al contributo della Provincia Autonoma di Trento.

Info:

Associazione Ya Basta
Associazione Yaku - Italia

2 giugno: Contro le guerre, no alle basi militari.

2 giugno ore 9.00 piazza Pasi, Trento
Contro le guerre, no alle basi militari.
No alla militarizzazione dei nostri territori e della festa della Repubblica!

In Italia vi sono oltre 100 basi ed installazioni militari che vanno da Bolzano a Lampedusa: strutture che non servono a difendere la popolazione ma che costituiscono invece un grave pericolo per la sicurezza dei cittadini.
Territori sottratti alla vita civile che si trasformano in aree destinate al sostegno della guerra globale permanente.

Portaerei, cacciabombardieri, sottomarini, aerei, elicotteri, missili, bombe, macchine di morte di ogni specie possibile passano e stazionano nelle installazioni militari. Senza trascurare il devastante impatto ambientale che la presenza di tali armi determina, partecipiamo tutti, senza volerlo, alla guerra.
Anche a Trento sarà così: la base di Mattarello non sarà un luogo di pace, ma - come tutte le strutture militari - un avamposto di guerra. 30 ettari di campagna che saranno ricoperti da una colata di cemento, uno sfregio ambientale e urbanistico che dobbiamo impedire.
Un’area che è sottoposta al segreto militare e che nessuno sa cosa potrà contenere, quali armamenti e quali macchine di morte.

Una base militare non è uno spazio civile, è un luogo di guerra, dove si formano uomini destinati ad uccidere, dove l’obbedienza alle regole d’ingaggio è la sola virtù.
In un mondo che ogni giorno scava trincee, che quotidianamente bombarda, che fa di tutto per costruirsi nemici, una base militare diventa l’avamposto per l’esercizio della guerra. A Vicenza come a Mattarello.

Abbiamo detto NO al Dal Molin e continueremo a dirlo, e lo stesso vale per il resto del territorio italiano, ormai ricoperto di basi e prima linea della guerra globale.
Ma soprattutto iniziamo in modo deciso ad opporci alla costruzione della caserma militare di Mattarello.

Il 2 giugno saremo in piazza per festeggiare la Repubblica e la sua Carta Costituzionale che ripudia la guerra. Diremo NO alla costruzione della caserma di Mattarello, continuando il nostro percorso di sensibilizzazione, per spiegare le nostre ragioni e per difendere il nostro territorio dalla devastazione ambientale e dalla guerra.
Perché "Trento Città della Pace" non sia uno slogan da scrivere sulle cartoline, ma una realtà da conquistare attraverso l’opposizione alla costruzione delle caserme militari di Mattarello.

Ore 9, Piazza Pasi
2 giugno 2008

1.6.08

Siamo tutti Chiaiano!

In appoggio alla lotta della popolazione di Chiaiano
Officina Ambiente di Trento e il CS Bruno esprimono la propria solidarietà alla popolazione di Chiaiano attaccata con grande violenza dalle "forze dell'ordine" mentre afferma il proprio diritto a una vita senza veleni e senza il peso della criminalità organizzata dei rifiuti.
Isolate i facinorosi, dice il Prefetto alla gente della Campania. Ma i cittadini non vogliono altre discariche e non vogliono inceneritori sapendo bene che sarebbe la maniera per rendere eterna l'emergenza rifiuti o per scambiarla con altre nocività.
Alle richieste di rovesciare la logica della gestione dei rifiuti, di avviare subito riduzione degli scarti, raccolta differenziata spinta e trattamento meccanico biologico si contrappongono militarizzazione del territorio, operazioni di polizia, manganelli e spinte dall'alto di muri.
Il primo giugno anche noi saremo a Napoli alla manifestazione nazionale per dire che l'assalto all'ambiente, ai beni comuni, alla salute della popolazione non sta indebolendo ma sta facendo crescere la volontà di opporsi.

31.5.08

TAV: Campagna di pressione nei confronti della Collini Costruzioni

Officina Ambiente aderisce alla campagna di boicottaggio proposta durante il presidio informativo No TAV e per la libertà di espressione di venerdì 16 maggio.

Dal 26 al 31 maggio
intasiamogli la posta e il fax!

Sempre più persone sono contrarie al TAV Verona-Monaco (in più di mille hanno manifestato a Trento il 19 aprile scorso). Le ragioni di questa opposizione sono state spiegate attraverso decine di serate informative e la diffusione ampia di dossier e altro materiale che smonta la pretesa necessità dell'opera. Ma avere ragione, lo sappiamo bene, non basta.
Se opere inutili e devastanti vengono costruite è perché c'è chi ci guadagna. Le aziende che partecipano e parteciperanno alla costruzione del TAV Verona-Monaco si arricchiranno distruggendo le nostre valli e montagne, rischiando di intaccare persino il più prezioso dei beni: l'acqua.
Per questo vogliamo dare a simili affaristi nome e indirizzo. Tra le otto imprese del consorzio che si è aggiudicato l'appalto per il cunicolo esplorativo di Aica-Mules, prima parte del TAV Verona-Monaco, c'è anche la trentina Collini Costruzioni S.p.A. (la sola impresa regionale coinvolta).
Per questo un gruppo di attivisti in solidarietà con la lotta NO TAV, il 28 aprile scorso, è entrato nella sede milanese della ditta con degli striscioni che dicevano "COLLINI VERGOGNA" e "COLLINI DEVASTA LE ALPI".
Quello che proponiamo è una campagna di pressione nei confronti della Collini affinché recida il contratto per i lavori del TAV. Inondarla di telefonate, di e-mail, di fax potrebbe essere un semplice ed efficace inizio. Se non altro per farle sapere che non la lasceremo lavorare in pace alla distruzione della nostra terra.

Per avere maggiore efficacia suggeriamo di concentrare gli sforzi dal 26 al 31 maggio. È una cosa facile e alla portata di tutti.

COLLINI IMPRESA COSTRUZIONI S.P.A.

sede: via Brennero 260/H, Trento -- tel. 0461 825666; fax: 0461 824418
direzione: p.zza Velasca 4, Milano -- tel. 02 72021820; fax: 02 874485

e-mail: info@collini.191.it ; infotrento@impresacollini.it ; collinisegreteria@tin.it ;

(fatturato del gruppo nel 2006: 113 milioni di euro; numero medio dipendenti 2006: 261; portafoglio lavori: 240 miliardi di euro)



PER IL FUTURO DELLA TERRA E DEI BAMBINI MANDA UN FAX ALLA COLLINI


Fac-simile da spedire:

Ai responsabili della Collini Costruzioni S.p.A.

Signori, partecipando ai lavori del cunicolo esplorativo Aica-Mules, prima parte del TAV Verona-Monaco, partecipate alla costruzione di un'opera inutile imposta dall'alto senza alcun confronto con le popolazioni direttamente colpite.
Un'opera che devasterebbe le valli dell'Isarco e dell'Adige, mettendo a rischio l'approvvigionamento idrico di interi comuni e compromettendo il futuro delle giovani generazioni, senza risolvere il problema del traffico. Un'opera che sempre più persone, informate e decise a difendere la propria terra, rifiutano. Non macchiatevi di una così grave responsabilità.
Non nascondetevi dietro l'alibi che non siete stati voi a decidere il TAV: senza imprese come la vostra quest'opera non si realizzerebbe. Recidete il contratto, e andate in pace.

NO TAV

29.5.08

Folgaria, altro «no» agli impianti

Pubblichiamo di seguito un articolo de l'Adige del 29.5.2008 in cui si informa sul parere emesso dalla III Commissione del Consiglio della Provincia di Trento relativo alla petizione popolare n.15/2008 contro l'ampliamento dell'area sciabile di Folgaria - Passo Coe verso Costa d'Agra. Pur non disconoscendo la posizione espressa dalla III Commissione, facciamo però notare che questo parere presenta alcuni aspetti non positivi: non è infatti esclusa in modo chiaro l'eventuale realizzazione dei nuovi impianti e delle nuove aree sciabili da Passo Coe verso il Veneto; il riferimento alla posizione assunta dal Consiglio Provinciale non esclude neppure la realizzazione alternativa di altri impianti e altre aree sciabili da Folgaria verso Lavarone e Luserna attraverso il Monte Cornetto.

Da Trento arriva un nuovo stop agli impianti in Folgaria. Certo, non è vincolante, ma è un parere che pesa quello della terza commissione permanente, presieduta da Roberto Pinter, chiamata a esprimersi sulla petizione popolare (1700 le firme) contro il progetto. Dopo un esame effettuato anche tramite consultazioni che hanno coinvolto i soggetti interessati, la commissione si è adeguata alla posizione assunta dal Consiglio Provinciale che ha già invitato la Giunta Provinciale ad opporsi a un ampliamento dell'area sciabile di Folgaria finalizzato al collegamento con il territorio veneto. La terza commissione ritiene quindi fondate alcune preoccupazioni evidenziate dalla petizione e, tenuto conto delle dichiarazioni rese dal sindaco di Folgaria, «auspica che le prossime scelte della Provincia e dei comuni nel settore urbanistico e in quello turistico siano pensate (o ripensate) considerando le esigenze di sviluppo unitario di tutto l'altopiano». Si dovrà inoltre «rispettare le previsioni sia del nuovo Pup sia della normativa sulle seconde case, per evitare che un eventuale sviluppo delle aree sciabili sia accompagnato da un'inammissibile espansione edilizia-urbanistica». Infine secondo la commissione «i legittimi interessi delle società impegnate nella realizzazione e nella gestione degli impianti e piste da sci, devono essere considerati nella misura corretta, ma senza che gli stessi prevalgano sulle scelte che le comunità e le rispettive amministrazioni intendono adottare nell'interesse pubblico per uno sviluppo armonico e rispettoso dell'ambiente, del paesaggio e degli interessi socio-economici dell'area».

l’Adige 29/05/2008

Nuova iniziativa proposta dal Comitato contro la base militare di Mattarello

Il Comitato “Caserme di Mattarello? No grazie!” presenta:

Giovedì 29 maggio ore 20.30
presso il Teatro Parrocchiale a Mattarello

"Redacted" un film di Brian De Palma

Premiato con il Leone d’Argento per la miglior regia al Festival di Venezia 2007, osannato dalla critica ma censurato dal circuito cinematografico ufficiale. “Redacted” di Brian De Palma, affronta in maniera cruda e senza mediazioni la tragedia della guerra in Iraq. Questo film utilizza una tecnica assolutamente innovativa che si serve delle nuove tecnologie, di internet e di tutti quei mezzi che permettono la diffusione di notizie che altrimenti non verrebbero mai rese note.

Un film shockkante e drammatico come solo la realtà può essere!

La parola "redacted" significa redigere o meglio "preparare per la pubblicazione". Spesso in un documento o in un’immagine redatta sono state oscurate o cancellate le informazioni personali (o quelle impugnabili); pertanto il termine viene spesso usato per definire documenti o immagini da cui siano state espunte le informazioni sensibili.

Sei sicuro che ti stiano dicendo sempre tutta la verità?
Sei sicuro che dietro a “zone sensibili” sanno cosa esista?
Sei sicuro che ti diano tutte le notizie necessarie?
Sei sicuro che ti facciano vedere tutti i film?

A seguire assemblea pubblica del Comitato contro la base militare di Mattarello.
Una vera città di pace è quella senza basi di guerra.